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| Pupi e Fresedde – Teatro di
Rifredi |
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| TEATRO
PER LE NUOVE GENERAZIONI |
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PUBBLICAZIONI
INTRODUZIONE
Dopo la felice conclusione del progetto
“L’Arte della Commedia”, stavo cercando
un’idea che mi consentisse di proseguire il proficuo
rapporto avviato con le scuole medie superiori della
Provincia di Firenze, approfondendone il lato di supporto
didattico e di ricaduta curriculare, sulla base degli
stimoli che in questa direzione mi arrivavano da vari
professori che seguivano con continuità e interesse
le nostre iniziative spettacolari.
Ma l’idea di proporre un progetto su “Teatro
e Letteratura” ha concretamente preso corpo solo
dopo la visione dello spettacolo Quer pasticciaccio
brutto di via Merulana dall’omonimo romanzo di
Carlo Emilio Gadda messo in scena da Luca Ronconi con
una geniale intuizione stilistica, quella, cioè,
di non passare dal filtro della cosiddetta riduzione
teatrale, lasciando che il testo letterario tracimasse
sulla scena, quasi senza tagli, con tutto il suo poderoso
carico di linguaggio diretto ed indiretto, di azioni
e descrizioni, di affermazioni e commenti. Oltre all’esperimento
formale - proseguito poi con I fratelli Karamazov e
Lolita -, quello che interessava maggiormente a Luca
Ronconi era di stabilire un rapporto diretto tra teatro
e grande letteratura che lo aiutasse a sviare le secche
di una drammaturgia contemporanea impoveritasi nell’imitazione
di linguaggi naturalistici di stampo cinematografico
o televisivo e in difficoltà a confrontarsi con
i temi forti dell’Umanità e della Storia.
L’esperienza magistrale di Ronconi è dunque
servita a farmi rompere gli indugi ed a farmi avventurare,
in ambiti e con mezzi evidentemente più modesti,
sulla strada dell’incontro con gl’intoccabili
monumenti della nostra letteratura, seguendo un organico
progetto cronologico che si è tramutato in un
appassionante viaggio non solo artistico ma anche umano
e intellettuale.
Sono, dunque, qui riuniti i cinque copioni degli spettacoli
da me realizzati tra il 1977 ed il 2001 per il progetto
“Teatro e Letteratura” prodotto dalla compagnia
Pupi e Fresedde con il contributo dell’Assessorato
alla Pubblica Istruzione della Provincia di Firenze.
Dico “copioni” e non “testi”
perché, coerentemente con le mie convinzioni
e le mie metodologie - ampiamente illustrate e discusse
all’interno dei numerosi corsi di regia per gli
insegnanti che hanno accompagnato tutto il pluriennale
svolgimento del progetto - per me viene prima lo spettacolo
e poi la sua notazione testuale. Non mi ritengo quindi
un autore in senso tradizionale e non ho la presunzione
di accreditarmi come scrittore o poeta. Ritengo di aver
maturato una certa abilità nell’adattare,
smontare, riorchestrare, in senso critico ed a volte
originale, altrui intuizioni e fantasie, sempre tenendo
presente la priorità della riuscita dello spettacolo
ed il piacere dello spettatore; soprattutto quando si
tratta di un giovane spettatore da avviare alla conoscenza
ed alla frequentazione del teatro. Quindi, più
che dei testi da leggere - tutt’al più
come documentazione di un’operazione che comunque
ha oggettivamente lasciato un segno - mi piacerebbe
pensare che sto qui mettendo in comune con altri appassionati
di teatro dei rendiconti di una gioiosa e feconda esperienza;
copioni da far rivivere sul palcoscenico semmai proprio
attraverso la partecipazioni di quei giovani studenti
che ne sono stati i destinatari privilegiati e soprattutto
attraverso il libero ma amorevole esercizio dell’invenzione,
senza il quale non può esistere nessun spettacolo
che pretenda di essere vivo e contemporaneo.
ANGELO SAVELLI
PRESENTAZIONE
Il lavoro che qui presentiamo è
frutto dell’attività decennale della compagnia
Pupi e Fresedde nel mondo della scuola. Si tratta di
una documentazione preziosa relativa al progetto “Teatro
e Letteratura”, uno dei tanti progetti della compagnia,
sostenuto dalla Provincia di Firenze con lo scopo di
dare la possibilità a insegnanti e studenti di
arricchire il proprio percorso formativo curriculare.
La Provincia, da sempre attenta a sostenere lavori che
consentano di integrare le attività culturali
espresse dalle strutture territoriali con i programmi
scolastici, saluta con vivo interesse questa pubblicazione.
Si presenta così un qualificato lavoro nato per
il mondo della scuola e che alla scuola adesso ritorna
non solo come documentazione ma come esperienza didattica
significativa anche per il futuro lavoro culturale ed
educativo.
