Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
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RIFREDI SCUOLA 2007-2008

SCIENZA E TEATRO
TEATRO E LETTERATURA
PROGETTO ANTIDOTO
I CLASSICI NOSTRI CONTEMPORANEI: I GRECI
PROGETTI SPECIALI

iniziativa indirizzata alle scuole secondarie superiori e alle terze classi delle medie inferiori

INTRODUZIONE

Definire “Rifredi Scuola” una rassegna di spettacoli per gli studenti delle scuole medie superiori della Provincia di Firenze sarebbe se non addirittura sbagliato, quantomeno inesatto o incompleto.
Niente è più lontano da quello che è maturato in questi quindici anni di costante e crescente attività al Teatro di Rifredi quanto una meccanica somma di repliche mattutine di spettacoli di varia provenienza e tipologia riuniti in un generico cartellone. La carta vincente della proposta spettacolare del Teatro di Rifredi si chiama: specifica produzione e competente progettualità.
In un continuo rapporto ravvicinato con gli insegnati dei numerosissimi istituti e in un costante controllo e monitoraggio degli umori e del gradimento degli studenti, Pupi e Fresedde, la compagnia stabile del teatro, ogni anno produce e riproduce appositi spettacoli di alta professionalità, specificatamente creati per seguire percorsi curricolari che aiutino il normale svolgimento dell’apprendimento scolastico con il valore aggiunto dell’emozione teatrale e della freschezza di una comunicazione che tiene in debito conto anche gli stilemi dell’universo giovanile. Inoltre gli spettacoli si avvalgono di un’impeccabile preparazione storico-culturale ma altresì di approcci sempre originali, innovativi, contemporanei.
Per l’anno scolastico 2007/08 si confermano i tre percorsi che hanno ottenuto un grande successo negli anni scorsi (“Scienza e Teatro”, “Teatro e Letteratura” e “Progetto Antidoto”) e si inaugura un nuovo capitolo sugli antichi classici greci e latini.
Con i primi tre progetti intendiamo continuare a dare il nostro contributo ad una necessaria maggior diffusione della cultura scientifica tra i giovani, all’avvicinamento degli studenti ai grandi autori della letteratura italiana aggirando in maniera morbida i loro pregiudizi scolastici, al sostegno alle azioni di educazione alla salute e prevenzione del disagio e della dispersione scolare.
Con il nuovo progetto intendiamo invece avviare una riflessione sui fondamenti della nostra cultura europea, sulle nostre origini, sulle radici ancora ben salde del nostro immaginario collettivo, rileggendo con rispetto scientifico e sensibilità contemporanea i grandi capisaldi del mito, della letteratura e del teatro greco e latino.

IL PROGRAMMA

SCIENZA E TEATRO
“La matematica in cucina”

TEATRO E LETTERATURA
“Decamerone”
“Nel mezzo del cammin”

PROGETTO ANTIDOTO
“Metamorfosi”

I CLASSICI NOSTRI CONTEMPORANEI: I GRECI
“Iliade”

 



SCIENZA E TEATRO

Il progetto Scienza e Teatro intende contribuire, attraverso gli strumenti della rappresentazione teatrale, della contaminazione e dell’interferenza, ad abbattere la nefasta divisione tra discipline umanistiche e discipline scientifiche, responsabile tra l’altro dell’attuale paradosso di una società formalmente scientista e tecnicista ma ampiamente in balia di derive inculturali ed irrazionali.
Con questo progetto Pupi e Fresedde vuole portare in primo piano una tematica di cruciale importanza per il futuro delle giovani generazioni - l’auspicabile diffusione della mentalità scientifica nel contesto di una rinnovata dimensione umanistica della nostra società contemporanea – realizzando importanti collaborazioni con prestigiosi studiosi ed istituzioni del mondo scientifico fiorentino e nazionale.
Iniziato nel 2003, il progetto ha ottenuto un grande successo con i due spettacoli su Galileo e la nascita della scienza moderna (evento esemplare per l’unione di tematiche umanistiche, scientifiche e teatrali) e Dottor Faust e le inquietudini della bioetica (particolarmente gradito ai giovani per i suoi risvolti fantascientifici, da Frankestein e Blad Runner).

