| Conferenza/spettacolo di ANGELO SAVELLI
con
MASSIMO GRIGO’
LORENZO BOLOGNESI
ANDREA BRUNO SAVELLI
Relatori
ANGELO SAVELLI e LORENZO BOLOGNESI
Consulenza scientifica del Prof. ENRICO GIUSTI
del Dipartimento di Matematica dell’Università
di Firenze
Pur essendo, il cuore di questa conferenza/spettacolo,
costituito dall’esposizione di alcuni momenti
salienti del pensiero e della vita di Galileo
Galilei, essa oscilla, però, in varie altre
direzioni, alludendo a curiose connessioni e suggestioni
nei territori della filosofia, del teatro, della
letteratura, della musica e della poesia.
La conferenza/spettacolo si articola in tre capitoli.
Nel primo, prendendo a pretesto alcuni momenti
della formazione intellettuale di Galileo, viene
appunto sottolineata l’esemplare unitarietà
della visione umanistico-scientifica nella formazione
galileiana, soffermandoci sui curiosi ma non insignificanti
aspetti del Galileo musicista e letterato, che
ci offrono l’occasione di citare Pitagora,
Lucrezio, Ariosto, Tasso, Shakespeare, Italo Calvino
e gli improvvisatori d’ottava rima.
Nel secondo capitolo, dopo un divertente ma significativo
intermezzo teatrale ispirato a Ludovico Ariosto,
Giovan Battista Della Porta, Ben Johnson e Giordano
bruno, si passa ad analizzare i tre campi in cui
la sua riflessione è stata e rimane di
capitale importanza: la fondazione della figura
dello scienziato moderno, lo studio della caduta
dei gravi e l’osservazione astronomica.
Soprattutto si analizza la posizione innovativa
dello scienziato Galileo rispetto alla tradizione
cinquecentesca e la rivoluzionaria introduzione
di un metodo di ricerca basato sull’osservazione,
l’esperimento e la geometrizzazione dei
risultati.
L’esposizione è accompagnata da una
esemplificazione pratica di un esperimento galileiano,
quello della caduta di un grave su un piano inclinato,
realizzata servendoci di una copia dello strumento
originale presente al Museo della Storia della
Scienza di Firenze.
Il terzo capitolo tratta, infine, del cannocchiale
e soprattutto dello sconvolgente uso che Galileo
ne fece puntandolo in cielo. Queste osservazioni,
oltre a rivoluzionare l’astronomia, trascinarono
Galileo nell’epicentro dell’infuocata
polemica tra i sostenitori dei sistemi tolemaico
e copernicano, che assunse toni ideologici e politici
dai drammatici risvolti, culminanti nella drammatica
esperienza dell’Abiura di fronte al Tribunale
della Santa Inquisizione. Ed è qui che,
a conclusione delle nostre oscillazioni, si situa
la spinosa questione sulla responsabilità
etica e morale dello scienziato, evocata nella
nostra conferenza attraverso le parole del controverso
“personaggio teatrale” creato da Bertolt
Brecht a cavallo della seconda guerra mondiale. |