CRONISTORIA
L’ente
di produzione teatrale Pupi e Fresedde è stato
fondato a Firenze nel 1976 da Angelo Savelli,
che ne è tutt’oggi l’anima artistica
e la principale risorsa creativa, e da Pino
de Vittorio. Il suo battesimo è segnato
da una lunga permanenza negli Stati Uniti dove produsse
insieme al Bread and Puppet "La
ballata dei 14 giorni di Masaniello" di Peter Schumann,
replicata poi l'anno successivo in Italia.
Schematicamente la storia di Pupi e Fresedde, si può
dividere in quattro grandi periodi.
Il
primo periodo
va dal 1977 al 1980. E’ il periodo degli spettacoli
che coniugano folklore meridionale ed antropologia,
mondo contadino e psicoanalisi, grazie anche all’apporto
visivo del pittore Tobia Ercolino:
«La terra del rimorso», «Sulla via
di San Michele», «I balli di sfessania»,
«Ruzante – il canto della terra sospesa»
, «Festa in tempo di peste». La musica,
il canto, la danza, il dialetto, il rapporto con la
cultura meridionale sono gl’ingredienti privilegiati
della poetica del gruppo.
Il
secondo periodo
va dal 1980 al 1986. Il gruppo acquista una spinta propulsiva
sul piano gestionale grazie all’arrivo di Giancarlo
Mordini, che dal 2000 ricopre la carica di
direttore artistico. E’ questo il periodo delle
grandi avventure internazionali, delle coproduzioni
con importanti festivals (Avignone, Madrid, Sitges,
Parigi, Fiesole, Venezia, Polverigi…) e delle
lunghissime tournées. «Il convitato
di pietra ovvero don Giovanni ed il suo servo Pulcinella»
(con musiche originali di Nicola Piovani),
«Petito Totò», «L’amore
delle tre melarance» (appositamente scritto da
Vincenzo Cerami), «Plauto in
farsa»: spettacoli questi d’ispirazione
napoletana in cui il modello dell’Opera Buffa
presiede alla stesura dei testi (quasi tutti di Angelo
Savelli) e dove le doti interpretative degli attori
assumono un ruolo fondamentale.
Il
terzo periodo
va dal 1986 al 1994. Il 1986 vede l’ingresso di
Francesco De Biasi nella gestione organizzativa
e produttiva della compagnia e l’installazione
delle attività al Teatro di Rifredi, ancora oggi
la sua sede stabile grazie alla sensibilità della
storica SMS di Rifredi. La residenza al Teatro
di Rifredi spinge la compagnia a consolidare
la sua posizione in Firenze, dove ottiene importanti
riconoscimenti ufficiali, ed in Italia dove trova approdo
in prestigiosi teatri, ottenendo anche il Premio della
Critica Teatrale. Questa nuova volontà di radicamento
porta la compagnia a calibrare le proprie produzioni
su spettacoli più consoni alle esigenze del panorama
teatrale nazionale. Così ai consolidati testi
di ispirazione partenopea come «Figaro».
«Cafè champagne», «Le tre verità
di Cesira» di Manlio Santanelli, «Mamma»
di Annibale Ruccello, al cui successo contribuisce in
maniera determinante la collaborazione con gli attori
Gennaro e Gianni Cannavacciuolo, si
affiancano titoli di drammaturgia internazionale e poco
frequentata dal teatro ufficiale, quali «Quartetto»
di Heiner Muller, «La voce umana» di Cocteau
e «Amato mostro» di Xavier Tomeo con Franco
Di Francescantonio. Questo periodo s’identifica
con lo straordinario successo riscosso da «Carmela
e Paolino» di J.S.Sinisterra che rimarrà
in repertorio per 7 stagioni e rappresentato tra l’altro
a Parigi, Lione, Lisbona, Bruxelles, Vienna, Buenos
Aires, Ankara. E’ su questa scia che vanno inquadrati
anche le altre produzioni di successo della compagnia
come: «Il bacio della donna ragno» di Manuel
Puig e la commedia musicale «Il ritorno del turco
in Italia» con le musiche del compositore francese
Jean Pierre Neel e il più recente “L’ultimo
harem” con la nota attrice turca Serra
Yilmaz.
Il
quarto periodo
ha inizio nel 1994 quando viene avviato un ampio ed
articolato progetto sulla “toscanità”
che attraverso le produzioni dirette, le co-produzioni
e le ospitalità, promuove la rivisitazione del
grande patrimonio teatrale e letterario toscano sia
di classico che contemporaneo: «Gian Burrasca,
un monello in casa Stoppani», «Pinocchio
cha cha cha», «La cortigiana», «Il
Marescalco», «Don Pilone», «L’amoroso
contagio». «S’io fossi foco»
e soprattutto «Gallina Vecchia»
con Marisa Fabbri, Carlo Monni
e Massimo Grigò. A siglare quest’attenzione
tutt’altro che occasionale con gli artisti toscani,
la compagnia dal 2005 instaura un rapporto stabile con
l’attrice Lucia Poli ed offre
una residenza allo Junior Balletto di Toscana.
Sempre
dal 1994, grazie all’ingresso nell’organico
gestionale di Rita Polverini, e con
l’avvio della collaborazione con lo scenografo
Mirco Rocchi, la compagnia inizia una
serie di progetti specifici indirizzati ai giovani ed
al mondo della scuola che ottengono
un successo straordinario. Prima il progetto triennale
“L’arte della commedia”,
con testi di Ruzante, Aretino, Gigli e Pirandello, poi
il progetto quinquennale “Teatro e Letteratura”,
con trascrizioni teatrali dalle opere di Dante, Boccaccio,
Ariosto, Manzoni, Leopardi, Pavese e Tomasi di Lampedusa,
quindi il coraggioso progetto ”Teatro
ed impegno civile” dove, insieme ad una
forte e pluriennale iniziativa contro al pena
di morte, viene prodotto anche uno spettacolo
sul conflitto israeliano-palestinese “Jerusalem
Juliet”. Attualmente sono in corso i progetti
“Scienza e teatro” e “Greci
e Latini nostri contemporanei”.
Di grande successo anche gli interventi della compagnia
nel settore del Teatro Ragazzi: “Il giornalino
di Gian Burrasca”, “Le novelle della nonna”,
“I viaggi di Calandrino”, “Il Riciclone”,
“Aci Babà e i quaranta pedoni” e
“I predatori dell’acqua perduta”.
Nei limiti delle proprie risorse, la compagnia Pupi
e Fresedde ed il teatro di Rifredi hanno sempre offerto
concrete opportunità espressive a tanti giovani
artisti emergenti. Foltissima è la schiera dei
giovani attori toscani impegnati nelle produzioni della
compagnia, alcuni dei quali hanno poi anche maturato
con successo autonomi percorsi in veste di autori e
registi, come Patrizia De Libero, Marco Sodini, Riccardo
Rombi, Francesco Brandi, Daniele Lamuraglia, Stefano
Massini e Andrea Bruno Savelli. |