Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
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 compagnia __ PROGETTI


in collaborazione con Provincia di Firenze - Assessorato alla Pubblica Istruzione


Laboratorio Teatrale Interscolastico a cura di Angelo Savelli

Tre scuole medie superiori della provincia di Firenze concorrono alla realizzazione di un progetto teatrale unico attraverso tre distinti laboratori, collegati tra loro da alcune iniziative comuni e da alcuni momenti di lavoro collettivo.

Il progetto si propone di effettuare un’azione qualificante all’interno dell’ormai pluriennale e consolidata attività di Scuola/Teatro della Provincia di Firenze, con le seguenti modalità:

    1) Mettendo in comunicazione tra loro diversi istituti creando un piccolo ma concreto esempio di rete;

    2) Mettendo in rapporto gli istituti scolastici con una prestigiosa struttura teatrale del territorio, facendo così incontrare, nello spirito di un proficuo e
         corretto partenariato, i soggetti operanti con finalità didattiche nella scuola con figure esterne di riconosciuta professionalità;

    3) Incominciando ad inserire, in via sperimentale, alcuni momenti di progettualità artistica generale all’interno di una rassegna che si è
       positivamente qualificata fino ad oggi soprattutto per la qualità e la diligenza della sua funzione di ospitalità; questa nuova proposta nasce come
        una delle naturali e possibili conseguenze di tutto un lavoro di riflessione e monitoraggio svolto negli ultimi anni in parallelo con le rassegne;

    4) Operando nella direzione di una qualificata formazione degli OTS, operatori Teatrali Scolastici, per il momento attraverso una sorta di
        tirocinio tutelato in attesa di poter intervenire con appositi corsi di formazione professionale;

    5) Mantenendo uno stretto collegamento con gli insegnanti di riferimento dei vari istituti scolastici, proponendogli la condivisione di un           progetto culturale di ampio respiro e la compartecipazione alle modalità artistiche della sua realizzazione.

L’attività comune ed i singoli laboratori vengono effettuati tra dicembre e maggio. Il lavoro prevede incontri di tre ore con cadenza settimanale pomeridiana, salva diversa disponibilità dell’Istituto. La conduzione del corso è affidata al regista Angelo Savelli. Il regista compie in piena autonomia le scelte artistiche relative alla regia, alla distribuzione dei ruoli, alla scelta delle scene ed elle musiche dello spettacolo, facendosi carico di motivare in maniera didattica queste scelte.
Ogni laboratorio è formato da circa una dozzina di studenti in relazione alla distribuzione dei personaggi dei testi della Trilogia. La scelta degli studenti è fatta di comune accordo con gli insegnanti di riferimento. Il regista opera in stretto contatto con gli insegnanti di riferimento, di modo che l’esperienza di collaborazione con qualificati operatori del mondo teatrale abbia la più ampia ricaduta e condivisione possibile all’interno degli Istituti.
Al di là delle attività comuni, per ogni singolo laboratorio il regista Savelli è coadiuvato da un Operatore Teatrale Scolastico che si affianca e si alterna con lui nella conduzione del lavoro.
Per le attività comuni e dei singoli laboratori vengono utilizzati sia gli spazi degli Istituti aderenti che, quando possibile, quelli del Teatro di Rifredi.

In accordo con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Firenze, la Trilogia di spettacoli verrà presentata all’interno dell’annuale rassegna Scuola-Teatro, che si tiene presso il teatro di Rifredi di Firenze tra aprile e maggio di ogni anno, sia in tre serate distinte che, eventualmente, in un unica “giornata/evento”.