 

lunedì 15, martedì 16, giovedì 18, sabato 27, lunedì 29 e martedì 30 ottobre 2007 ore 10.00
SPETTACOLO - ripresa
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
LA MATEMATICA IN CUCINA
dall’omonimo libro del prof. Enrico Giusti
riduzione teatrale e regia di Angelo Savelli
con Andrea Bruno Savelli e Andrea Muzzi
in collaborazione con Il Giardino di Archimede un Museo per la Matematica

La cucina è il luogo dei profumi e dei sapori e non c'è posto per numeri o formule. La cucina è dunque uno dei posti dove meno ci si aspetterebbe di trovare la matematica, fatta eccezione per qualche dato numerico nelle ricette - quattro uova e due cucchiai di farina, porzione per due, quattro o sei persone - o minuzie del genere. Ma a guardare meglio, dietro i frullati e le fritture, emergono altri meccanismi che regolano il funzionamento e la struttura degli oggetti e dei fenomeni casalinghi e che celano al loro interno una grande quantità di matematica spesso tutt'altro che elementare.
L'importante è saper porre domande, come fanno appunto i due protagonisti, Gianni e Pinotto, due amici molto diversi tra loro. Gianni è infatti un matematico, grande cultore dei piccoli segreti di questa nobile scienza, e Pinotto è un giornalista scrittore appassionato di poesia, un po’ scettico ma curioso dei discorsi un po’ astrusi di Gianni. Il loro abituale luogo d’incontro, spirituale e materiale, è la cucina. Così, durante la preparazione di un’insalata e di un piatto di spaghetti, vengono affrontati discorsi del tipo: perché le salsicce cuociono più in fretta dell'arrosto? Qual è la forma migliore per un boiler? Perché il getto d'acqua che esce dal rubinetto si restringe scendendo verso il basso? Ogni oggetto può diventare lo spunto per un lezione di matematica calata nella realtà, sfatando la leggenda di una disciplina evitata da molti perché troppo astratta.
“La matematica in cucina”, tutto ambientato tra pentole e fornelli, svela inaspettati sapori matematici e si propone come una gustosa ricetta per tutti quelli che la matematica hanno sempre stentato a digerirla.

 

TEATRO E LETTERATURA

Il progetto Teatro e Letteratura intende da una parte analizzare i rapporti tra letteratura, letteratura teatrale e teatro e dall’altra utilizzare lo strumento teatrale per avvicinare in maniera originale e spigliata alcuni capolavori della nostra letteratura nazionale. Una miriade di testimonianze di insegnanti ed allievi, attesta come gli obiettivi di questo progetto siano stati largamente raggiunti e ci apprestiamo dunque a riproporne un qualificato e fortunato segmento, nella consapevolezza della persistenza della validità del lavoro fatto e per dare la possibilità di usufruirne anche a nuove generazioni di studenti che sono andati a sostituire i primi beneficiari della nostra quinquennale iniziativa.
Una importante caratteristica di questo progetto consiste nella possibilità di stabilire un rapporto diretto tra teatro e grande letteratura che ci permette di sviare le secche di una drammaturgia contemporanea impoveritasi nell’imitazione di linguaggi naturalistici di stampo cinematografico o televisivo e in difficoltà a confrontarsi con i temi forti dell’Umanità e della Storia.
Quindi non solo avvicinamento a testi utili per lo svolgimento dei programmi scolastici ma anche avvicinamento a tematiche utili per la comprensione di noi stessi e del mondo che ci circonda.

 

da lunedì 12 a sabato 17 novembre 2007 ore 10.00
venerdì 9, sabato 10 novembre ore 21.00, domenica 11 novembre ore 16.30
da martedì 13 a sabato 17 novembre ore 21.00

SPETTACOLO – ospitalità
Arca Azzurra Teatro
DECAMERONE
Amori e Sghignazzi

adattamento drammaturgico e regia di Ugo Chiti
da Decamerone di G. Boccaccio
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali,
Massimo Salvianti, Lucia Socci, Teresa Fallai, Alessio Venturini

Gli sghignazzi delle beffe, i travestimenti, le doppiezze divertite al limite dell’iconoclastia, gli amori assoluti, i sacrifici estremi, la tragicità solenne degli innamoramenti contrastati o negati diventano materia drammaturgia e gioco squisitamente teatrale.
Tutti, uomini e donne, in quella grandiosa commedia umana che è il Decamerone, si muovono passando dal comico al tragico con lussureggiante invettiva. Uomini e donne colti in un perenne movimento che è equilibrio e balletto, rappresentazione reale e metaforica della vita osservata con occhio sarcastico e dolente assieme.

