LA BIMBA CHE ASPETTA
di e con Elisabetta Salvatori
Matteo Ceramelli violino
Davide Giromini fisarmonica
“Bimba che aspetta” è una statua di marmo, eseguita alla fine dell'800 da uno scultore carrarino, una statua che ha mantenuto fino ad oggi una straordinaria capacità attrattiva, e sulla quale si sono tramandate voci e leggende.
Lo spettacolo è un viaggio nel marmo, nelle cave, nei laboratori, un viaggio che trae ispirazione da una storia realmente accaduta nella Versilia dell'inizio del secolo scorso.
Partendo dalla realizzazione della scultura di questa bambina, carica di storia e di storie, e, dalle motivazioni che l'hanno concepita, viene fuori uno spaccato della società dell'epoca,
particolarmente mirato ad un appassionante ingresso nel mondo del marmo.
Lontano da tentazioni di folklore, il racconto si svolge seguendo un percorso di ricerca nella cultura popolare fatta di sentimenti e di mestieri.
Elisabetta Salvatori, attrice autrice e regista, nasce a Viareggio e dopo gli studi artistici scopre il teatro e inizia a raccontare. Comincia con “Favole e valigie”, ogni favola raccontata aprendo una valigia diversa. Piccoli teatri viaggianti costruiti con le sue mani con i gesti appresi dalla sapienza dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara. Elisabetta vive a Forte dei Marmi, nella casa che fu di sua nonna, dove oggi ospita un piccolo teatro, il Teatrino dei Favolanti. Qui prosegue la tradizione ereditata proprio dall’anziana progenitrice, che prima di lei raccontava favole per i compaesani. Elisabetta le racconta oggi al pubblico nei teatri e nei luoghi della vita. Storie che attinge da episodi realmente accaduti e che restituisce con l’incanto della sua voce e la poesia della parola.
|