LA TERRA
DEL RIMORSO
concezione e regia di Angelo Savelli
coreografia di Arianna Benedetti
con i ballerini dello Junior BallettO di ToscanA
e la partecipazione canora di Pino De Vittorio
Il 21 marzo 1977, al Teatro
Rondò di Bacco, in un ala di Palazzo
Pitti, nasceva la compagnia Pupi e Fresedde
con uno originale ed affascinante spettacolo
che le fece immediatamente conquistare il
favore del pubblico fiorentino e l’attenzione
della scena internazionale: “La terra
del rimorso”. Si trattava di uno spettacolo
di musica e teatro popolare, ispirato all’omonimo
saggio antropologico di Ernesto De Martino,
dove, più che i ridottissimi dialoghi,
contavano le parole delle canzoni e la descrizione
delle azioni sceniche e coreografiche, dalla
forte cadenza rituale. Gli interpreti erano
tutti giovanissimi e di grande talento: Pino
De Vittorio, Tomasella Calvisi, Michele Marasco,
Luciano Vavolo, Fabienne Pasquet, Patrizia
De Libero, Carlo Nuccioni…
A distanza di trent’anni, Angelo Savelli
ha deciso di riproporre quello spettacolo
“storico” evitando però
di cadere nella trappola della nostalgia e
dell’impossibile riesumazione. Ha quindi
chiesto ad altri giovani di oggi, i giovani
danzatori di grande talento dello Junior Balletto
di Toscana, di reinventare completamente le
suggestioni di quello spettacolo, trasformandolo
in una coreografia a loro misura. Unico punto
di collegamento con il passato la presenza
in scena di Pino De Vittorio che eseguirà
dal vivo le bellissime tarantelle, pizziche
e serenate che costituivano l’asse portante
– ancora oggi di grande impatto –
dello spettacolo.
Maria è una povera bracciante pugliese
che trascorre la propria vita tra la fatica
del lavoro, la miseria, le processioni e le
feste di paese. Amata da due giovanotti, il
più forte l’avrà con la
forza, svergognandola pubblicamente. In un
duello d’onore i due rivali muoiono
entrambi. Sotto la calura estiva, sola e disonorata,
Maria finisce per essere morsa dalla tarantola.
La comunità si stringe intorno a lei
e con un antico rituale esorcistico, fatto
di musica, danza e colori, la recupera dal
torpore catatonico in cui il morso del mitico
ragno l’aveva fatta cadere. Ritornata
alla vita sociale dovrà affrontare
il dilemma tra l’aspirazione ad emigrare
verso un miraggio di benessere o restare attaccata
alla propria difficile ma fascinosa terra.