LO SPETTACOLO È RISERVATO ALLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI

 

da giovedì 27 a lunedì 31 marzo 2008 ore 10.00 e
da martedì 1 a sabato 5 aprile 2008 ore 10.00
giovedì 27, venerdì 28 e sabato 29 marzo ore 21.00

SPETTACOLO - ripresa
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
NEL MEZZO DEL CAMMIN
CANTI E CANZONI DALL’INFERNO DI DANTE

di Angelo Savelli, da La Divina Commedia di Dante Alighieri
con Carlo Monni, Massimo Grigò, Andrea Bruno Savelli, Marzia Risaliti, Nicola Pecci

E’ possibile far convivere i versi di Dante e le canzoni dei Beatles e di D’Andrè? Noi pensiamo che è non solo possibile ma anche necessario. Questo è il destino dei classici: studiati, amati, odiati, rispettati, traditi... restano sempre se stessi, capaci di evocare non solo lo spirito del loro tempo ma anche le tracce oscure del nostro. Per questo è necessario che i giovani non contrappongano acriticamente l’attardarsi sulle spoglie inerti del passato all’urgenza delle eccitanti pulsioni della loro contemporaneità. Non lasciamo i classici, ne tantomeno Dante, a dormire sugli allori. Costringiamolo a dialogare con noi, alla pari, in tutta libertà e creatività, e poi, una volta scoperto, avremo tutto il tempo per approfondirlo e collocarlo giustamente nello scranno che gli compete. Quanti giovani d’oggi “nel mezzo del cammin” della loro vita si sono persi e hanno dovuto affrontare un viaggio catartico nel loro piccolo inferno personale prima di riuscire a riveder le stelle? Quanti Virgili reali o immaginari hanno fortunatamente incontrato o si sono inventati nel loro girovagare: a volte un amico, a volte una poesia, altre volte una canzone… Allora lasciamo che si compia questa interferenza, questo cortocircuito tonificante: tra Paolo e Francesca e Jim Morrison… tra Ulisse e Battiato…


PROGETTO ANTIDOTO

Il Progetto parte dall'assunto che quando si parla di disagio giovanile non ci si deve fermare al ritratto ormai stereotipato che i media danno dell’universo giovanile identificando il disagio esclusivamente con forme estreme di devianza. Infatti tale interpretazione del disagio si traduce quasi automaticamente in un'incapacità di prestare attenzione, di leggere correttamente e quindi di affrontare i problemi di crescita delle nuove generazioni.

Progetto Antidoto ritiene che un'azione sociale di sostegno alla crescita (in questo senso un'azione di educazione alla salute), non possa focalizzare il proprio interesse principalmente su 'sintomi' più critici ed evidenti del disagio giovanile, ma debba invece rivolgere un più attento (e certo più complesso) sguardo d'insieme sull'analfabetismo delle emozioni che costituisce la genesi fondante di un malessere diffuso.

Il progetto vuole quindi dare un contributo alle attività pedagogiche su temi che sono spesso alla base del disagio del vivere e del crescere delle giovani generazioni oggi; la passività, l'assenza di stimoli, la mancanza di dialogo e soprattutto l'incomunicabilità dei sentimenti, sono i temi che un mezzo espressivo come quello teatrale può sviluppare e rappresentare in modo particolarmente pregnante.

 

da mercoledì 19 a sabato 22 dicembre 2007 ore 10.00
SPETTACOLO - ripresa
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
METAMORFOSI
RITRATTO DEL GIOVANE FRANZ KAFKA IN UN TEATRO DEL GHETTO DI PRAGA

scritto e diretto da Stefano Massini
prodotto nel 2003/2004 in collaborazione con Regione Toscana e Asl 10
con Roberto Gioffrè, Marco Venienti, Stefano Laguni
scene Mirco Rocchi
costumi Micol J.Medda
luci Alfredo Piras

In questo spettacolo il famoso racconto di Franz Kafka non è un punto di partenza, bensì una meta d’arrivo.
Sulla scena viene rappresentata la nascita de “La Metamorfosi”, la sua formidabile ideazione, la fase di fortuito e avvincente concepimento: come nacque l’opera, come prese vita dai meandri di un’anima complessa quanto geniale. Una scrittura scenica intrigante, che prende le mosse dalle autentiche pagine dei “Diari” di Kafka, dalla “Lettera al Padre”, da tante opere cosiddette minori ma di importanza determinante per ricostruire il tormentato universo interiore dell’autore. Il pubblico viene così trasportato fra i tavoli fumosi del Cafè Teatro Savoy, nel cuore del Ghetto di Praga, autunno del 1911.
É lì che un Franz Kafka non ancora trentenne incontra il coetaneo Jitzach Löwy, interprete in una celebre compagnia yiddish (un incontro che ebbe realmente luogo, destinato a rivestire un ruolo decisivo nella biografia dello scrittore). Fra i due giovani ebrei prende vita quasi per caso un dialogo intenso, magmatico, di vibrante profondità. Sospesi fra la leggerezza di un gioco e il dolore dell’introspezione, i due ragazzi si addentrano passo dopo passo nei corridoi del proprio disagio, alla ricerca di un “senso di vivere” che vinca finalmente ogni paura, ogni confusione.
E la cupa metamorfosi di Gregor Samsa prende lentamente forma sullo sfondo, come straordinario sfogo di un labirinto interiore, lucida metafora grottesca e struggente grido d’aiuto.

