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TEATRO E IMPEGNO
CIVILE
| con il
contributo di
Assessorato alla Pubblica Istruzione
della Provincia di Firenze
Sempre forte è stata l’attenzione
della compagnia Pupi e Fresedde per le tematiche
cosiddette “impegnate”. Basti
ricordare le nostre produzioni sui temi
della guerra, con il successo decennale
ed internazionale di “Carmela e Paolino”,
dell’emarginazione, con il toccante
“Il bacio della donna ragno”,
della prevenzione dell’HIV tra i giovani,
con le quattro edizioni de “L’amoroso
contagio”. E basti ricordare la stagione
1995/96 del Teatro di Rifredi tutta incentrata
alla lotta al razzismo e dedicata alla memoria
di Pier Paolo Pasolini.
La creazione, a partire
già dal 2002, di un apposito capitolo
dedicato all’impegno civile, da una
parte s’inserisce, dunque, su un cammino
già tracciato nella tradizione della
compagnia ma dall’altra sta a significare
la volontà di un’accelerazione
di quest’attenzione di fronte alla
recrudescenza dell'attualità.
Da queste motivazioni sono
così nate le nostre attuali iniziative
sulla memoria dell’Olocausto con il
famoso “Il Diario di Anne Frank”,
contro la pena di morte con “Ultimo
giorno di un condannato a morte”,
per la pace in Medio Oriente con “Jerusalem
Juliet” e dell’integrazione
dei Rom con il multietnico “Cristo
Gitano”; spettacoli che, anche quando
si rifanno ad illustri modelli narrativi
del passato come William Shakespeare e Victor
Hugo, hanno colpito e commosso il pubblico
per l’attualità e la forza
del loro messaggio e del loro linguaggio.
E se su temi come l’Olocausto o gli
orrori dei regimi totalitari, il teatro
può servire a “non far dimenticare”,
su altri temi, più attuali ed urgenti,
esso può essere un incentivo a non
mettere la testa sottoterra, a non sfuggire
alle responsabilità del presente:
un “invito a conoscere, capire e discutere”
da subito fatti cruciali della nostra storia
prima che essi si trasformino fatalmente
in ricordi.
Un impegno dunque, quello
di Pupi e Fresedde, a 360 gradi che tocca
anche il pubblico dei bambini con due specifiche
produzioni: una sulla tolleranza religiosa
con il delizioso “I viaggi di Calandrino
ad Oriente del Decamerone”, ed un’altra
sull’educazione ambientale con l’ecologico
“Il Riciclone”
Per accompagnare ed approfondire
gli spettacoli sono state attivate numerose
iniziative collaterali, a dimostrazione
di una volontà progettuale più
ampia e non occasionale su di un tema di
sempre più cruciale importanza, soprattutto
per i giovani, quale la formazione della
coscienza civile dell’individuo.
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CONF. SPETTACOLI
/ SPETTACOLI del progetto
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CONFERENZA/SPETTACOLO
Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
IL
PRINCIPE E IL POETA
Machiavelli, Alfieri, Pasolini
di Angelo Savelli
relatore Angelo Savelli
con Valentina Banci, Andrea Corsi,
Giovanni Fochi
anno di rappresentazione 2002
Attraverso tre figure emblematiche
della nostra letteratura italiana
del ‘500, del ‘700 e del
‘900, la conferenza cerca di
offrire alcuni spunti di riflessione
su uno dei temi più complessi
della nostra storia politica e culturale
passata e recente: il rapporto tra
gli artisti ed il potere.
Passando dalle smaliziate analisi
del segretario fiorentino “politicamente
impegnato”, alle radicali riflessioni
sulla tirannide dell’aristocratico
poeta illuminista, fino alle struggenti
profezie sottoproletarie del più
eretico dei nostri artisti del Novecento,
l’esposizione del tema procede
utilizzando sintetici cenni biografici,
rapidi inquadramenti storici, letture
di componimenti letterari (Il Principe,
Della tirannide, Scritti corsari)
e rappresentazioni di scene teatrali
(Mandragola, Saul, Pilade); non con
la presunzione della completezza ma
con la speranza di poter in parte
contribuire ad un ben più vasto
progetto formativo che è quello
della “coscienza civile degli
individui”.