Per l’anno scolastico 2004-05 lo spettacolo proposto è:
LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA di Carlo Goldoni
(“Le smanie per la villeggiatura” – “Le avventure della villeggiatura” – “Il ritorno dalla villeggiatura”)

Per l’anno scolastico 2005-06 lo spettacolo proposto è:
SHAKESPEARE MAGICO di William Shakespeare
(“Sogno della prima notte d’estate” – “I racconti della dodicesima notte” – “La notte della tempesta” – e, come epilogo, “La vana disputa o l’incubo di una notte d’estate” di Marivaux)

Per l’anno scolastico 2006-07 lo spettacolo proposto è:
ORESTEA di Eschilo
(“Agamennone” – “Coefore” – “Eumenidi”)
Spettacolo non realizzato per il taglio dei finanziamenti


TRILOGIA 2005 - LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA

SPETTACOLO
Liceo Classico Machiavelli - Firenze
Laboratorio Teatro Classico Machiavelli

LE SMANIE PER LA VILLEGGIATURA

riduzione e regia Angelo Savelli

con
Maurizio Materassi, Elisa Barzini, Giulio Picchi, Francesca Fornasiere, Goffredo Guidi, Maurizio Cardinali,
Carlo Poggi, Angelo Soda, Veronica Aniceti. Andrea Sarchielli




SPETTACOLO
Liceo Scientifico Gramsci - Firenze
Laboratorio Teatrale Gramsci
LE AVVENTURE DELLA VILLEGGIATURA

riduzione e regia Angelo Savelli

con
Giulia Fiaschi, Luisa di Valvassone, Lorenzo Bruscoli, Elisa Tanganelli, Matteo Scudieri, Vincenzo Romeo,
Carolina Marsella, Martina Comico, Giulia Mattei, Marco Bartolini, Caterina Caprara, Caterina Ventura, Ilaria Severi
Costanza Sacchi


SPETTACOLO
Liceo Artistico L.B. Alberti - Firenze
Laboratorio Teatrale Alberti
IL RITORNO DALLA VILLEGGIATURA

riduzione e regia Angelo Savelli

con
Alessandra Cioni, Stella Rondinelli, Niccolò Gambassi, Aurora Bresci, Andrea Falcone, Duccio Brinati,
David Bizzarri, Sara Andreucci, Maddalena Sabbiai, Alice Janda, Giacomo Bogani, Floor Robert,
Camilla Cecchi, Pino Pizzulli



Goldoni metallaro
di Claudio Facchinelli
in SIPARIO luglio-agosto 2005

La rassegna Scuola/Teatro organizzata da Pupi e Fresedde di Firenze affianca fasi di studio a fasi performative, con un ottimo equilibrio tra pedagogia e resa artistica, grazie all'accortezza e alla qualità degli operatori.
Nella vasta galassia del teatro della scuola, la rassegna Scuola/Teatro, organizzata dalla compagnia Pupi e Fresedde di Firenze in collaborazione con l'amministrazione provinciale, è una delle più antiche: lo scorso maggio, infatti, presso il Teatro di Rifredi, si è tenuta la diciottesima edizione.

Imparare a guardare
Parallelamente, era stato previsto un corso di orientamento alla critica, rivolto a studenti delle scuole superiori. Di fatto, si trattava, più modestamente, di un seminario di educazione alla visione, con esercitazioni di restituzione scritta, ma il progetto mi sembra interessante, e può essere riproducibile. I ragazzi, una dozzina, assistono agli spettacoli, che si tengono a giorni alterni e, la sera stessa, con l'aiuto di esperti, analizzano quanto visto, cercando di smontare i vari elementi che confluiscono nella creazione teatrale: il testo, la cifra drammaturgica e registica, l'efficacia attorale, le scelte scenografiche e sonore. Poi stendono una recensione che, riveduta e corretta, viene successivamente affissa nel foyer del teatro e messa in rete, ma anche restituita ai ragazzi, con le correzioni e i commenti. Si crea così un rapporto dialettico, di andata e ritorno, che assolve ad una doppia funzione: da una parte abitua i giovani spettatori (alcuni dei quali sono essi stessi impegnati negli spettacoli in rassegna) ad uno sguardo critico più attento, spendibile anche verso il teatro professionale; dall'altra, li aiuta ad esercitare la lingua scritta secondo forme che non sono quelle della tradizionale prova scolastica, cioè del tema di italiano. Per i ragazzi, l'impegno di rendere in poche righe cosa hanno visto sulla scena è un esercizio arduo ma stimolante, di segno diverso rispetto alla logica costruttiva del tema (che consiste, spesso, nell'annacquare in tre pagine un pensiero compiutamente espresso in tre righe). E, avendo partecipato a questi lavori, ho verificato, nel volgere di un paio di settimane, una positiva evoluzione nella qualità della loro scrittura.
Come in tutte le rassegne, le cose belle si alternavano a lavori più deboli, specie laddove la scuola non aveva avuto la possibilità di utilizzare dei professionisti del teatro, che affiancassero il lavoro dell'insegnante. La prevalenza era di un teatro di testo, con allestimenti generalmente di impronta amatoriale, ma con alcune eccezioni.