Un’opera importante questa che inoltre offre l’occasione
per fare un bilancio del positivo impegno della Provincia
nel campo delle proposte teatrali non solo attraverso
il sostegno a progettualità come quella di Pupi
e Fresedde, ma promuovendo corsi di aggiornamento per
gli insegnanti e l’annuale Rassegna Scuola-Teatro.
Gli straordinari dati quantitativi che emergono da questo
bilancio confermano il forte impatto della progettualità
di Pupi e Fresedde e l’importante radicamento
nel territorio: centomila presenze, un centinaio di
istituti e più di seicento insegnanti coinvolti.
Pupi e Fresedde, grazie a questo enorme impegno sui
giovani, è stata premiata dal Ministero per i
Beni e le Attività Culturali - Direzione Spettacolo
che ha conferito a questa struttura con decreto del
Ministro del 5 settembre 2003 il titolo di Teatro Stabile
di Innovazione per l’Infanzia e la Gioventù,
unica struttura stabile a Firenze. Ciò dimostra
che la scelta della Provincia di sostenerne la progettualità
è stata una scelta lungimirante nonché
sostenuta da parametri qualitativamente riconosciuti
a livello nazionale.
Mi auguro, da un lato, che questa collaborazione con
Pupi e Fresedde abbia una continuazione e si sviluppi
ancora, dall’altra auspico la nascita e la crescita
di iniziative similari a cui il nostro Assessorato darà
attenzione ed eventualmente sostegno.
Piero Certosi
Vicepresidente
Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di
Firenze
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«….una
definizione di ‘disagio’ potrebbe
essere che questo è, in realtà,
una domanda, un bisogno, non ancora patologico,
ma psicologico o affettivo, che include le difficoltà
familiari, di relazione, o scolastiche, all’interno
del più generale malessere esistenziale
connesso al processo di costruzione dell’identità
personale…» (dott. Stefano
Clamandrei)
La testimonianza riportata da questo
libro è nata all’interno del “Progetto
Antidoto” su iniziativa di Pupi e Fresedde.
Il progetto ha coinvolto psichiatri, psicologi,
insegnanti ed esperti di pedagogia teatrale che
hanno seguito per un anno un gruppo di ragazzi
delle scuole secondarie superiori di primo e secondo
grado.
Il filo rosso che ha attraversato tutte le attività
è scaturito dalla convinzione che la scuola
possa e debba essere promozione alla salute psicologica
dei ragazzi, fonti di benessere quotidiano e come
tale prevenzione del disagio, di quel disagio
adolescenziale connesso alla crescita e alle sue
aspettative.
Uno strumento prezioso per genitori e insegnanti
ma anche uno strumento di auto-analisi per i ragazzi
stessi.
a cura di Rita Polverini
e disponibile presso Pupi e Fresedde e Fatatrac
(www.fatatrac.com) |

“Trazom Suedama”
è il dossier documentativo dell’attività
realizzata nel secondo anno di Progetto Antidoto
con il coinvolgimento diretto degli studenti degli
Istituti secondari superiori, dei ragazzi dell’Accademia
di Belle Arti di Firenze e del Conservatorio di
musica Luigi Cherubuni di Firenze per la scrittura
del testo, per l’impianto visivo e musicale
dell’omonimo spettacolo dedicato sulla figura
dell’adolescente Mozart.
disponibile presso Pupi e Fresedde
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Il
Teatrino di Gian Burrasca è uno dei percorsi
editoriali realizzati per la “Biblioteca
del Mediterraneo”, evento articolato in
mostre, itinerari bibliografici, corsi, laboratori,
convegni. L’iniziativa, svoltasi a Firenze
tra novembre e dicembre 2001, è stata promossa
dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione
del Comune di Firenze e dall’Istituto degli
Innocenti nell’ambito dei progetti e percorsi
formativi per la scuola realizzati con il programma
“Le chiavi della città”.
Il Teatrino di Gian Burrasca
Cinque copioni di teatro per ragazzi
Pubblicato dalla casa editrice Idest nel 2001,
è un’assoluta novità nel campo
dell’editoria del teatro ragazzi. Poca,
ed ancora meno se si pensa all’Italia, è
l’attenzione editoriale nei confronti del
teatro ragazzi, e ad una produzione effettiva
di copioni non corrisponde una adeguata circolazione
di questi.
Il libro di Savelli raccoglie cinque testi teatrali
messi in scena negli ultimi anni dalla compagnia
Pupi e Fresedde (di cui Savelli è fondatore
e regista), dal Teatro dell’Arca di Forlì
e dallo Stage per giovani musicisti della Scuola
di musica di Bertinovo. Cinque testi che hanno
riscosso grande successo sul palcoscenico: Il
Giornalino di Gian Burrasca, liberamente ispirato
all’omonimo libro di Vamba, I Viaggi di
Calandrino – ad Oriente del Decamerone liberamente
ispirato al Decamerone del Boccaccio, Le Novelle
della Nonna, Bertoldo in festa e l’operina
La cantata di Peter Pan.