 

I CLASSICI NOSTRI CONTEMPORANEI: I GRECI

In un momento in cui si parla tanto, e a volte a sproposito, delle radici culturali della nostra Europa, proponiamo per i prossimi anni un variegato viaggio tra le memorie e le vestigia della letteratura e del teatro greco e latino, consapevoli che non solo la nostra “democrazia” ma quasi tutto il nostro DNA culturale provenga da loro, da quello che scolasticamente chiamiamo il “mondo classico”.
Pur coscienti di non poter attuare o forse anche di non voler attuare nessun “rinascimento” fittizio di quel mondo perduto, ci accorgiamo di come sia impossibile nel nostro quotidiano impegno d’artisti contemporanei fare a meno di questi nostri lontani ma presentissimi antenati; e quindi ci proponiamo di confrontarci sul palcoscenico con i “segni” di quella cultura, quasi fossero i sintomi di una febbre dionisiaca o di un torpore apollineo da cui non siamo mai guariti.

CLASSICI NOSTRI CONTEMPORANEI: i greci e i latini

da lunedì 25 a venerdì 29 febbraio 2008 ore 10.00 e
da sabato 1 a sabato 8 marzo 2008 ore 10.00
giovedì 6, venerdì 7 e sabato 8 marzo ore 21.00, domenica 9 marzo ore 16.30

SPETTACOLO - nuova produzione
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
ILIADE CONTRO
IL CANTO DELL’UMANITÀ ASSEDIATA

riduzione e drammaturgia di Angelo Savelli
regia di Andrea Bruno Savelli
con Andrea Bruno Savelli, Valentina Bruscoli, Vittorio Cucci, Francesco Franzosi, Nicola Pecci, Marzia Risaliti

L’Iliade, ovvero “il cantico di Ilio”, la città di Troia, narra il penultimo atto di quella che se non è la prima guerra umana in senso storico, è senz’altro la prima guerra mondiale in senso mitico; tanto che potremmo definire quella di Troia "la madre di tutte le guerre".
Raymond Queneau ha provocatoriamente scritto che tutta la letteratura occidentale non è che la declinazione di due soli grandi archetipi narrativi ed esistenziali, provenienti dall’Iliade e dall’Odissea: l’assedio ed il viaggio. Anche noi ne siamo convinti. Ed infatti questa nostra stringata riduzione scenica dell'Iliade, più che sottolineare gli inquietanti ed evidenti parallelismi con l’attualità, cerca di rappresentare l'ossessione profonda ed universale che assedia tutti i suoi personaggi: un cieco sentimento di violenza, di conflitto, di scontro che li fa rabbiosamente girare a vuoto senza portarli da nessun parte. In questa riduzione cadono, dunque, le differenze tra Greci e Troiani, tra buoni e cattivi, tra Occidente ed Oriente, tra civiltà e barbarie. Ed anche tra uomini e dei; perchè i sommi burattinai dei destini degli incolpevoli guerrieri, quelli in cui l'umanità vorrebbe trovare un alibi alla propria sconsideratezza, sono creati ad immagine e somiglianza degli umani: rissosi, bizzosi, invidiosi, sleali, ed anche un po' ridicoli...
Sulla rosata sabbia delle spiagge dell'Ellesponto, davanti al vigoroso ondeggiare del mar Egeo, nelle fresche vallate delle sorgenti dello Scamandro, nel poetico racconto di una donna cieca (Omero?), non ci sono più assedianti ed assediati, ma solo un pugno di maschi disorientati, prigionieri delle loro forze più oscure. L'Iliade è il nostro "cuore di tenebra". Una percezione della violenza e della guerra precedente alla nostra civiltà pacifista, ma che continua ad assediarci in qualche nostro sonno agitato. E qualche volta, purtroppo, anche nella realtà.