La fase perfonmativa
In Cy.d.B. dell'amore e della luna, liberamente tratto dal Cyrano di Rostand, Stefano Massini, un giovane regista dal prestigioso pedigree professionale che ama, ogni tanto, rigenerarsi tenendo dei laboratori con gli adolescenti, ha riscritto con loro, in versi, partendo non dal testo teatrale, ma dal romanzo, la vicenda dell'infelice amante. L'allestimento coinvolge diverse decine di ragazzi, ma ogni figura del coro trova una sua ragion teatrale per stare in scena, mentre semplici segni scenografici suggeriscono le ambientazioni più varie: dal teatro, alla "Pasticceria dei Poeti", al campo di battaglia.
La rassegna si concludeva con un progetto di grande impegno, ideato da Angelo Savelli, regista storico della compagnia: la Trilogia della villeggiatura, di Goldoni, realizzata in un liceo classico, uno scientifico e uno artistico, in collaborazione con Andrea Bruno Savelli.
Mentre i primi due gruppi avevano accolto immediatamente la proposta, il terzo, costituito da ragazzi dall' abbigliamento trasgressivo, fra il punk e il metallaro, inizialmente aveva opposto resistenza. L'iconografia polverosa cui i giovani creativi associavano quel mondo impediva loro di riconoscere che le dinamiche sentimentali e sociali che percorrevano il testo (le gelosie, le schermaglie amorose, il mito dello standing) erano le stesse che governano la società odierna, osservate, per di più, con spietata, quasi feroce lucidità. Solo quando il regista ebbe spiegato loro che li avrebbe messi in scena con i loro jeans tagliati e i piercing, si erano buttati con entusiasmo nel lavoro.
Nella prima parte, ambientata negli anni Cinquanta, con strizzate d'occhio alla commedia all'italiana, ma anche a Monsieur Hulot, l'intera scenografia è fatta di valige e bauli, portate ritualmente in scena all'inizio con un bel colpo di teatro, che suggeriscono successivamente gli arredamenti interni. Nella seconda, percorsa da una colonna sonora di motivi da spiaggia, il modulo scenografico è costituito da sedie a sdraio e lenzuoli da bagno. Nella terza, con grandi orologi che segnano ore diverse, la scena è ingombra di foglie secche e sedie metalliche, fra le quali si muovono, a volte rovesciandole con furia aggressiva, ragazzi in nero, con vistose catene di metallo, assieme a ragazze dall'ombelico nudo, su altissime zeppe di sughero. E qui, dove è azzerata la distanza fra il mondo di Goldoni e l'oggi, la recitazione dei giovani attori, consapevoli che stanno parlando di loro stessi, si fa più credibile. Il ricorso a semplici ma efficaci espedienti scenotecnici e registici (effetti in controluce; quadri viventi; costruzione a vista di immagini scenografiche con i corpi degli attori e gli oggetti di scena) rende il risultato teatrale godibilissimo.
Fa piacere verificare come, in entrambi i casi, una regia ed una drammaturgia intelligente, pur con mezzi poveri, possano trovare una via soddisfacente, sia da un punto di vista culturale e pedagogico, sia come resa spettacolare, per avvicinare testi classici, senza forzature né travestimenti, senza sacrificare l'attenzione al processo rispetto alla qualità del prodotto. Anche in questo senso, il progetto di Rifredi è un modello esportabile.


