Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
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MASETTO

L’Operazione Masetto è un’operazione d’informazione e prevenzione sui rischi del contagio da HIV, rivolta ai ragazzi delle scuole medie superiori ed inferiori realizzato attraverso lo strumento del Teatro e l’intervento di competenti operatori sanitari.

L’idea di questa operazione nacque nel 1996, quando il regista Angelo Savelli decise di creare un testo teatrale da un classico della letteratura durante un corso di regia riservato agli Insegnanti. La scommessa era quella di partire da zero e mostrare ai professori, in tempo reale, non solo il processo di riduzione drammatica ma anche di messa in scena del Decamerone di Giovanni Boccaccio, servendosi di un gruppo di giovani attori. Risultato: uno spettacolo intitolato L’Amoroso contagio, ovvero l’ultimo Decamerone, presentato al pubblico sia in matinèe che in serale, che ottenne un enorme successo grazie sicuramente anche all’intervento di figure professionali altamente qualificate nel campo della sanità impegnate quotidianamente nella campagna di informazione e prevenzione sui rischi dell’AIDS, che con grande passione lottarono insieme a noi prestando concretamente la loro opera.
Al termine di ogni replica dello spettacolo l’intervento degli operatori sanitari dette finalmente il giusto senso alle intenzioni più profonde del nostro lavoro.
Ecco perché quest’anno l’Operazione Masetto viene riproposta con le stesse modalità; certi che possa essere di grande supporto nel difficile tentativo di affrontare all’interno della Scuola e di risolvere, quando è possibile, il disagio giovanile.

L’OPERAZIONE MASETTO consiste di due momenti – lo spettacolo e l’intervento dell’operatore sanitario - che si integrano tra loro significativamente ed emotivamente.
1. La Compagnia dei Giovani rappresenta LO SPETTACOLO L'amoroso contagio, una riscrittura moderna e spigliata del Decamerone di Giovanni Boccaccio, appositamente realizzata da Angelo Savelli. Questa versione, comica ed amara al tempo stesso, lega tra loro alcune novelle per raccontare la storia esemplare di Masetto, un giovane dai costumi sessuali liberi e promiscui, mettendola in relazione con la "cornice drammatica" che scatena il racconto dei dieci giovani del Decamerone: quella tremenda pestilenza che allora era la Peste ed oggi è l'AIDS.
2. Sull'onda del piacere e dell'emozione suscitata dallo spettacolo e con il supporto degli stessi attori della compagnia, che, svestiti i panni della "recita", si uniscono al pubblico giovanile, segue L'INTERVENTO di un operatore specializzato delle strutture socio-sanitarie locali, il quale illustra brevemente ma incisivamente ai ragazzi i rischi del contagio ed i modi più efficaci per evitarlo, invitandoli a responsabilizzarsi nei loro comportamenti sessuali. L’operazione intende anche stimolare lo spirito di solidarietà nei confronti delle persone colpite da quest’infezione cercando di liberare il campo dai preconcetti e dalla disinformazione. Alla fine l’operatore risponde alle domande dei ragazzi e gli attori distribuiscono materiale informativo.

L’OPERAZIONE MASETTO è stata seguita, in tre stagioni teatrali, da quasi 10.000 spettatori in tutta la Toscana.

SPETTACOLI del progetto


SPETTACOLO

Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
L'AMOROSO CONTAGIO OVVERO L'ULTIMO DECAMERONE
liberamente tratto dal Decameron di Giovanni Boccaccio
riduzione e regia Angelo Savelli
con Andrea Bruno Savelli, Amedeo Borelli / Lorenzo Carmagnini, Stefano Buonoconto,
Sandro Mabellini / Roberto Caccavo / Stefano Massini, Elena D’Anna / Patrizia Pirgher / Valentina Banci,
Patrizia Ficini / Teresa Fallai / Vanessa Livi, Riccardo Naldini / Massimo Grigò, Giuditta Natali,
Maria Giovanna Manunta, Marzia Risaliti / Sara Zoia
scene e costumi Mirco Rocchi
anno di produzione 1996

