FALSTAFF
e gli allegri compari dell'osteria del cinghiale
di Angelo Savelli da William Shakespeare
regia di Andrea Bruno Savelli
con Carlo Monni
Valentina Banci, Marco Cocci, Max Galligani, Andrea Bruno Savelli
Fonte d’ispirazione e di saccheggio dello spettacolo non sono solo le celebri opere di William Shakespeare “Enrico IV”, “Enrico V”, “Le allegre comari di Windsor” e “I Sonetti” ma anche l’opera di Giuseppe Verdi ed i film di Orson Welles e Gus Van Sant. Nonché le incursioni poetiche di Carlo Monni e dei suoi amici improvvisatori. E chi meglio di Carlo Monni poteva incarnare questo straordinario personaggio in bilico tra il ruspante e il poetico: un incontro fatale!
Enrico è il rampollo di una ricca e potente famiglia, incarnata nell’arcigna madre contessa, che concede alla sua agiata giovinezza il privilegio della contestazione e della trasgressione.
Falstaff è il suo amico d’osteria.
Non un ubriacone qualunque ma un gaudente e trabordante epicureo, un filosofo popolare, sensuale e anarcoide, libero da ogni convenzione.
Quando gli affari di famiglia si fanno seri ed il padre di Enrico muore, la contessa madre spinge risolutamente il figlio a prendere in mano le redini dell’azienda.
Falstaff non sta in sé dalla gioia, sicuro che la sua vita futura non avrà più problemi. Ma Enrico, entrato improvvisamente nell’età adulta, ne ha accettato tutte le responsabilità e non può più ammettere la vicinanza di individui dissoluti.
Rinnega quindi Falstaff, il suo vecchio compagno di crapule e sregolatezze che avvilito continua melanconico fino alla sua morte il suo filosofico bighellonare d’osteria, cosciente che la sua lezione
di basso umanesimo non può trovar casa nella Storia con la “s” maiuscola.