Il libro è recensito e introdotto da una
delle più importanti studiose ed esperte
di letteratura per l’infanzia, la psicopedagogista
Mafra Gagliardi. Commenti entusiasti li ha ricevuti
da Carla Poesio che
I viaggi di Calandrino – ad Oriente del
Decamerone e Le Novelle della Nonna sono due spettacoli
ancora in auge e rappresentati con grande successo.
Ma il successo sicuramente più importante
è che da quando è stato pubblicato
Il Teatrino di Gian Burrasca è stato richiesto
da Scuole ed Insegnanti di tutta Italia per essere
utilizzato per la rappresentazione di recite scolastiche.
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Il Teatrino di Gian Burrasca.
(Dall'introduzione di Mafra Gagliardi
al volume)
Negli ultimi anni nel Teatro/Ragazzi si è
tornati a parlare di testo, si è ripreso
a scrivere testi: è riemersa la figura
del drammaturgo come responsabile della scrittura
scenica.
A questa rinnovata e cospicua produzione di copioni
(ogni Compagnia ne produce in media uno all'anno)
non corrisponde però un'adeguata circolazione
degli stessi: una volta esaurita la tournée
di uno spettacolo, il testo relativo si conserva
solo nei cassetti della Compagnia che lo ha prodotto.
Vi è infatti una ancora troppo scarsa attenzione
editoriale nei confronti di un patrimonio di scritture
che dovrebbero invece essere conservate e valorizzate,
perché rappresentano un contributo importante
a un settore non trascurabile del teatro contemporaneo.
Ecco dunque il primo motivo per rallegrarci di
questa felice iniziativa:benvenuta la pubblicazione
del Teatrino di Gian Burrasca, per i tipi di Idest,
che raccoglie cinque testi teatrali di Angelo
Savelli, messi in scena nelle ultime stagioni
dalla Compagnia Pupi e Fresedde di Firenze - di
cui Savelli è fondatore e regista - dal
Teatro dell'Arca di Forlì, dallo Stage
per giovani musicisti della Scuola di musica di
Bertinoro. Un filo rosso lega fra loro questi
testi: vengono tutti da una matrice narrativa,
derivano cioè o da classici della letteratura
infantile (Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba,
Le novelle della Nonna di Emma Perodi, Peter Pan
di J.M. Barrie) o da opere letterarie tout court,
come Decamerone di Boccaccio, Le sottilissime
astuzie di Bertoldo e Le piacevoli e ridicolose
semplicità di Bertoldino di Giulio Cesare
Croce leggendo questi testi di Angelo Savelli,
mi è tornata in mente un'osservazione di
Natalia Ginzburg a proposito della scrittura teatrale:
"una battuta deve rispondere all'altra come
una palla in una partita di tennis". Ecco,
qui succede proprio così, si segue con
l'occhio - e con l'orecchio - questo ritmo felice
di gioco.
E ancora, la scrittura narrativa, è una
scrittura nella solitudine, la scrittura drammatica
ha come prima caratteristica la messa nello spazio
(il teatro è volume) e in questo spazio
la presenza essenziale è quella della società:
nel Teatrino di Gian Burrasca è presente
la società infantile, direi che è
inscritta nella sua stessa struttura: non solo
perché agli spettatori bambini spesso l'autore
si rivolge, chiamandoli direttamente in causa,
ma perché ogni scena presuppone un ascolto
autenticamente infantile: permeato cioè
dell'intensità percettiva - di cui solo
i bambini sono capaci - nei confronti di un linguaggio
che si fa suono e sapore, onomatopea e allitterazione,
canto e conta.
In questa partitura verbale, si evidenzia una
sensibilità - o meglio un gusto - per l'antica
tradizione dell'oralità popolare. Spesso
affiora in questi testi un impasto dialettale
che spinge la scrittura a contaminarsi con un
parlato regionale (preferibilmente toscano). E
i testi di partenza sono scelti - mi pare - come
serbatoio di rappresentazioni di un immaginario
collettivo, contenitori di frammenti di narrazioni
popolari dalla natura migratoria, che infatti
continuamente trasmigrano da Occidente a Oriente
e viceversa, in un intrecciarsi di echi, di rimandi,
di suggestioni reciproche. Soprattutto in I viaggi
di Calandrino ad Oriente del Decamerone, proprio
questo par di avvertire: il brusio sotterraneo
di molteplici voci, antiche e pur sempre presenti,
che mantengono viva la grande tradizione dell'oralità
popolare.
Il libro può essere acquistato
(Euro 12,92 più Euro 2,58 per spedizione
postale), provvedendo al versamento dell'importo
su c.c. postale n. 15192503 intestato a Idest
s.r.l. - Via Ombrone, 1 - 50013 - Campi Bisenzio;
oppure tramite pagamento in contrassegno ordinando
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Idest s.r.l.
Via Ombrone 1
50013 Campi Bisenzio (FI)
Fax 055 8953344 Email: idest@idest.net
Per informazioni: tel. 055 8966577 o con - modulo
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e Fresedde |
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