Ci sono tanti modi di leggere un capolavoro e quindi ci sono tanti modi di leggere il "Decamerone". Quello che ho scelto per questa riduzione scenica è inevitabilmente parziale e partigiano ma aspira a dare un'immagine dell'opera di Giovanni Boccaccio se non proprio inedita, sicuramente non molto consueta.
L'idea, in sé molto semplice, di questo spettacolo è che quell’inesauribile scrigno di umane vicende che è il Decamerone, quelle cento multicolori novelle dai toni e dai ritmi tanto diversi, non sono in realtà che un unico, complesso, polifonico, racconto: quello dell’Assedio della Peste che in Boccaccio è il motivo scatenante dei vari racconti. Altro che cornice pretestuosa! Altro che prologo colto! Qui, come in tanti altri capolavori, la struttura è il contenuto.
Evidentemente è impossibile rendere giustizia in uno spettacolo di un’ora e mezzo ad un’opera così complessa e profonda come il Decamerone. E, infatti, non è questo che ho voluto fare. Così mi sono limitato a adattare alcune parti del libro senza aspirare a clonarne la gigantesca monumentalità. Ho indicato un’angolazione, un punto di vista prospettico. Ho scelto alcune storie di taglio libertino, vicine ad una moderna idea di libertà sessuale, e le ho messe sottilmente, crudelmente, in relazione con quello che è l’episodio scatenante della narrazione. E’, infatti, a causa della Peste che dieci giovani fiorentini si ritirano in una villa fuori città, raccontandosi ciascuno dieci novelle al giorno per dieci giorni. L’allontanamento dal male devastante e l’onesto intrattenimento campagnolo rigenera questi dieci giovani che rientrano infine in città non perché la Peste sia finita ma perché loro si sono fatti diversi attraverso la rappresentazione delle umane passioni, delle miserie e delle grandezze della nostra fragile esistenza. La consolazione dell’umana “cultura” contro la straziante indifferenza della “natura”. L’affabulazione come opera di prevenzione, una disinfettazione psicologica contro il senso della fine del mondo e della perdita d’identità che i lutti personali e le sciagure collettive ingenerano nel cuore degli uomini.
Su questa base ho concepito uno spettacolo innanzi tutto comico, strutturato come una divertente farsa tragica, dove il “boccaccesco”, con il suo bagaglio di sensualità ed arguzia, è dominante. Ho creato una curiosa struttura a scatole cinesi che ruota tutta intorno agli inganni ed ai sogni del carnale Masetto, personaggio in cui sono confluite almeno tre diverse figure del Decamerone: Masetto, Ciappelletto e Tingoccio. E intorno a lui ho disseminato monachelle vogliose, frati leggeri, amanti sfortunati, mogli infedeli, mariti viziosi, ruffiane senza scrupoli. Per scoprire poi che in realtà tutti questi personaggi non sono altro che i dieci giovani fuggiti alla Peste che si divertono a rappresentarsi la loro vita come in un sogno. Come sempre fa il teatro.
“L’amoroso contagio” è uno spettacolo fatto da giovani e fatto per i giovani. Spero che tanti giovani vengano a vederlo: per divertirsi, per scoprire come può essere avvincente sulla scena un classico studiato a scuola; e anche - perché no? - per ascoltare un messaggio semplice e diretto che evochi i pericoli di un infido destino che sta li dietro l’angolo pronto ad attaccarsi come un invisibile vischio parassita alle loro giovani vite.
Questo spettacolo è dedicato alla memoria dei tanti giovani amici che "L’amoroso contagio" si è portato via luttuosamente, ingiustamente. Amici allegri e pieni di vita, che vogliamo ricordare con vitale allegria.


COMMENTI DEGLI OPERATORI SANITARI

“La rappresentazione dello spettacolo “L’amoroso contagio” ci richiama in modo delicato ma con sensibilità e chiarezza, il fantasma della malattia del secolo che allora era la peste e oggi l’AIDS. (...) La scelta di veicolare il messaggio facendolo precedere da una rappresentazione teatrale ha rappresentato una modalità alternativa più in sintonia con le esigenze adolescenziali. La risposta del mondo scolastico ha dimostrato che era stata un’intuizione vincente, premiata dalla partecipazione, dall’interesse e dall’entusiasmo dei giovani che hanno mostrato un’adesione emotiva molto intensa rispetto a quella che si verifica durante le lezioni di prevenzione sanitaria che si svolgono secondo il modello didattico tradizionale.”
Dott.ssa Maura Tedici responsabile del SERT dell’azienda USL 11