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SPETTACOLO
Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
con il contributo di Comune di Stia
- Provincia di Arezzo
Provincia di Firenze - Regione Toscana
- Portofranco
JERUSALEM
JULIET
da William Shakespeare e autori vari
israeliani e palestinesi
scrittura scenica di Angelo Savelli
con Valentina Banci, Francesco Borchi
/ Filippo Berti, Giovanni Fochi, Fabio
Mascagni, Alice Massei
video creazioni di Alberto Callari
e Carlo Isola,
musiche originali di Stefano De Donato
e Lorenzo Piscopo, luci di Roberto
Cafaggini
anni di rappresentazione 2002
- 2003
Il conflitto tra palestinesi e israeliani
che da anni insanguina il medio-oriente,
è un drammatico evento di portata
internazionale che non ha ancora però
la dimensione dell’evento storico,
cioè quella distanza da noi,
temporale e psicologica, che ne consenta
una valutazione oggettiva e distaccata,
sopra gli interessi di parte e le
ideologie. Se, addirittura, anche
per eventi relativamente lontani come
la Resistenza italiana o l’intervento
americano nel Vietnam, le ferite ed
il computo dei torti e delle ragioni
sembra non chiudersi mai, tanto più
per un evento tragicamente in corso,
che getta la sua luce sinistra - veritiera
o strumentale che sia - anche sulle
stragi dell’11 settembre, la
voglia di schierarsi, di parteggiare,
di tifare sembra essere più
forte ed impellente di quella di capire,
di valutare, di raffreddare. Quanti
ormai, nell’assordante carosello
di recriminazioni e accuse, nell’estenuante
rosario quotidiano di raid e stragi,
nell’urgenza di giustificare
o deprecare il fatto del giorno, sono
oggi in grado di tener presente con
oggettività e lucidità
le origini e le ragioni di questo
conflitto? E questo tanto più
vale per noi occidentali, fortunatamente
lontani dalle sanguinose conseguenze
dirette di quegli orrori ma forse
proprio per questo portati ad un troppo
generico invito alla conciliazione
o a facili prese di posizione ideologiche.
Nell’accingerci da occidentali
ad affrontare teatralmente questa
complessa tematica non potevamo esimerci
da due imperiose questioni: perché
e come?
Il “perché” è
presto detto. Se in casi come l’Olocausto
o gli orrori dei regimi totalitari,
il teatro può servire a “non
dimenticare”, in casi come questo,
attuale e urgente, esso può
essere un incentivo a non mettere
la testa sottoterra, a non sfuggire
alle responsabilità del presente,
un invito a conoscere, capire e discutere
subito fatti cruciali della nostra
storia prima che si trasformino fatalmente
in ricordi ...
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SPETTACOLO
Pupi e Fresedde – Teatro di
Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
IL
DIARIO DI ANNE FRANK
di Frances Goodrich e Albert Hackett,
nuovo adattamento di Wendy Kesselmann
traduzione di Paolo Collo e Alessandra
Serra
con Valentina Arru, Amerigo Fontani,
Roberto Posse/Gilberto Colla, Stefano
Gragnani, Alessandra Bedino
Monica Bauco, William Pagano/Daniele
Bonaiuti, Elena D’Anna/Beatrice
Orlandini
regia Stefano Massini
scene Mirco Rocchi - costumi Micol
J. Medda - luci Alfredo Piras
anno di rappresentazione 2003
"In qualunque modo questa guerra
finisca, solo noi saremo i vincitori
e voi ebrei i perdenti. Nessuno rimarrà
per portare testimonianza, perché
noi distruggeremo tutte le prove.
Le distruggeremo dopo aver distrutto
voi." Così - nel ricordo
di Simon Wiesenthal - i soldati tedeschi
ammonivano i prigionieri dei campi
di sterminio, le migliaia di uomini
e donne deportati in autentici gironi
infernali denominati Auschwitz, Buchenwald,
Mauthausen… Eppure, all'alba
del nuovo millennio, il piccolo diario
di una ragazzina tredicenne torna
a sconvolgere con forza inalterata
la coscienza dell'umanità,
riaprendo una delle piaghe più
dolorose del XX secolo: è anche
grazie alle fitte annotazioni di quella
ragazzina che la compiaciuta previsione
nazista non si è avverata,
e il calvario di milioni e milioni
di uomini non è stato consegnato
al silenzio dell'oblio. A distanza
di sessanta anni dai drammatici giorni
in cui Anne scriveva il suo diario,
corre l'obbligo di togliere da quei
tragici eventi ogni polvere da museo,
ogni patina ingiallita da foto d'epoca
ed ogni freddezza storiografica, ritrovando
fra le righe tutte le emozioni, le
paure, le ansie, i terrori di una
vicenda di persone e non di personaggi.
