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SPETTACOLO
NEL MEZZO DEL CAMMIN
CANTI E CANZONI DALL’INFERNO DI DANTE
di Angelo Savelli
da La Divina Commedia di Dante Alighieri
con Carlo Monni
e Andrea Bruno Savelli, Massimo Grigò,Nicola
Pecci, Marzia Risaliti
Lo spettacolo nasce dall’idea dell’universalità
dei classici, della consapevolezza della
capacità dei classici di attraversare
epoche e culture e riuscire a parlare, a
distanza di tanti anni, alla sensibilità
ed ai cuori dei contemporanei.
Ero giovane quando mi avvicinai per la prima
volta a Dante per obblighi scolastici. Ma
subito diventò una passione extrascolastica.
Le mie immagini dell’Inferno dantesco
di allora sono quelle di uno sceneggiato
televisivo in bianco e nero con Giorgio
Albertazzi con tanto di naso finto ad interpretare
il divino poeta e, soprattutto, le inquietanti
illustrazioni del Dorè, anch’esse
in bianco e nero, di una bellissima copia
della divina commedia che i miei nonni tenevamo
in casa insieme agli altri due unici libro
di famiglia: “I promessi sposi”
del Manzoni e “Cuore” del De
Amicis. vai alla scheda
SPETTACOLO
S'IO FOSSI
FOCO
RABBIA E LICENZIOSITÀ
NEGLI ANTICHI POETI TOSCANI
di Angelo Savelli
con Carlo Monni, Massimo Grigò
regia di Angelo Savelli
anno
di rappresentazione 2000
- 2001
Carlo Monni è certamente oggi una delle voci più
genuine ed originali di quella “toscanità” recentemente
assurta agli onori della moda grazie al discutibile
successo mediatico di un gruppo d’artisti molto
lontani tra loro sia per spessore culturale che
per oggettiva validità dei risultati. Defilato
rispetto a questi successi mondani, ma pur conosciuto
ed apprezzato tra vaste e differenziate fasce
di pubblico, la creatività tutta originale, da
“poeta contadino”, di Carlo Monni si caratterizza
per una sorta d’insofferenza verso i conformismi
consolatori di ogni epoca e società, per quell’umore
critico, al tempo stesso, aristocratico e plebeo,
che proprio in Toscana può vantare una lunga tradizione
sia colta che popolare, spesso esternata in velenosissima
ironia, in beffe feroci o in scopi linguistici
sanguigni e dissacranti...
SPETTACOLO
L'AMOROSO
CONTAGIO
OVVERO L'ULTIMO DECAMERONE
liberamente tratto dal Decameron di Giovanni Boccaccio
riduzione e regia Angelo Savelli
con Andrea Bruno Savelli, Amedeo Borelli / Lorenzo
Carmagnini, Stefano Buonoconto,
Sandro Mabellini / Roberto Caccavo / Stefano Massini,
Elena D’Anna / Patrizia Pirgher / Valentina
Banci,
Patrizia Ficini / Teresa Fallai / Vanessa Livi,
Riccardo Naldini / Massimo Grigò, Giuditta
Natali,
Maria Giovanna Manunta, Marzia Risaliti / Sara
Zoia
scene e costumi Mirco Rocchi
anni di rappresentazione 1998 - 2000
Ci sono tanti modi di leggere un capolavoro e
quindi ci sono tanti modi di leggere il "Decamerone".
Quello che ho scelto per questa riduzione scenica
è inevitabilemte parziale e partigiano ma aspira
a dare un'immagine dell'opera di Giovanni Boccaccio
se non proprio inedita sicuramente non molto consueta.
L'idea, in se molto semplice, di questo spettacolo
è che quell’inesauribile scrigno di umane vicende
che è il Decamerone, quelle cento multicolori
novelle dai toni e dai ritmi tanto diversi, non
sono in realtà che un unico, complesso, polifonico,
racconto: quello dell’Assedio della Peste che
in Boccaccio è il motivo scatenante dei vari racconti.
Altro che cornice pretestuosa! Altro che prologo
colto! Qui, come in tanti altri capolavori, la
struttura è il contenuto...
