Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione
con il contributo di Regione Toscana, Provincia di Firenze,
Automobile Club Italia ed Ente cassa di Risparmio di Firenze
È SBANDATO L'UOMO RAGNO
uno spettacolo di Andrea Bruno Savelli
con Ludovico Fededegni, Leonardo Paoli e Elisa Tanganelli
scene di Michele Ricciarini
luci di Alfredo Piras
LE FINALITA’
“E’ sbandato l’uomo ragno” è uno spettacolo indirizzato agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori con lo scopo di portare alla loro attenzione il drammatico fenomeno degli incidenti stradali tra i giovani; fenomeno che non accenna a diminuire in maniera sostanziale, nonostante le continue e meritorie campagne di sensibilizzazione promosse dalla scuola, dall’Aci o dagli Enti Pubblici locali e nazionali. Lo spettacolo, finanziato proprio da questi enti, si prefigge di affiancarli nella loro puntuale opera di informazione e prevenzione, proponendo agli studenti un coinvolgente e divertente intreccio teatrale, dove la spettacolarità degli effetti audiovisivi e musicali serve come veicolo leggero per il trasporto di impegnative riflessioni.
PARLARE AI GIOVANI ATTRAVERSO I GIOVANI
Quando si devono affrontare con le giovani generazioni alcuni argomenti scottanti e impegnativi, il rischio della “predica” è sempre dietro l’angolo. E sappiamo bene quanto a volte può risultare inefficace o addirittura controproducente avvicinare i giovani in maniera paternalistica o moralistica. Soprattutto quanto questi argomenti riguardano direttamente il loro vissuto quotidiano e la loro mentalità.
Se, infatti, nel proporre argomenti di cultura generale, come la poesia di Dante o il Risorgimento, l’esibire una certa superiorità e competenza sul tema (semmai contaminata con una buona dose di chiarezza e piacevolezza) può anche essere percepito come un dono o una scoperta, nel caso di tematiche come l’educazione sessuale o stradale, che implicano responsabilità, consapevolezza e rinunce sul piano personale, la voce de “l’adulto saggio” rischia di essere percepita come un’ingerenza nella sfera della propria libertà individuale. Sfera a cui un adolescente tiene in maniera particolare.
Per questo riteniamo che uno dei principali elementi di forza dello spettacolo consista nel fatto che ad interpretarlo siano tre attori giovanissimi ma di indubbio talento: Ludovico Fededegni, Elisa Tanganelli e Leonardo Paoli.. Essi sono cresciuti all’interno dei laboratori teatrali scolastici tenuti in vari istituti fiorentini dal regista dello spettacolo e per molti anni, prima di saltare sulla scena, sono stati assidui spettatori delle nostre produzioni scolastiche. L’essere dei quasi coetanei degli spettatori in sala, gli consente di entrare facilmente in consonanza con la sensibilità ed i gusti di quel particolare pubblico; ma soprattutto permette al pubblico di sentirsi veramente rappresentato sul palcoscenico, lasciandosi andare ad un più facile coinvolgimento.
IL TESTO, LA REGIA, LA MUSICA
Creatore dello spettacolo è il giovane autore e regista Andrea Bruno Savelli, che già si è occupato del tema dell’educazione stradale realizzando lo spettacolo per bambini “Aci Babà e i quaranta pedoni”; uno spettacolo che ha ottenuto un enorme successo presso i piccoli spettatori, futuri guidatori, raccontandogli in maniera fiabesca ma contemporanea, non i divieti del codice stradale quanto piuttosto l’importanza del rispetto delle regole per la convivenza civile, comprese quelle stradali.
La scelta di rivolgersi questa volta ad un pubblico più adulto, ma soprattutto coinvolto direttamente e in prima persona nelle problematiche dello spettacolo, ha imposto all’autore e regista una maggiore preparazione allo spettacolo iniziata con un anno d’anticipo attraverso una serie d’incontri ed interviste con i giovani, che spesso erano stati protagonisti o testimoni di incidenti drammatici. Questi incontri sono stati realizzati con la collaborazione dell’Aci che ha anche fornito un’importante documentazione statistica ed analitica sulle dimensioni nazionali del fenomeno.
Al di là della accurata preparazione intorno ai contenuti affrontati, lo spettacolo concepito da Andrea Bruno Savelli gioca stilisticamente su tre elementi: una vicenda contemporanea, brillante e molto credibile nello stile delle attuali storie sentimentali apprezzate dagli adolescenti; un accattivante apparato visivo di tipo cinematografico; l’utilizzo della musica rock e delle canzoni d’autore come parte integrante dell’universo creativo dei giovani e come strumento amato e condiviso, all’interno del quale vengono anche accettati ed apprezzati contenuti impegnati.
LA VICENDA E IL MESSAGGIO
Ludovico, Elisa e Leonardo sono tre giovani come ce ne sono tanti; giovani normali ma con delle personalità ben definite: vitali e radiosi ma anche melanconici, simpatici ed ironici ma anche prigionieri di esteriori modelli di comportamento. E poi amanti: Ludovico di Elisa, Elisa di Ludovico ma anche di Leonardo, Leonardo di tutte le donne. Ma soprattutto amanti della musica, proprio come tanti giovani. La loro felicità è andare in giro ad inseguire i loro beniamini in concerto e il loro sogno è mettere in piedi una band e diventare musicisti professionisti. Ed è proprio in occasione di un viaggio in macchina a Milano, per un concerto ed un provino discografico, che succede la tragedia. La quale non colpisce lo spaccone Leonardo o l’immatura Elisa ma proprio il giudizioso Ludovico che aveva fino a quel momento propinato ai suoi due amici saggi consigli di comportamento stradale. Sconvolto dalla scoperta di un occasionale flirt tra la sua fidanzata e il suo migliore amico, dimentica tutta la sua saggezza e fugge in auto in condizioni personali ed ambientali assolutamente inopportune. Intorno a Ludovico in fin di vita, il trio d’amici si ricompone, scoprendo l’insostituibile valore della vita, messa spesso in gioco per troppa leggerezza ed ignoranza delle conseguenze. E, infine, intorno a Ludovico, di nuovo vivo ma gravemente invalido, i tre ragazzi maturano il loro originale progetto di vita: usare la loro passione per la musica per stare insieme e cantare le seduzioni e i pericoli della strada; per ricordare ai loro coetanei non solo la regola scontata che i cattivi comportamenti stradali sono pericolosi per se e per altre persone innocenti, ma anche che basta abbassare la guardia una volta e quella potrebbe essere la volta fatale, anche per il più ligio dei guidatori. Insomma: il più grande nemico della sicurezza stradale è la presunzione che “a me non può succedere”, che “ma cosa vuoi che succeda”, che “non succederà proprio questa volta”, che “anche se succede io sono in grado di reagire”.