TRILOGIA 2006 - SHAKESPEARE MAGICO

SPETTACOLO
Liceo Scientifico Gramsci - Firenze
Laboratorio Teatrale Liceo Scientifico Gramsci
SOGNO DELLA PRIMA NOTTE D'ESTATE

riduzione e regia Angelo Savelli
insegnante referente: Teresa Tarasconi
operatore teatrale scolastico Andrea Bruno Savelli

con Marco Bartolini, Lorenzo Bruscoli, Vanni Burzagli, Caterina Caprara, Martina Comito,
Luisa Di Valvasone, Francisca Ferreras, Giulia Fiaschi, Nath Gbikpi, Giulia Landi, Carolina Marsella,
Vincenzo Romeo, Costanza Sacchi, Matteo Scudieri, Ilaria Severi, Elisa Tanganelli, Caterina Ventura

Nel giorno delle nozze del Principe, quattro adolescenti si confrontano con la libertà dei loro sentimenti amorosi e con le imposizioni della società: due ragazzi, Lisandro e Demetrio, amano la stessa ragazza, Ermia. Un’altra ragazza, Elena, ama Demetrio che non la ama. Ermia vorrebbe sposare Lisandro ma suo padre vuole imporle Demetrio. Il Principe, e dunque la legge, sta dalla parte del padre. Ma poi viene la notte. La magica notte del solstizio d’estate. E con la notte tutto si trasforma in sogno; tutto si trasforma in un teatro inquietante dove il Principe della notte invaghito del valletto della moglie la fa innamorare di un somaro e i quattro ragazzi, pungolati da un impertinente folletto, sparigliano le loro accoppiate amorose. Ed intanto un improbabile gruppetto di artigiani, improvvisatisi attori, anela a portare in scena una storia di giovanili amori osteggiati che assomiglia a quella di Giulietta e Romeo. Poi torna il giorno, torna la normalità, la rassicurante realtà della famiglia e del matrimonio. Ma resta il teatro. Libero, inquietante, indecifrabile come l’inconscio, a ricordarci che noi non siamo altro che le ombre di un sogno.


SPETTACOLO
ITC Volta - Bagno a Ripoli (FI)
Laboratorio Teatrale ITC Volta
I RACCONTI DELLA DODICESIMA NOTTE

riduzione e regia: Angelo Savelli
insegnanti referenti: Elisiana Franconi, Gabriella Cerasi
operatore teatrale scolastico: Andrea Bruno Savelli

con Niccolò Bardelli, Serena Bonaiuti, Bussotti, Lucrezia Carnesecchi, Francesca Casavecchi,
Lorenzo Ciacciavicca, Martina Frosali, Diego Gabrielli, Chiara Jean Wiening, Eleonora Lelli, Marta Nesti

Nelle dodici notti che vanno da Natale all’Epifania, una piccola comunità riunita intorno al fuoco si racconta, si “rifonda” attraverso il racconto delle proprie origini. E poco importa se il fuoco di questa veglia è l’antico caminetto o la moderna televisione. La bestia nera non è il televisore ma la solitudine e l’individualismo da superarsi con lo stare insieme, il riunirsi, il raccontarsi. Viola e Sebastiano, due fratelli gemelli, naufragano insieme, si salvano separatamente e si credono persi. Lei si traveste da uomo e s’innamora del duca Orsino che, credendola un uomo, la usa come messaggero d’amore presso la bella Olivia che non lo ama. Anzi. Olivia s’innamora di Viola, non sapendo che è una donna. La ronda amorosa tocca il suo culmine quando arriva Sebastiano che crea sì una serie d’equivoci ma anche la possibilità di sciogliere tutti i nodi sentimentali, dando ad ogni innamorato la sua giusta innamorata. Ma nel ricomporsi finale del cerchio solidale della comunità, quando cessano tutti i travestimenti teatrali, c’è un resto. Quello d’Antonio, il marinaio che ha salvato Sebastiano, invaghendosi di lui. E quello di Malvolio, l’introverso cortigiano preso in giro ed emarginato per la sua alterigia da un gruppo di guitti mattacchioni.