CONFERENZA / SPETTACOLO
ARIOSTO
E LA NASCITA DELLA COMMEDIA ITALIANA
conferenza-spettacolo di Angelo Savelli
relatore Angelo Savelli
con Andrea Bruno Savelli, Francesco Franzosi,
Massimo Grigò
“Ariosto e la nascita della commedia italiana” affronta il tema della nascita o meglio delle difficoltà incontrate al suo nascere da una delle espressioni teatrali più importanti della storia della cultura italiana: la Commedia Erudita, da non confondersi con la Commedia dell’Arte (che da quella deriva), e che vede prestigiosi rappresentanti del calibro di Niccolò Machiavelli, Pietro Aretino, il Cardinale Bibbiena, Giordano Bruno. vai alla scheda

SPETTACOLO
LA FURIOSA
COMMEDIA
da “Orlando furioso”
di Ludovico Ariosto
scrittura scenica di Angelo Savelli
con Marzia Risaliti, Andrea Bruno Savelli, Tiziano
Veltri, Giovanni Fochi, Valentina Bruscoli,
Francesco Franzosi, Massimo Grigò, Riccardo
Naldini, Nicola Pecci
musiche Michele Ricciarini - luci Roberto Cafaggini
Ridurre la complessità e la ricchezza dell’Orlando
furioso alle dimensioni di uno spettacolo teatrale
sarebbe stata impresa impossibile e temeraria
se non si fosse operata drammaturgicamente all’interno
dell’immensa e fantasmagorica epopea ariostesca
una chiara scelta di campo, scegliendo una chiave
di lettura che potrebbe apparire bizzarra ma che
ha invece solide basi critiche. Dagli studi fondamentali
ed aggiornati di Lanfranco Caretti che hanno fornito
un’importante base di documentazione e di
riflessione, ai percorsi critici di Italo Calvino, vai alla scheda
anno
di rappresentazione al Teatro di Rifredi 2004-2006

SPETTACOLO
AD ORIENTE
DI GOLDONI
di Angelo Savelli
consulenza del Prof. Siro Ferrone
con Andrea Bruno Savelli, Massimo Grigò,
Marzia Risaliti
Fin dai tempi di Marco Polo, Venezia, grazie ai
suoi traffici commerciali, è stata l’indiscusso
punto d’incontro tra le culture dell’estremo
oriente, del nord Europa e di tutto il bacino
del Mediterraneo. Nella variegata produzione teatrale
del veneziano Carlo Goldoni non poteva dunque
mancare un confronto con il mondo orientale. E
questo avviene non soltanto con il celeberrimo
“Impresario delle Smirne”... vai alla scheda
anno
di rappresentazione al Teatro di Rifredi 2006-2007
CONFERENZA/SPETTACOLO
MANZONI TRA STORIA E PROVVIDENZA
di
Angelo Savelli
relatore Angelo Savelli / Laura Giannoni
con Giuditta Natali, Andrea Bruno Savelli, Riccardo
Naldini
anni di rappresentazione 1998 - 1999
La conferenza
ha lo scopo di situare il capolavoro del Manzoni
nel contesto della sua epoca, collegandolo da
una parte al successo del genere "romanzo
storico" ed alla sua grande diffusione europea
e dall’altra ai fermenti politici ed artistici
dell’Ottocento Italiano tra Risorgimento
e Melodramma.
Lettura dell’ inizio del Romanzo
- L’Ottocento: il secolo della storia; razionalismo/romanticismo/storia
di popolo - Lettura Interpretata: il "5 Maggio
1821" - Lettura Interpretata: finale di "Adelchi"
- Giudizio critico sul seicento spagnolo - Giudizio
critico sull’ottocento austriaco - Giudizio
critico sulla storia - Lettura Interpretata: La
Parodia - I Promessi Sposi in Parodia di Guido
Da Verona in una riduzione di Angelo Savelli -
Lettura Del Finale Del Romanzo
SPETTACOLO
QUESTO
SPETTACOLO NON S'HA DA FARE
da "I Promessi Sposi" di Alessandro
Manzoni
riduzione e regia di Angelo Savelli
con Andrea Bruno Savelli, Stefano Buonoconto,
Elena D’Anna,
Massimo Grigò, Riccardo Naldini, Giuditta
Natali,
Marco Natalucci, Giorgio Noè, Patrizia
Pirgher
scene e costumi Mirco Rocchi - luci Roberto Chiti
anni
di rappresentazione 1999 - 2000
Proseguendo nella sua personale rilettura scenica
di alcuni capolavori della letteratura italiana
(capolavori spesso relegati nel dimenticatoio
degli obblighi scolastici dalla nostra pigrizia
– per non dire ignoranza esibita come snobistica
indifferenza), Angelo Savelli arriva al romanzo
storico per eccellenza del nostro ‘800:
“I Promessi Sposi” del Manzoni. Lontano
dal voler riproporre una versione da “sceneggiato
televisivo” del testo, e consapevole perciò
di dover sacrificare pagine indimenticabili e
personaggi fondamentali, la rielaborazione di
Savelli si concretizzerà attraverso un
“doppio” meccanismo rappresentativo,
per cui prima assisteremo all’edificazione
di una parte della vicenda sul piano degli eventi
del libro (cioè dell’Italia spagnoleggiante
del ‘600) e poi alla sua destrutturazione,
sul piano degli eventi dell’autore (cioè
dell’Italia risorgimentale).
