IL DIARIO DI EVA
O COME DARWIN CI CACCIO’ DALL’EDEN
uno spettacolo di Angelo Savelli
liberamente ispirato agli scritti di Mark Twain e Charles Darwin

con
Lucia Poli
Stefano Gragnani
Simone Faucci

musiche originali Jean Pierre Neel
scene e costumi Mirco Rocchi
luci Alfredo Piras

parrucche ditta Filistrucchi - Firenze / sartoria Monaco - Agliana
laboratorio scenografico Scen’artè - Prato
allestimento realizzato presso il Teatro Dante di Campi Bisenzio

RASSEGNA STAMPA
La Repubblica - domenica 3 febbraio 2008 >>
La Nazione - Firenze - martedì 5 febbraio 2008 >>
L'Unità - mercoledì 6 febbraio 2008 >>
La Repubblica - giovedì 29 gennaio 2009 >>
Il Corriere della Sera - giovedì 29 gennaio 2009 >>
La Repubblica - Milano - venerdì 6 febbraio 2009 >>
Il Corriere della Sera - Roma - lunedì 23 febbraio 2009 >>
La Repubblica - Roma - martedì 24 febbraio 2009 >>
Il Messaggero - Roma - martedì 24 febbraio 2009 >>




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DA DARWIN A MARK TWAIN
Nel 1859 Charles Darwin pubblica “L’evoluzione delle specie”. Lo fa dopo alcuni anni di incertezze e reticenze ben immaginando il putiferio che avrebbe scatenato con questa sua rivoluzionaria tesi scientifica che fa discendere l’uomo dalla scimmia attraverso la selezione naturale. La stessa ventennale prudenza aveva avuto Copernico prima di mettere nero su bianco che era la terra a girare intorno al sole e non viceversa. E quella di Darwin era la seconda sonora batosta data dalla scienza all’imperitura presunzione egocentrica dell’uomo.

Chissà come la prese Emma, la devota moglie di Darwin, che proprio non arrivava a capire le idee dell’amato consorte. La poetessa Carol Ann Duffy ce ne da un folgorante ritratto umoristico quando gli fa liquidare il marito in tre righe: “Siamo andati allo zoo e gli ho detto: c’è qualcosa in quello scimmione che mi fa pensare a te!”. E intanto continua a curare il loro lussureggiante giardino dietro la casa di Down nel Kent, dove crescevano e si mescolavano ogni specie di piante e d’uccelli, insetti e altri tipi d’animali; Eden “domestico” che secondo alcuni fu la vera fonte d’ispirazione del grande biologo per ipotizzare la legge dell’evoluzione, confermata poi con gli “esotici” viaggi alle Galapagos.

Una quarantina d’anni più tardi Mark Twain, uno dei più grandi scrittori umoristici non solo d’America ma di tutto il mondo, in uno scrittarello d’occasione propone ironicamente la realizzazione di un monumento ad Adamo ed Eva, i nostri adorabili progenitori ingiustamente liquidati dalle folli e blasfeme congetture del signor Darwin.
Il monumento che non si farà, sarà però realizzato da lo stesso Twain nel 1906 con la scrittura del delizioso “Diario di Adamo ed Eva”, un’opera leggera ma fortemente ironica con cui l’autore sembra reagire al clima pesantemente antidarwiniano scatenatosi nella puritana America, dove si apre una guerra di religione tra evoluzionisti e creazionisti che, incredibile a dirsi, dura tutt’oggi coinvolgendo il parlamento e lo stesso presidente degli Stati Uniti.

In questa cornice polemica ed al tempo stesso umoristica lo riproponiamo oggi attraverso l’ironia di un’attrice brillante ma sagace come Lucia Poli, non nuova alle incursioni teatrali nella letteratura anglosassone, che si ritroverà impegnata in un divertente pastiche in bilico tra Charles Darwin, Mark Twain e, perché no, Piergiorgio Odifreddi, ambientato in un selvatico giardino fin de siecle che evoca le colorate foreste naives di Rousseau il Doganiere ma con qualche piccante ammicco a Lady Chatterley ed al suo adamitico amante.