SPETTACOLO
ITI - IPIA L. da Vinci - Firenze
Laboratorio Teatrale ITI - IPIA L. da Vinci

LA NOTTE DELLA TEMPESTA

riduzione e regia: Angelo Savelli
insegnante referente: Elisabetta Piancastelli
operatore teatrale scolastico: Massimo Bonechi

con Lorenzo Bernini, Andrea Bettarini, David Bizzarri, Francesca Di Mauro, William Luzzi, Sara Parazza,
Riccardo Poli, Kola Reini, Gian Paolo Ruffino, Nicoletta Stroe, Lorenzo Terenzi,

Prospero era il re di Milano. Spodestato dal fratello si è rifugiato in un isola misteriosa dove è diventato un mago e dove, come il Cotrone dei pirandelliani “Giganti della montagna” spaventa la gente, proiettando immagini di tempeste e di fantasmi, con l’aiuto dell’aereo folletto Ariele. Dopo il Teatro e la Narrazione, ecco un’altra arte magica: quella delle ombre, il Cinema. E come in un film Prospero fa naufragare sull’isola suo fratello e la famiglia reale di Napoli. In una notte irreale, che non sembra finire mai, s’inscenano tre congiure. La prima, drammatica, in cui il fratello del re di Napoli tenta d’uccidere il re per prendere il suo posto. La seconda, comica, in cui il “mostro” Calibano, aiutato da due marinai ubriachi, tenta di riprendersi l’isola che un giorno fu sua, uccidendo Prospero. E la terza, iniziatica, in cui Prospero finge d’impedire l’amore tra Ferdinando (il giovane figlio del re di Napoli) e sua figlia Miranda. Ma proprio il sincero amore dei due adolescenti vincerà su ogni incantamento e riporterà la pace tra tutti. La notte dell’illusione potrà così terminare e Prospero deciderà di abbandonare per sempre le sue arti magiche e di ritornare, disarmato, nella vita reale, portandosi però nel cuore una nuova, profonda convinzione: “Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni”.


SPETTACOLO
LICEO CLASSICO MACHIAVELLI - Firenze

Laboratorio Teatrale Liceo Classico Machiavelli
LA VANA DISPUTA ovvero incubo di una notte d’estate
da MARIVAUX
riduzione e regia: Angelo Savelli
assistenti: Lisa Ballini e Alice Pieroni, stagiste del DAMS di Firenze

con Veronica Aniceti, Elisa Barzini, Francesca Fornasiere, Goffredo Guidi, Giulio Picchi, Angelo Soda

Chi è stato il primo fra l’uomo e la donna ad essere infedele? Questo è il tema de “La disputa” di Marivaux che nel 1744, evoca i turbamenti dell’adolescenza e la nascita dei sentimenti e delle pulsioni amorose, ispirandosi al gioco dei quattro innamorati del sogno shakespeariano e trattando il tema con la leggerezza di una commedia ma anche con la crudeltà di un apologo esemplare.
Un Principe, che si presume onnipotente, ricrea l’alba dell’umanità mettendo in scena l’incontro fra quattro “adolescenti/cavie”, immersi nello spazio oscuro di un bosco (o di un giardino/prigione o di un laboratorio). In Shakespeare costui era il magico principe della notte, in Marivaux un perverso principe illuminista, nel nostro spettacolo un lucido scienziato senza scrupoli.
Un apologo ancora molto attuale, perché la diabolica manipolazione che il “grande fratello orweliano” compie sui quattro ragazzi, soggetti dell’esperimento, ci pone dei dubbi sulla nostra odierna illusione di libertà in una società sempre più violenta nella sua capacità di manipolare i sentimenti e di sfruttarli a fini televisivi e mediatici.

 


 
 
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