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RIFREDI SCUOLA 2008-2009
Un cartellone di spettacoli di comprovata professionalità, appositamente creati per seguire percorsi curricolari che aiutino il normale svolgimento dell’apprendimento scolastico con il valore aggiunto dell’emozione teatrale e della freschezza di una comunicazione che tiene in debito conto anche gli stilemi dell’universo giovanile. Spettacoli sempre originali, innovativi, contemporanei che si avvalgono di un’impeccabile preparazione storico-culturale.
SCIENZA E TEATRO un contributo alla diffusione della cultura scientifica tra i giovani per smitizzare la pesantezza della scienza e per abbattere la nefasta divisione tra discipline umanistiche e discipline scientifiche, responsabile dell’attuale paradosso di una società formalmente scientista e tecnicista ma ampiamente in balia di derive inculturali ed irrazionali.
“La matematica in cucina”
TEATRO E LETTERATURA un avvicinamento ai grandi autori della letteratura italiana per aggirare in maniera morbida i pregiudizi scolastici degli studenti e per stabilire un rapporto diretto tra teatro e grande letteratura che ci permette di sviare le secche di una drammaturgia contemporanea impoveritasi nell’imitazione di linguaggi naturalistici di stampo cinematografico o televisivo e in difficoltà a confrontarsi con i temi forti dell’Umanità e della Storia.
“Uno, nessuno e centomila… Pirandello”
“Nel mezzo del cammin”
I CLASSICI NOSTRI CONTEMPORANEI: i greci e i latini una riflessione sui fondamenti della nostra cultura europea, sulle nostre origini, sulle radici ancora ben salde del nostro immaginario collettivo; un variegato viaggio tra le memorie e le vestigia della letteratura e del teatro greco e latino, consapevoli che non solo la nostra “democrazia” ma quasi tutto il nostro Dna culturale provenga da loro, da quello che scolasticamente chiamiamo il “mondo classico”.
“Iliade contro”
“Il vantone”
SCIENZA E TEATRO
da lunedì 20 a sabato 25 ottobre 2008 ore 10.00
venerdì 24, sabato 25 ottobre 2008 ore 21.00 - domenica 26 ottobre 2008 ore 16.30
e mercoledì 18, lunedì 23 e martedì 24 febbraio 2009 ore 10.00
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
LA MATEMATICA IN CUCINA
dall’omonimo libro di Enrico Giusti
riduzione e regia di Angelo Savelli
con Andrea Muzzi e Andrea Bruno Savelli
in collaborazione con Il Giardino di Archimede: un Museo per la Matematica”
Lo spettacolo “La matematica in cucina” altro non è che un cabaret matematico-culinario! Come dire: Pitagora sul palco di Zelig. Un’opera curiosa dove la matematica si diverte ad apparire dove meno ci si aspetterebbe di trovarla: nella cucina di casa nostra. Perché, a guardar bene, anche in questo regno dei profumi e dei sapori, dietro al getto d’acqua del rubinetto o ad una patata da sbucciare, possono emergere insospettate alchimie matematiche, a volte tutt’altro che elementari. L'importante è sapersi porre delle domande. Così, durante la preparazione di un’insalata e di un piatto di spaghetti, ci si può chiedere: perché le salsicce cuociono più in fretta dell'arrosto? Qual è la forma migliore per un boiler? Perché il getto d'acqua che esce dal rubinetto si restringe scendendo verso il basso? Ogni oggetto può diventare lo spunto per una scoperta matematica calata nella realtà, sfatando la leggenda di una disciplina evitata da molti perché troppo astratta. In una cucina così piena di sorprese, non stupirà che la trattazione della materia scientifica venga affidata non a degli esimi professori ma ad una scalcagnata coppia di comici da avanspettacolo: l’imbranato letterato Pinotto, che si ritiene un principe dei fornelli, e l’aitante ma petulante matematico Gianni, costretti dalla loro condizione di scapoli a condividere due camere con cucina nei pressi dell’Università; ruoli qui sostenuti da un affermato cabarettista come Andrea Muzzi, spalleggiato da un brillante Andrea Bruno Savelli. Tratto dall’omonimo libro di Enrico Giusti - professore di Storia delle Matematiche e direttore del Museo per la Matematica di Firenze - e trasformato in spettacolo da Angelo Savelli – regista da diversi anni interessato ai rapporti tra Scienza e Teatro - “La matematica in cucina”, tutto ambientato tra pentole e fornelli, apriscatole e caffettiere, si propone come una gustosa ricetta scientifico/culinaria per tutti quelli che la matematica hanno sempre stentato a digerirla.