LA VICENDA
Nel giardino della sua casa di Down nel Kent, la signora Emma Darwin riceve la visita mattutina del reverendo Fay, molto preoccupato per le ripercussioni che sta avendo in tutto il mondo l’uscita del libro “L’origine delle specie” in cui il marito, Charles Darwin, ipotizza la discendenza dell’uomo dalla scimmia. La signora Darwin è una donna molto religiosa ma anche molto attaccata al marito. Per cui, pur condividendo le preoccupazioni del reverendo, ironizza sul finto moralismo dei perbenisti e lo mette gentilmente alla porta.
Arriva Charles, turbato da una notte insonne. Un banale pretesto sulla presunta pace della campagna, da luogo un pungente battibecco con la moglie sull’insensatezza del male nel mondo.
L’arrivo del giardiniere rasserena Charles, riportandolo alle sue quotidiane occupazioni di botanico. Emma ne approfitta per proporgli un’idea bizzarra: l’edificazione di un monumento ad Adamo ed Eva. Charles dubita della loro esistenza. Ma Emma è pronta ad esibire a loro difesa una prova inoppugnabile: il fortunoso ritrovamento del ”Diario di Eva”. La lettura di questo portentoso diario trasforma il giardino di Down nell’Eden perduto, dove Emma e l’aitante giardiniere ripercorrono i primi timidi passi di una ingenua umanità insidiati da un demonio molto darwiniano…

Nell’Eden Eva scopre il mondo e annota puntigliosamente sul suo diario pregi e difetti di un paesaggio di cui lei si sente l’elemento centrale. La scoperta di un altro essere, al tempo stesso uguale e diverso da lei, Adamo, scatena il suo sospettoso interesse. I due si attraggono e si respingono, si evitano e si sopportano, ma inesorabilmente si cercano e finiscono per essere indispensabili l’uno per l’altra.
Adamo ed Eva scoprono di avere la vocazione degli scienziati. Le loro straordinarie scoperte, dallo scorrere dei fiumi dall’alto verso il basso fino all’origine del latte nelle mucche, si susseguono tra incerti esperimenti e orgogliose vittorie.
Ma l’evento più inquietante è senz’altro l’arrivo misterioso di due nuovi piccoli esseri. Adamo si ostina a classificarli come animali, ma la determinazione e l’affetto di Eva lo condurrà a riconoscerli come esseri umani: i deliziosi Caino e Abele.
La raggiunta pace familiare dell’Eden viene però turbata dalla presenza di un surreale personaggio: Satana. Sfoderando la della logica e dei paradossi, Satana riesce a convincere gli ingenui Adamo ed Eva a mangiare le mele dell’albero proibito della conoscenza. Con la conoscenza entra nel mondo il Male ed il Peccato. E l’inevitabile cacciata dal Paradiso.
L’Eden è perduto. Inizia la storia dell’umanità subito segnata dalla tragica morte di Abele. Che ruolo avrà Eva in questa storia? Aver interpretato il complesso personaggio della prima donna al mondo è più che sufficiente. Al resto ci pensino le altre.

La lettura del diario di Eva si conclude su una poetica immagine del cielo stellato. Emma guarda il marito che gioca nel giardino con lo scimpansè Tommy, dopo essersi sfogato per l’ingrato ruolo di novello Galileo a cui lo sta condannando l’opinione pubblica. Osservando attentamente quella strana coppia, Emma è assalita per un momento dal dubbio che le teorie del marito possano essere ragionevolmente vere.