Durata dello spettacolo (compresa la presentazione
introduttiva): 2 ore e 30 minuti con intervallo.
SPETTACOLO
SULLA VIA
DEL DESTINO
OVVERO DIALOGO TRA
LEOPARDI E PAVESE INTORNO ALLA FELICITÀ
DELL'UOMO
scrittura scenica di Angelo Savelli
dalle Operette morali di Giacomo Leopardi e Dialoghi
con Leucò di Cesare Pavese
regia di Angelo Savelli
con Andrea Bruno Savelli, Lorenzo Carmagnini,
Valentina Banci, Giuditta Natali
scene e costumi Mirco Rocchi - luci Roberto Chiti
anno
di rappresentazione 2001
“Le Operette morali” di Giacomo Leopardi e “Dialoghi
con Leucò” di Cesare Pavese sono due opere alquanto
anomale nel panorama della letteratura italiana
moderna e presentano tra loro interessanti analogie
formali e contenutistiche. Pur essendo scritte
in forma dialogica, esse sono nelle intuizioni
degli autori più opere di letteratura che di teatro.
Il ricorso a scene, personaggi e dialoghi non
ubbidisce ad un’esigenza di rappresentazione:
infatti l’azione, che è il vero “distinguo” dell’evento
teatrale vi è quasi del tutto assente e il dialogo
è ridotto alla sua forma primaria ed essenziale,
cioè un colloquio tra due personaggi. Più che
ai modelli teatrali queste opere si rifanno dunque
a modelli letterari e più specificatamente filosofici:
inequivocabilmente si staglia dietro il loro orizzonte
il grande modello dei “Dialoghi” di Platone, alla
cui evocazione contribuisce anche il continuo
riferimento ad eroi, divinità e personaggi del
mondo classico pagano...
CONFERENZA SPETTACOLO 
OPERETTE MORALI ED ALTRI STRALI
da Giacomo Leopardi
concezione e regia di Angelo Savelli
con Andrea Bruno Savelli, Marzia Risaliti, Nicola Pecci e Ludovico Fededegni
anno
di rappresentazione 2011
Le “Operette morali” di Giacomo Leopardi sono un’opera alquanto anomala nel panorama della letteratura italiana moderna. Pur essendo scritta in forma dialogica, essa è nelle intuizioni degli autori più opera di letteratura che di teatro. Il ricorso a scene, personaggi e dialoghi non ubbidisce ad un’esigenza di rappresentazione: infatti l’azione, che è il vero “distinguo” dell’evento teatrale vi è quasi del tutto assente e il dialogo è ridotto alla sua forma primaria ed essenziale, cioè un colloquio tra due personaggi. Più che ai modelli teatrali quest’opera si rifà dunque a modelli letterari e più specificatamente filosofici: inequivocabilmente si staglia dietro il suo orizzonte il grande modello dei “Dialoghi” di Platone, alla cui evocazione contribuisce anche il continuo riferimento ad eroi, divinità e personaggi del mondo classico pagano.
Certo: un espediente poetico di un autore “agnostico” per parlare di trascendenza e assoluto senza parlare di Dio ma anche il bisogno di evocare uno spazio mitico, “pulito”, non contaminato dal fango e dal rumore della Storia, dove situare le sue impietose riflessioni morali ed esistenziali riferite, comunque al suo presente contemporaneo.
Pur essendo segnate da un profondo pessimismo e da un disincanto amaro, queste “operette” aspirano ad essere didattiche. Attraverso la dialettica del dialogo socratico ai personaggi ed al lettore si palesa una verità profonda nascosta dai veli del conformismo o dell’abitudine o dei pregiudizi o della cattiva coscienza.
