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TRAZOM SUEDAMA
Ritratto del giovane
Wolf Amadè Mozart in una notte di pioggia
italiana
drammaturgia coordinata da
Stefano Massini con gli studenti del corso di
scrittura teatrale
con Daniel Dwerryhouse, Luisa
Cattaneo, Amerigo Fontani
regia Stefano Massini
scene progettate e realizzate
dagli studenti dell’Istituto di Scenografia
dell’Accademia di Belle Arti di Firenze
coordinati dai docenti Massimo Mattioli e Gianfranco
Bresci
musiche e arie del Mitridate
re di Ponto eseguite dagli studenti del Conservatorio
di Musica L. Cherubini di Firenze coordinati
dai docenti Marta Taddei e Vincenzo Maxia
costumi Micol J. Medda
luci Alfredo Piras
assistente ospite alla regia Giovanni Fusilli
anno di produzione 2006
Il testo
La storia strana di una notte strana, che ruota
attorno alle bizzarrie di un genio vulcanico,
ai giochi scalmanati dell’adolescenza,
ai dubbi della crescita e al controverso rapporto
con l’autorità dei genitori (l’austero
Leopold MOzart). Sono questi gli ingredienti
– semplici ma intensi – di un testo
teatrale dalla genesi formidabile, resa possibile
grazie all’incontro fra dodici studenti
diciottenni che si sono confrontati con la scrittura
teatrale sotto la guida del drammaturgo Stefano
Massini. Il testo ha preso infatti forma durante
i dieci incontri di un percorso didattico che
fino dall’inizio mirava alla stesura di
una drammaturgia collettiva imperniata sul giovanissimo
Mozart. Gli allievi – tutti provenienti
da scuole superiori del territorio fiorentino
– hanno offerto il proprio apporto con
generosità ed entusiasmo, riuscendo nel
difficile compito di riversare nelle proprie
pagine il riflesso delle proprie incertezze,
dei propri dubbi, dei propri conflitti con il
mondo degli adulti. La ricerca di questa “urgenza”
si è sposata poi con l’approfondimento
delle dinamiche legate alla scrittura teatrale:
la creazione di personaggi, la chiusura dell’intreccio,
la scioltezza del dialogo, la costruzione ritmica,
la scelta dei diversi registri espressivi.
La scena
Un colossale armadio grigio di proporzioni gigantesche,
le cui ante serbano insidie e incognite sospese
fra sogno e realtà. La dimora italiana
dei Mozart immersa fra i fulmini e i tuoni di
una notte tempestosa, che squadra di bagliori
una stanza disordinatissima di spartiti e carta
straccia. Il pubblico che vorrà assistere
a questo inedito ritratto mozartiano, si troverà
davanti ad un lavoro scenografico di grande
impatto, la cui realizzazione è soltanto
il punto d’arrivo di un percorso durato
molti mesi. L’idea di una collaborazione
fra il Teatro di Rifredi e l’Accademia
di Belle Arti nacque infatti nella primavera
del 2006, con una serie di incontri fra il docente
di scenografia professor Massimo Mattioli, il
regista Stefano Massini e Francesco De Biasi
per Pupi e Fresedde. Già allora si cominciava
a delineare un lavoro di ampio respiro incentrato
sulla figura di Mozart adolescente, fotografato
nel momento della composizione del Mitridate.
L’anno accademico 2005/6 ha visto quindi
susseguirsi una serie di lezioni/incontri fra
gli allievi scenografi e il regista dello spettacolo,
con una continua ricerca di stimoli e suggestioni,
immagini e intuizioni, proposte e scoperte,
verifiche e modifiche, il tutto nella profonda
condivisione di un comune percorso progettuale.
Il punto d’arrivo è stata la creazione
di molti bozzetti, tutti diversi e tutti originali,
intorno ai quali si è sviluppato un ricchissimo
e intrigante dibattito artistico. Dunque si
è trattato di una vera officina creativa,
la cui primaria vocazione al confronto reciproco
si è preziosamente mantenuta durante
la vivace fase conclusiva di effettiva realizzazione
dell’impianto scenico.
La musica
Anche la partecipazione del Conservatorio Cherubini
è nata sotto l’auspicio di un vero
e proprio progetto interdisciplinare, che unisse
competenze diverse e diversi linguaggi espressivi.
I giovani allievi del Conservatorio hanno potuto
confrontarsi con la partitura del Mitridate
mozartiano, approfondendone le arie e la struttura
musicale. Prendevano così vita - parallelamente
alle scenografie e alla drammaturgia –
le parti strumentali e cantate che arricchiscono
lo spettacolo con l’autentico sapore delle
note di Wolfgang Amadeus Mozart. Ed anche in
questo caso si è trattato di un percorso
articolato e di alto valore educativo, dove
la peculiarità del linguaggio musicale
si è potuta integrare come elemento di
sinergia in un più ampio e fascinoso
mosaico artistico.
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