CLASSICI NOSTRI CONTEMPORANEI: i greci e i latini

da mercoledì 10 a sabato 20 dicembre 2008 ore 10.00
venerdì 12 e sabato 13 dicembre ore 21.00
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
ILIADE CONTRO:
IL CANTO DELL’UMANITÀ ASSEDIATA
Riduzione di Angelo Savelli e regia di Andrea Bruno Savelli
con Valentina Bruscoli, Simone Faucci, Francesco Franzosi, Nicola Pecci, Marzia Risaliti e Andrea Bruno Savelli
L’Iliade, ovvero “il cantico di Ilio”, la città di Troia, narra il penultimo atto di quella che se non è la prima guerra umana in senso storico, è senz’altro la prima guerra mondiale in senso mitico; tanto che potremmo definire quella di Troia "la madre di tutte le guerre".
Raymond Queneau ha provocatoriamente scritto che tutta la letteratura occidentale non è che la declinazione di due soli grandi archetipi narrativi ed esistenziali, provenienti dall’Iliade e dall’Odissea: l’assedio ed il viaggio. Anche noi ne siamo convinti. Ed infatti questa nostra stringata riduzione scenica dell'Iliade, più che sottolineare gli inquietanti ed evidenti parallelismi con l’attualità, cerca di rappresentare l'ossessione profonda ed universale che assedia tutti i suoi personaggi: un cieco sentimento di violenza, di conflitto, di scontro che li fa rabbiosamente girare a vuoto senza portarli da nessun parte. In questa riduzione cadono, dunque, le differenze tra Greci e Troiani, tra buoni e cattivi, tra Occidente ed Oriente, tra civiltà e barbarie. Ed anche tra uomini e dei; perchè i sommi burattinai dei destini degli incolpevoli guerrieri, quelli in cui l'umanità vorrebbe trovare un alibi alla propria sconsideratezza, sono creati ad immagine e somiglianza degli umani: rissosi, bizzosi, invidiosi, sleali, ed anche un po' ridicoli...
Sulla rosata sabbia delle spiagge dell'Ellesponto, davanti al vigoroso ondeggiare del mar Egeo, nelle fresche vallate delle sorgenti dello Scamandro, nel poetico racconto di una donna cieca (Omero?), non ci sono più assedianti ed assediati, ma solo un pugno di maschi disorientati, prigionieri delle loro forze più oscure. L'Iliade è il nostro "cuore di tenebra". Una percezione della violenza e della guerra precedente alla nostra civiltà pacifista, ma che continua ad assediarci in qualche nostro sonno agitato. E qualche volta, purtroppo, anche nella realtà.
da lunedì 23 a sabato 28 marzo 2009 ore 10.00
giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 marzo 2009 ore 21.00
Associazione Teatrale Pistoiese
IL VANTONE (Miles gloriosus)
di Plauto tradotto da P.P.Pasolini
Regia di Roberto Valerio
con Massimo Grigò, Francesco Feletti, Roberto Valerio
e altri tre attori in via di definizione
Il Vantone è la Roma dei raggiri, delle truffe, degli espedienti per sopravvivere, della lotta per riuscire a mangiare, dell’eterna lotta tra padrone e servo, o meglio tra signori e morti di fame… È la Roma di borgata, Pietralata o il Prenestino, dove “la gente viveva nelle baracche- tuguri costruite sulla polvere brecciolosa e sparsa di sporcizie e di rifiuti(…) con “intorno zella e sole, sole e zella (…), come una specie di città indigena con un odore così forte di merda di fogna che accorava…” È la roma allegra del mascherino( garzone del fornaio) che “una volta era sempre eternamente allegro:un’allegria vera che gli sprizzava dagli occhi. Se ne andava in giro per le strade fischiettando e lanciando motti. La sua vitalità era irresistibile. Era vestito molto poveramente: i calzoni rattoppati e addirittura spesse volte la camicetta uno straccio. Però tutto ciò faceva parte di un modello che nella sua borgata aveva un valore , un senso. Ed egli ne era fiero. Al mondo della ricchezza egli aveva da opporre un altro mondo altrettanto valido. Giungeva nella casa del ricco con un sorriso naturaliter anarchico che screditava tutto…(…)
E’ la roma degli sbruffoni, dei raccontaballe, dei vantoni da bar che raccontano mirabolanti avventure prendendo spunto da piccoli episodi a volte pure inventati, di “quelli che se credeno capoccia, e a casa la moje je spacca la capoccia”….. È la Roma musicale del dialetto. “Non avevo automobile quando scrivevo in dialetto ( prima in friulano, poi in romano). Non avevo un soldo in tasca e giravo in bicicletta. Non si trattava solo di povertà giovanile. E in tutto il mondo povero intorno a me, il dialetto pareva destinato a non estinguersi che in epoche così lontane da parere astratte. L’italianizzazione dell’Italia pareva doversi fondare su un ampio apporto dal basso, appunto dialettale e popolare ( e non sulla sostituzione della lingua pilota letteraria con la lingua pilota aziendale, com’è poi avvenuto). Fra le altre tragedie che abbiamo vissuto in questi ultimi anni, c’è stata anche la tragedia della perdita del dialetto, come uno dei momenti più dolorosi della perdita della realtà (…).
