Il Teatro a domicilio è una delle esperienze più radicali di rappresentazione teatrale. Rinunciando a tutte quelle sovrastrutture spettacolari (scenografie, luci, sipari, quinte, fondali), spesso affascinanti e significative, ma qualche volta anche inutili e fuorvianti nonché dispendiose, questa sottile teatralizzazione dello spazio quotidiano cerca di mettere in evidenza il fascino del puro evento teatrale sottolineandone da un lato la semplice dimensione rituale e collettiva delle sue origini e dall’altro la sua perdurante specificità nel epoca della comunicazione riprodotta. Infatti, in mezzo ad un indigestione di cinema, televisione, computer, fotografie, compact-disc e via discorrendo, il teatro continua ad essere un - sempre più raro - esempio di comunicazione viva, qui ed ora, tra attori e spettatori fisicamente reali. Per questo il Teatro a domicilio è per l'attore un grande esercizio di recitazione diretta, senza rete di protezione; e per lo spettatore è l’occasione per toccare con mano l'essenza dell’evento teatrale.
Gli spettatori che convergono verso la tradizionale sala teatrale sono in fondo dei biglietti seduti accanto ad altri biglietti, spesso sconosciuti. Gli spettatori del teatro a domicilio invece si conoscono, intrattengono tra loro rapporti personali o sociali condivisi, per l’occasione rigenerati attraverso il collante della rappresentazione teatrale. Il Teatro entra nelle case della gente e nei loro luoghi di ritrovo e socialità, alla ricerca di un pubblico ristretto ma motivato, fatto di familiari, di vicini, di parenti, di colleghi e conoscenti, disposti a restituire al Teatro con la loro vivente partecipazione il senso di una necessità spesso smarrita tra quinte e sipari. Ma proprio mostrandosi in queste sue vesti di semplice socialità, il teatro ha più chanches di essere apprezzato ed amato. |