Crediamo che quest’opera appartenga a pieno titolo alla nostra contemporaneità. Ed è dunque con sguardo contemporaneo che l’abbiamo scelta e riletta, accettando la sfida di un teatro non teatrale reinventandogli una drammaturgia, un tessuto di azioni che ne aiutasse la rappresentazione, procedendo ad un libero montaggio dei testi, utilizzando anche alcuni brani di altre opere di quello che sicuramente è uno dei più grandi poeti della letteratura mondiale.
SPETTACOLO
Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
Compagnia del Dramma Italiano di Fiume
LE FREDDE
STELLE DEL GATTOPARDO
da Il Gattopardo di G. Tomasi di Lampedusa
scrittura scenica e regia di Angelo Savelli
con Ivna Bruk, Andrea Bruno Savelli, Giovanni
Fochi, Gualtiero Giorgini, Monica Menchi,
Bruno Nacinovich, Elvia Nacinovich, Marzia Risaliti,
Predrag Sikimic
scene e costumi Mirco Rocchi - luci Boris Blidar
anno
di rappresentazione 2002
Il dottor Fileno, il protagonista della novella
pirandelliana “La tragedia d’un personaggio” si
era costruito una personale “filosofia del lontano”
per mitigare l’angoscia dell’esistenza. Questa
filosofia consisteva nel guardare il mondo e la
vita come in un cannocchiale rovesciato che invece
di avvicinare le cose le allontanava. Egli, cioè,
si poneva ipoteticamente nel futuro per osservare
il presente come se fosse già passato. Allo stesso
modo Fabrizio Corbera principe di Salina, il protagonista
de “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, suole
acquietare le sue personali angosce e i fastidiosi
assalti della storia rifugiandosi con i suoi amati
cannocchiali e telescopi nell’osservazione delle
stelle, “le sole pure, le sole persone per bene”...

CONFERENZA SPETTACOLO
UNO, NESSUNO E CENTOMILA...
PIRANDELLO
di Angelo Savelli
relatore Andrea Bruno Savelli
con Francesco Franzosi, Nicola Pecci, Marzia Risaliti
Questa conferenza-spettacolo affronta la teoria dell’umorismo di Luigi Pirandello - da questi elaborata in un suo celebre saggio e incarnata in quasi tutte le sue opere letterarie e teatrali - inserendola nel più generale contesto culturale europeo dell’inizio del nostro secolo, nel quale l’umorismo diventa un ‘grimaldello’ per leggere una realtà completamente rivoluzionata nelle sue fondamenta. Dopo Darwin, Freud, Marx, Einstein tutte le certezze diventano relative. L’individuo entra in crisi nel suo rapporto con la realtà oggettiva ... vai alla scheda
SPETTACOLO
QUESTA
SERA SI RECITA PIRANDELLO
adattamento di Angelo Savelli dai due atti unici
"Cecè" e "Lumie di Sicilia"
di Luigi Pirandello
con Andrea Bruno Savelli, Stefano Furlan, Paolo
Meloni, Riccardo Naldini, Marzia Risaliti, Maria
Grazia Sughi
regia di Angelo Savelli
scene e costumi Mirco Rocchi - musiche Marco Baraldi
anni
di rappresentazione 2000 - 2001
“Questa sera si recita Pirandello” è uno spettacolo
al tempo stesso semplice e complesso. Semplice,
perché semplici sono le due storie che racconta.
La prima, che va sotto il titolo di “Lumie di
Sicilia”, è la storia di una disillusione. Micuccio,
suonatore d’ottavino nella banda del paese, è
salito faticosamente dal profondo sud, con un
sacchetto di lumie, di grossi limoni, per ritrovare
la sua “fidanzatina” Teresina, che non vede da
molti anni, durante i quali, però, non ha mai
smesso di sacrificarsi per aiutarla negli studi
e nella carriera. Ma Teresina è diventata adesso
Sina Marnis, una ricca e famosa cantante, ed il
modesto Micuccio non è neanche ammesso nel salotto
di casa dove si tiene una festa in suo onore.
Dovrà accontentarsi di un imbarazzato colloquio
con la madre di lei, “zia” Marta, durante il quale
si renderà dolorosamente conto dell’incolmabile
distanza che ormai lo separa dal mondo fastoso
ed “indegno” di Teresina... |