Dopo la fortunata anteprima al Festival di Radicondoli la scorsa estate e le repliche nel suggestivo
scenario del Cortile del Bargello, arriva sul palco di Rifredi questo acclamato e spumeggiante
spettacolo per trascorrere le feste all'insegna della più schietta e nobile comicità fiorentina. A distanza
di 25 anni, Carlo Monni torna nuovamente ad indossare i panni pirandelliani del pasciuto intarsiatore
fiorentino, costretto dalla furbizia e dalla perfidia di Filippo Brunelleschi a credersi un’altra persona;
un personaggio completamente nelle corde di un attore popolare ed originale come lui, non
solo per il richiamo al tema della beffa feroce che da Boccaccio ad Amici miei ha sempre
costituito uno dei pilastri della più schietta comicità toscana, ma anche per quel lato astratto e
malinconico da vittima designata, capace di mettere in risalto anche i risvolti poetici e lunari del
sanguigno artista campigiano. Questo nuovo testo, scritto da Angelo Savelli e messo in scena
da Andrea Bruno Savelli, è una creazione originale basata sulle diverse edizioni in prosa ed
in versi che ci sono pervenute intorno a questa celebre beffa, inglobando anche le
testimonianze del Vasari e di altri contemporanei su alcuni dei protagonisti della beffa,
come lo “sgraziato” Brunelleschi e gli “scapestrati” Donatello e Filippo Rucellai.
Quello che ne risulta non è solo uno spettacolo divertente, dinamico e popolare,
ma anche un curioso spaccato della vita fiorentina dei primi anni ruggenti del
Rinascimento in cui nobili, artigiani ed artisti condividevano senza frontiere le
stesse passioni, lo stesso gusto per la vita e per l’arte e mettevano le basi
per la costruzione di quel l’inconfondibile “carattere fiorentino” fatto di
intelligenza, gusto, cinismo ed ironia che ancora oggi caratterizza i più veraci rappresentanti di questa inimitabile città. |