È la Roma delle canzoni popolari romanesche , la Roma dei cantanti e dei compositori romani, la Roma degli stornelli e degli stornellatori alla maniera del Sor Capanna...... “ E soprattutto è la Roma dell'avanspettacolo negli anni del dopoguerra “Qualcosa di vagamente analogo al teatro di Plauto, di così sanguignamente plebeo, capace di dar luogo ad uno scambio altrettanto intenso, ammiccante e dialogante, fra testo e pubblico, mi pareva di poterlo individuare soltanto nell'avanspettacolo....Il nobilissimo volgare insomma, contagiato dalla volgarità, direi fisiologica, del capocomico... della soubrette...”
TEATRO E LETTERATURA
da venerdì 16 a sabato 31 gennaio 2009 ore 10.00
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
UNO, NESSUNO E CENTOMILA… PIRANDELLO
L’umorismo e la crisi dell’individuo del ‘900
Conferenza/spettacolo di Angelo Savelli
con tre attori
Questa conferenza/spettacolo affronta la teoria dell’umorismo di Luigi Pirandello - da questi elaborata in un suo celebre saggio e incarnata in quasi tutte le sue opere letterarie e teatrali - inserendola nel più generale contesto culturale europeo dell’inizio del nostro secolo, nel quale l’umorismo diventa un ‘grimaldello’ per leggere una realtà completamente rivoluzionata nelle sue fondamenta. Dopo Darwin, Freud, Marx, Einstein tutte le certezze diventano relative. L’individuo entra in crisi nel suo rapporto con la realtà oggettiva e con i valori che tradizionalmente avevano garantito la sua unità e integrità psicologica, trasformandosi da eroe romantico in individuo problematico. Nella letteratura Kafka, Proust, Beckett, Joyce testimoniano questa frantumazione non solo della personalità interiore ma anche del tempo, dello spazio e del senso.
L’umorismo che - come il cubismo - inserisce schizofrenicamente più punti di vista contemporanei sullo stesso oggetto, sembra allora diventare uno dei pochi modi possibili per raccontare l’uomo contemporaneo: l’uomo senza qualità, il borghese piccolo piccolo, l’idiota, lo straniero, il cinico brillante che si barcamena pateticamente tra vita e pensiero.
La conferenza/spettacolo, utilizzando degli strumenti tipicamente pirandelliani, cioè quelli dell’ironia e del metateatro, evoca sulla scena, per poi scomporlo criticamente, l’ultimo grande romanzo di Pirendello del 1926: “Uno, nessuno e centomila”, la comica tragedia di un uomo qualunque che una mattina guardandosi allo specchio scopre di avere il naso storto e finisce al manicomio. Nelle fratture di questa rappresentazione s’inseriscono analiticamente le riflessioni sull’umorismo, brani di novelle e spettacoli pirandelliani, citazioni di autori contemporanei e personaggi vari in cerca d’autore.
da lunedì 20 a giovedì 30 aprile 2009 ore 10.00
giovedì 23 e venerdì 24 aprile 2009 ore 21.00
lunedì 4 e martedì 5 maggio 2009 ore 10.00
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
NEL MEZZO DEL CAMMIN
CANTI E CANZONI DALL’INFERNO DI DANTE
di Angelo Savelli da La Divina Commedia di Dante Alighieri
con Massimo Grigò, Nicola Pecci, Marzia Risaliti, Andrea Bruno Savelli e Carlo Monni
E’ possibile far convivere i versi di Dante e le canzoni dei Beatles e di D’Andrè? Noi pensiamo che è non solo possibile ma anche necessario. Questo è il destino dei classici: studiati, amati, odiati, rispettati, traditi... restano sempre se stessi, capaci di evocare non solo lo spirito del loro tempo ma anche le tracce oscure del nostro. Per questo è necessario che i giovani non contrappongano acriticamente l’attardarsi sulle spoglie inerti del passato all’urgenza delle eccitanti pulsioni della loro contemporaneità. Non lasciamo i classici, ne tantomeno Dante, a dormire sugli allori. Costringiamolo a dialogare con noi, alla pari, in tutta libertà e creatività, e poi, una volta scoperto, avremo tutto il tempo per approfondirlo e collocarlo giustamente nello scranno che gli compete. Quanti giovani d’oggi “nel mezzo del cammin” della loro vita si sono persi e hanno dovuto affrontare un viaggio catartico nel loro piccolo inferno personale prima di riuscire a riveder le stelle? Quanti Virgili reali o immaginari hanno fortunatamente incontrato o si sono inventati nel loro girovagare: a volte un amico, a volte una poesia, altre volte una canzone… Allora lasciamo che si compia questa interferenza, questo cortocircuito tonificante: tra Paolo e Francesca e Jim Morrison… tra Ulisse e Battiato…
- PROGETTO SMARRIMENTI
percorsi d’educazione alla salute in collaborazione con ASL 10
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