
ISTRUZIONI PER L'USO
Gli interessati potranno chiamare il Teatro di Rifredi (tel. 055.4220361) per fissare una delle rappresentazioni a domicilio.
Le rappresentazioni a disposizione sono 20 e si terranno nel mese di marzo 2010.
L’ambito dell’iniziativa sarà di dimensioni regionali, con un privilegio per la provincia di Firenze.
Condizioni economiche
Gli ospitanti dovranno garantire la presenza di almeno 20 spettatori paganti al costo di 10€ a persona. Sarà emesso un regolare biglietto di ingresso a cura di un responsabile del Teatro di Rifredi presente la sera dello spettacolo.
Per le rappresentazioni fuori dal Comune di Firenze l'organizzatore della serata sarà delegato dal Teatro di Rifredi per espletare le pratiche SIAE (diritto d'autore) il cui costo è comunque a carico del Teatro che fornirà istruzioni dettagliate.
Lo spazio scenico
Lo spettacolo può essere rappresentato in un salone, in un’ampia stanza dove vi si possano comodamente sistemare almeno una ventina di persone. Lo spazio necessario alla rappresentazione è di circa 3x2m, adattabile da spazio a spazio.
Qualora se ne riscontrasse la necessità si cercherà di provvedere ad un sopralluogo preventivo.
I due attori e il responsabile della compagnia arriveranno sul posto due ore prima dell'ora fissata per la rappresentazione al fine di sistemare lo spazio nel migliore dei modi.
Sarà cura dell'ospitante mettere a disposizione tante sedute (sedie, divani, sgabelli, cuscini ecc) quante sono le persone invitate.
La scenografia dello spettacolo comprende oltre ad una tastiera elettrica, un pinocchio di legno, due leggii, una sedia, una fila di piccole lampadine da decorazione e, per eventuale utilizzo in spazi che lo consentissero, un fondalino dipinto di 4x3m.
Camerino
Gli attori avranno bisogno di un luogo separato dallo spazio della rappresentazione dove potersi vestire ed attendere non visti dal pubblico l'inizio dello spettacolo.
Illuminazione
Occorre che la sala sia ben illuminata, soprattutto nella parte dove agiranno gi attori. La compagnia avrà comunque cura di recare, come rinforzo, due lampade a stelo con normale presa elettrica domestica.
Durata dello spettacolo
Lo spettacolo ha la durata di 70 minuti. Qualora fosse gradito dagli ospitanti, gli attori dello spettacolo saranno lieti d’intrattenersi al termine della rappresentazione con gli intervenuti alla serata.
Raccomandazioni
Durante la rappresentazione si raccomanda di disattivare la suoneria dei telefoni fissi e cellulari e di posizionare un cartello all'ingresso dell'appartamento con scritto: spettacolo in corso non suonare il campanello!
Si consiglia all'ospitante di tenere una lista dei cellulari degli ospiti in caso di un loro ritardo. |
PRESENTAZIONE SPETTACOLO
PINOCCHIO CHA CHA CHA!

testo e regia di Angelo Savelli
con MARCO ZANNONI e LEONARDO BRIZZI
musiche arrangiate ed eseguite da Leonardo Brizzi
elementi scenici di Mirco Rocchi
assistente alla regia Edoardo Zucchetti
Un poliedrico e ironico Marco Zannoni interpreta tutti i personaggi principali della storia di Collodi – Pinocchio, Geppetto, la Fata Turchina, il Gatto e la Volpe – accompagnato al pianoforte da Leonardo Brizzi che, oltre a duettare brevemente con il protagonista in veste di Grillo Parlante e Mangiafuoco, gli offre la possibilità di trasformare continuamente il racconto parlato in orecchiabili canzonette d’altri tempi.
Infatti "Pinocchio... Cha Cha Cha!" è un Pinocchio anni '50. Un Pinocchio da varietà che duetta con Rascel e Dapporto, Totò e Wanda Osiris. Un Pinocchio da canzonetta che imita Buscaglione e Carosone, Kramer e il Quartetto Cetra. Un Pinocchio con alle spalle un difficile dopoguerra segnato da lacerazioni e conflitti e con davanti a sé le lusinghe consumistiche dell'incombente "boom economico".
Questo Pinocchio è un ex burattino sballottato in un mondo in cui non capisce né la furbizia né la cattiveria; non è né un ribelle né un conformista ma soltanto un ingenuo ragazzetto da piegare alle ragioni della vita. E' la metafora amara di un'Italietta ignara e burattina che solo dopo cent'anni di giovinezza si avvia verso quella sinistra mutazione antropologica, paventata da Pasolini, in cui i ragazzi si trasformano in asini giulivi e gli adulti in volpi predatrici.
In questo "amarcord" sgangherato e rivistaiolo - che si ispira alle memorabili parodie televisive di romanzi famosi (come "Il Conte di Montecristo" o "L'Odissea") realizzate dal Quartetto Cetra utilizzando i motivetti delle canzoni in voga in quegli anni - corre, dunque, anche una vena di malinconia critica ed un agghiacciante parallelismo con la nostra attualità.....
IL TEATRO A DOMICILIO
Il Teatro a domicilio è una delle esperienze più radicali di rappresentazione teatrale. Rinunciando a tutte quelle sovrastrutture spettacolari (scenografie, luci, sipari, quinte, fondali), spesso affascinanti e significative, ma qualche volta anche inutili e fuorvianti nonché dispendiose, questa sottile teatralizzazione dello spazio quotidiano cerca di mettere in evidenza il fascino del puro evento teatrale sottolineandone da un lato la semplice dimensione rituale e collettiva delle sue origini e dall’altro la sua perdurante specificità nel epoca della comunicazione riprodotta. Infatti, in mezzo ad un indigestione di cinema, televisione, computer, fotografie, compact-disc e via discorrendo, il teatro continua ad essere un - sempre più raro - esempio di comunicazione viva, qui ed ora, tra attori e spettatori fisicamente reali. Per questo il Teatro a domicilio è per l'attore un grande esercizio di recitazione diretta, senza rete di protezione; e per lo spettatore è l’occasione per toccare con mano l'essenza dell’evento teatrale.
Gli spettatori che convergono verso la tradizionale sala teatrale sono in fondo dei biglietti seduti accanto ad altri biglietti, spesso sconosciuti. Gli spettatori del teatro a domicilio invece si conoscono, intrattengono tra loro rapporti personali o sociali condivisi, per l’occasione rigenerati attraverso il collante della rappresentazione teatrale. Il Teatro entra nelle case della gente e nei loro luoghi di ritrovo e socialità, alla ricerca di un pubblico ristretto ma motivato, fatto di familiari, di vicini, di parenti, di colleghi e conoscenti, disposti a restituire al Teatro con la loro vivente partecipazione il senso di una necessità spesso smarrita tra quinte e sipari. Ma proprio mostrandosi in queste sue vesti di semplice socialità, il teatro ha più chanches di essere apprezzato ed amato.