Un nuovo allestimento teatrale del
Diario non può che partire
da qui: ogni distacco deve essere
abolito, il velo del tempo immediatamente
rimosso, la rassicurante remota dimensione
del "bianco e nero" trasformarsi
nei vivi nitidi colori di una realtà
presente, attuale, indiscutibilmente
autentica.
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SPETTACOLO
Pupi e Fresedde – Teatro
di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
ULTIMO
GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE
spettacolo didattico tratto
dall’omonimo testo di Victor
Hugo
r iduzione e regia di Stefano Massini
con Alessandro Baldinotti, Roberto
Gioffrè, Fabio Mascagni, Anna
Maria Guerrini
scene di Michele Ricciarini - costumi
di Micol J.Medda - luci di Alfredo
Piras
anni di rappresentazione 2002
- 2003
Gli ultimi pensieri, le ultime
speranze, gli ultimi ricordi sull’orlo
dell’abisso. C’è
tutto questo nel libro di Victor Hugo.
Eppure il suo vero interesse non risiede
affatto nel realismo delle atmosfere,
quanto piuttosto in quel continuo
espandersi in una dimensione diversa,
più completa e complessa: la
vicenda di un anonimo condannato in
una anonima cella dell’800 si
proietta nel futuro assumendo tutta
la forza di un insospettabile atto
d’accusa. In questo senso ho
voluto leggere il romanzo di Victor
Hugo come una materia senza confini,
come un potente grido attraverso la
Storia, come parabola infinita, come
arringa eterna contro l’inciviltà.
Ecco allora che le parole del testo
si collocano oltre la Storia nel momento
stesso in cui fanno la Storia, trasformando
il presente in futuro e il futuro
in ombra del passato: ieri, oggi e
domani si danno la mano e si scambiano
reciprocamente, scoprendo nell’uno
il riflesso dell’altro. In altre
parole, questo non è un normale
spettacolo, e quindi non dà
luogo ad una ordinaria serata teatrale:
per questo dramma non esiste infatti
un finale, semplicemente perché
il testo di Hugo non ha mai avuto
fine. Dunque lo spettacolo non può
che trasformarsi lentamente in attualità:
alla finzione si sostituisce la realtà,
al racconto la cronaca. Alla storia
il presente.
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SPETTACOLO
Pupi e Fresedde – Teatro di
Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
SMS
- SHAKESPEARE MESSAGES SYSTEM, version
2.0
ideazione di Daniele Lamuraglia e
Laura Giannoni
scrittura scenica di Daniele Lamuraglia
con Federica Santi, Lorenzo Mazzoni,
Roberto Caccavo, Laura Giannoni /
Marzia Risaliti
anni di rappresentazione 2002
- 2003
Questa è una storia dei nostri
giorni, che ha le caratteristiche
e le sequenze del racconto antico:
ci sono due giovani alla ricerca l’uno
dell’altro, e quindi della propria
identità; entrano in una fase
di “crisi”; grazie ad
un Maestro, avranno una trasformazione,
trovano un’altra identità;
infine si apre di fronte a loro la
possibilità di una scelta,
che riguarda il loro futuro.
L’avventura dei due giovani,
che portano dei nomi simbolici - Nick
e Name -, parte dalle suggestioni
materiali e psichiche del mondo della
comunicazione moderna: musiche ritmate
ossessivamente, luci dai colori intensi,
flussi di bit che informano ogni loro
minimo gesto.
Nick e Name, mossi dal ritmo delle
loro potenti musiche, segnati dalla
loro facilità nell’uso
delle nuove tecnologie, ma anche dal
farsi facilmente usare, tentano di
comunicare l’un l’altro
i propri sentimenti. Sono evocati
e circondati dalle immagini video
che incombono su un grande schermo,
che ingigantiscono i simboli e gli
strumenti della modernità,
ma anche la loro stessa immagine,
riflessa come in un lago di pixel
per nuovi narcisi, che per guardarsi
perdono di vista il senso e la presenza
dell’Altro.
Qui appare la questione di fondo,
che li porterà alla crisi,
e che è un tragico paradosso:
incomunicabilità per eccesso
di comunicazione. Gli sms, le chat,
i telefonini e internet, creano un’inflazione
di messaggi, tutti caratterizzati
dalla sinteticità del linguaggio,
e da una potente codificazione che
finisce nell’artificiosità
e nell’uniformità: il
messaggio d’amore dell’Altro
finisce per non avere più nessuna
specificità, per essere uguale
a quello di tutti, e semmai uguale
a quello stesso del mittente, che
quindi si ritrova a parlare solo con
se stesso, che vuol dire non più
parlare. Forse solo risuonare –
ossessivamente - come la musica più
in voga.
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