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Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione
con il contributo di Regione Toscana - Assessorato al Bilancio

EVASI FISCALI
BLITZ TEATRALE SULL’EVASIONE FISCALE DA EFFETTUARSI ALL’INTERNO DELLE SCUOLE




 

uno spettacolo di Andrea Bruno Savelli
con CARLO MONNI e ANDREA BRUNO SAVELLI
collaborazione drammaturgica di Angelo Savelli
consulenza del tenente della Guardia di Finanza Francesco Lenti


Carlo Monni evade dal carcere di Sollicciano e, con il suo bel camicione a strisce e tanto di palla al piede come in un fumetto, si rifugia in una scuola. Qui cerca la complicità degli studenti proponendosi come un improbabile professore di letteratura e poesia. In realtà la vena poetica c’è davvero, per quanto rusticana e istintiva, e Carlo ne dà una breve e divertente dimostrazione.

Ma ecco sopraggiungere un ufficiale in divisa e Carlo, spaventato, chiede aiuto ai ragazzi, nascondendosi tra loro come uno studente ripetente.

Andrea è un giovane tenente della Guardia di Finanza venuto in classe per fare un intervento didattico sul Fisco. In poche e semplici parole spiega cos’è il fisco e l’evasione fiscale. La sua lezione è continuamente contrappuntata dai buffi interventi del finto studente Carlo, il quali, invece di confondere la spiegazione, la rendono anzi più gustosa e diretta. E così si spazia con leggerezza dall’etimologia del Fisco alla Finanziaria, dalla necessità democratica delle tasse alla mancanza di senso civico, dai luoghi comuni sulle categorie evasive alle ultime frontiere dell’evasione.

Ad un certo punto Andrea scopre che Carlo è un evaso e lo costringe a raccontare davanti a tutti i motivi della sua reclusione. Per l’appunto si tratta di una brutta storia d’evasione fiscale, che ha come protagonista il commercialista di Carlo, ma come vittima sacrificale Carlo stesso.

Ma anche il nostro bravo tenente ha rischiato di finire nella spirale dell’evasione, a cui sembrava predestinato dagli ereditari comportamenti truffaldini del nonno e del padre. Ormai sulla soglia dell’illegalità, il giovane Andrea ha dato un’improvvisa svolta clamorosa alla sua vita, arruolandosi tra le divise grigie della Finanza, quando ha chiaramente capito che le principali vittime dell’evasione sono proprio i giovani, a cui vengono offerte solo condizioni di lavoro precarie e non regolari e a cui vengono erose le risorse sociali per la formazione del loro futuro.

Vista la reciproca simpatia nata tra i due, Andrea si dimostra disposto a chiudere un occhio sulla presenza di Carlo in quella classe. Ma inaspettatamente è proprio Carlo a chiedere di essere ricondotto in cella: nel mondo libero, ormai dominato dall’esecrabile dittatura della televisione, non c’è più posto per la poesia, ma solo per il profitto e il successo. Almeno in cella, con i suoi compagni, può trascorrere lietamente il tempo dilettandosi ad imparare a memoria l’intera “Divina Commedia”, di cui dà un toccante stralcio, declamando per gli studenti l’appassionata storia di Paolo e Francesca.

Preso atto del caldo successo ottenuto da Carlo sui ragazzi, Andrea gli propone una nuova occupazione: quella di accompagnarlo nelle classi delle varie scuole, per rendere più piacevole e poetica la sua appassionata lotta contro l’iniqua evasione fiscale.

 



 
 
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