“Il rischio più frequente è quello d’inflazionare i giovani con numerose informazioni senza però riuscire ad incidere significativamente nei modelli di comportamento, cercando così di modificare, seppur lentamente, lo stile di vita in ambito sessuale. Con l’aiuto della rappresentazione teatrale, invece, il meccanismo di comunicazione è stato mediato con efficacia da un contesto dove gli attori assumevano un ruolo che, oltre ad intrattenere e divertire, forniva strumenti validi d’interpretazione della problematica che si voleva trattare. Chi era presente agli spettacoli ha visto come (...) il discorso conclusivo, che potremmo definire la parte “didattica” dell’iniziativa, non è stato così annullato dallo studente come noioso, ma incorporato nella rappresentazione.”
Dott. F. Bellomo referente Educazione Sanitaria USL 3

”L’amoroso contagio” ci è piaciuto per questo, per la forte capacità comunicativa ora drammatica, ora divertente, mai pesante e retorica. (...) I referenti alla salute delle scuole superiori ci riferiscono la generale soddisfazione, sia dei ragazzi sia dei docenti, all’aver partecipato a questo momento teatrale. (...) Ogni qualvolta un individuo o un sistema si cimenta in qualcosa di nuovo ed ha modo di sperimentare nuove esperienze, “cresce” ed amplia i propri orizzonti conoscitivi e questa è stata una delle occasioni che noi operatori di un sistema, a volte poco flessibile, spesso chiuso in se stesso, abbiamo avuto per uscire ed imparare”.
Dott. Loris Moroni, direttore Educazione alla Salute USL 11

“Nel periodo immediatamente successivo alle rappresentazioni de “L’amoroso contagio” sono state registrate numerose richieste di consulenze, sia in termini di informazioni specifiche sui temi proposti, sia in termini di servizi innovativi. (...) Tale progettualità, avendo contribuito fortemente all’aumento della visibilità del Servizio Tossicodipendenze e dei comuni nella loro volontà di collaborazione territoriale, ha consentito e consente lo sviluppo di ulteriori iniziative di prevenzione.”
Dott. Marco Baldi, responsabile del SERT della USL n.8

“La proposta di comunicare con i giovani attraverso un’opera teatrale intrapresa dalla compagnia Pupi e Fresedde nel novembre 1996 evidenziando quei valori che possano meglio far comprendere gli aspetti culturali e sociali sottesi all’epidemia dell’AIDS ha avuto risultati assai positivi. I giovani hanno raccolto il messaggio di responsabilizzazione che, in modo più diretto, attraverso il piano delle emozioni è stato loro rivolto attraverso l’azione teatrale recitata da attori quasi coetanei.
Proprio nel 1998 in cul la OMS ha dedicato la giornata mondiale del 1° di Dicembre agli adolescenti con lo slogan: “I giovani: la forza per il cambiamento” è particolarmente opportuno rinnovare l’esperienza dell’ “0perazione Masetto” per affidare ad essi il compito di ridurre il contagio da HIV nella nostra società combinando i temi della prevenzione e della solidarietà: due facce della stessa problematica AIDS.”
Azienda Sanitaria di Firenze

L’OPERAZIONE MASETTO HA RICEVUTO NEGLI ANNI IL SOSTEGNO DI
- Assessorati alle Politiche Sociali e della Pubblica Istruzione della Provincia di Firenze.
- Assessorato alla Solidarietà ed ai Servizi Socio-Sanitari del Comune di Firenze.
- Sovrintendenza Scolastica per la Regione Toscana.
- Aziende Sanitarie Locali di Firenze
- Consulta Provinciale AIDS.
- Servizio Tossicodipendenze della ASL 11 di Empoli.
- Assessorati alle Politiche Giovanili dei Comuni di Empoli, Vinci, Montelupo Fiorentino, Cerreto Guidi, Castelfiorentino.
- Uffici Educazione alla Salute, Igiene Pubblica, Dipartimento Dipendenze, Malattie Infettive, e Attività Sanitarie dei Comuni di Borgo S. Lorenzo, Sesto Fiorentino e Pontassieve.

 

 
 
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