CHARLES DARWIN
Charles Darwin nacque a Shrewsbury in Inghilterra nel 1809.
Da scolaro restò affascinato dalla lettura del famoso libro The Natural History of Selburne di Gilbert White, uno dei fondatori della storia naturale, ed inizià a collezionare insetti, rocce e minerali e ad osservare gli uccelli dei dintorni del paese.
A 16 anni fu inscritto dal padre alla facoltà di medicina ad Edimburgo. Il suo disgusto per la dissezione e la rozzezza della chirurgia del tempo lo portarono ad abbandonare la Scuola ed a imbarcarsi in mare con i pescatori di ostriche per compiere ricerche negli stagni locali. Suo padre, temendo divenisse un buono a nulla, lo spedì a Cambridge per avviarlo alle carriera ecclesiastica. Ma terminati gli studi, nel 1831 il giovane s’imbarcò con la nave Beagle per una spedizione cartografica di cinque anni in Sud America. Darwin ebbe modo di studiare sia le caratteristiche geologiche di continenti ed isole, sia un gran numero di organismi viventi e fossili, sconosciuti alla scienza del tempo, notando somiglianze tra fossili e specie viventi della stessa area geografica, soprattutto delle Galapagos. Ciò, unitamente alla rilettura del saggio di Thomas Malthus sulla popolazione, innescò una catena di pensieri che culminarono nella “Teoria dell’evoluzione” per selezione naturale e sessuale (origine delle specie), e nella teoria della discendenza di tutti i primati, uomo compreso, da un antenato comune
(origine dell'uomo).
Nel 1839 si sposò con sua cugina, la ricca borghese Emma Wedgwood. La coppia prese la propria residenza a Downe, nella campagna del Kent, dove trascorse una vita tranquilla ed appartata, funestata però dalla morte prematura di tre dei loro dieci figli.
Nel 1859 pubblicò la sua rivoluzionaria teoria nel libro “L'origine delle specie”, la cui prima edizione andò esaurita in un solo giorno. Criticata ed avversata dalla cultura conservatrice, l'opera di Darwin fu però molto apprezzata dalla comunità scientifica che lo accolse dapprima nella Royal Society inglese e poi nell'Académie des Sciences di Francia.
A differenza della devotissima moglie, Charles Darwin discendeva da un ambiente anticonformista e laico. Sebbene inizialmente avviato alla carriera religiosa, le sue credenze cominciarono a cambiare durante il suo viaggio con il Beagle e con il progredire delle sue riflessioni scientifiche sulla mancanza di un ordine morale nelle natura delle cose. La sua fede religiosa continuò ad attenuarsi, ed infine, con la morte della figlia Annie nel 1851, la perse completamente diventando, per sua stessa definizione, “agnostico”.
Alla sua morte, avvenuta a Downe nel 1882, Darwin ricevette funerali di stato e fu sepolto nell'Abbazia di Westminster, accanto a Newton.

MARK TWAIN
Samuel Clemens nacque nel 1835 nel Missouri, lavorò come tipografo nel giornale del fratello, avviandosi al piacere della letteratura, per diventare poi pilota di battelli a vapore sul Mississippi. L’esperienza del fiume diventerà un tema ricorrente nelle sue opere e dal fiume derivò lo pseudonimo di “Mark Twain”, che significa “marca due” cioè “ acqua profonda due braccia”. Fu poi cercatore d'oro in California, minatore, giornalista e conferenziere, spostandosi per tutti gli Stati Uniti. Da tutte queste esperienze nascono i suoi capolavori: “Le avventure di Tom Sawyer”, “Huckleberry Finn”, “Vita sul Mississippi”, “Il principe e il povero” che lo renderanno una fra le maggiori celebrità americane del suo tempo, testimoniando le ansie profonde della nazione americana con i suoi problemi razziali, l'incombere di una assurda guerra civile, le laceranti divisioni di classe. Con queste opere, ed in particolare con “Huckleberry Finn”, contribuirà ad affermare il Mississippi tra i luoghi centrali dell'immaginario nordamericano, mentre il variegato “parlato” dei diversi personaggi fonderà una nuova lingua letteraria nordamericana, specchio delle diverse sensibilità e condizioni sociali di un nordamerica che non aveva ancora trovato espressione nella scrittura.
William Faulkner scrisse che fu il "primo vero scrittore americano". E Ernest Hemingway disse: "Tutta la letteratura statunitense viene da Huckleberry Finn. Non c'era niente d’importante prima e da quello derivano tutti gli scrittori Americani".
Sebbene fosse di carattere pessimista, Mark Twain è universalmente noto come un grande scrittore dall'irresistibile e feroce umorismo, testimoniato anche da operette estemporanee come i vari “Diari” di Eva, Adamo e Satana, la “Conferenza sulla masturbazione” o “Il viaggio in Paradiso”.
Twain era contro il razzismo e l’imperialismo della maggioranza dei suoi contemporanei, come emerge dalla sua aderenza alla Lega anti-imperialista. Inoltre era affascinato dalla scienza e dal metodo scientifico ed ebbe una stretta e lunga amicizia con il fisico croato Nikola Tesla.
Quando la sua stella cominciò a declinare, Twain entrò in una forte depressione. Contribuirono al suo stato le morti di tre dei suoi quattro figli e dell’amata moglie. Ebbe inoltre sfortuna negli affari e perse molto dei suoi diritti d'autore per opere plagiate prima che avesse la possibilità di pubblicarle.
Twain cominciò la sua carriera di scrittore di brillanti versi umoristici, e finì come un inflessibile cronista delle vanità, ipocrisie e crudeltà umane. Quando morì, nel 1910, la famiglia di Twain distrusse alcuni dei suoi lavori particolarmente irriverenti nei confronti della religione.

AGLI ALBORI DELL'UMANITA'
Un testo altamente politico, “Il diario di Eva” di Angelo Savelli, che, con buona, e colta, scrittura drammaturgica, e regia altrettanto capace, sempre in equilibrio tra l’esilarante e divertente attrazione e repulsione di un Adamo duro di comprendonio (gioca a calcio con le mele), ed un’Eva logorroica e saccente che ha spiegazioni frivole su ogni forma o fenomeno, intrattiene con intelligenza la platea sold out di Rifredi.
Di tono più pensoso l’incipit e la chiusa ottocenteschi, mentre è assai gradevole la parte centrale ricca di battute sagaci e incomprensioni umoristiche, di rincorse e scoperte del Nuovo Mondo. Personaggi sdoppiabili tra l’ancestrale parco dei balocchi paradisiaco ed il giardino all’inglese sicuramente più sobrio e formale: Simone Faucci è prima un pastore moralista andreottiano e viscido che si sfrega le mani alla Bruno Vespa, prima di mettersi (togliersi in realtà) i panni e divenire un muscoloso Adamo – giardiniere col diserbante a spalla (sembra Ceccherini che dà il ramato ne “Il ciclone”), Tarzan maleducato e bofonchione, troglodita bifolco. Stefano Gragnani è un Darwin che somiglia molto a George Washington, ma tira fuori il meglio di sé con un particolarissimo Satana etero – serpente fallico (charme alla Robin Williams) con la lingua di fuori come Mick Jagger che usa la logica da imbonitore – assicuratore, “primo agente matrimoniale della storia”, da vero venditore porta a porta, citando Sartre. Un attore di varietà tra Broadway e il Bagaglino, strega maligna: un politico moderno. Lucia Poli è ora bambolina dal vitino d’ape e vamp, stupidina e velina, nei panni della prima donna sul pianeta, vera “primadonna” bucolica con boccoli alla Sherley Temple, adesso è Emma, la moglie dello scienziato, rimpinzata di precetti e assiomi, dogmi biblici e leggi divine. Nel suo particolare e classico lessico è superba alternando una voce rauca e dura precisa e puntuale a lunghe ondate di parole con cadenza molto femminea, in un cortocircuito dialettico collaudato ma sempre molto gustoso. Spesso ci si interroga sull’essenza del Supremo, chiamato “l’amministratore”, con la soluzione, dopo l’intricata vicenda della progettazione della mosca, che “Dio è un omicida”.
Da sottolineare, sorridendo, il dialogo tra i due sui figli nella carriola; da ricordare, pensando, il monologo finale di Eva sulla morte di Abele.

Tommaso Chimenti
Il corriere di Firenze

 



 




































 

 

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