Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Via Vittorio Emanuele II, 303 – 50134 Firenze
P. IVA 03765780485 - Cod Fisc 94016050489
Telefono 055.422.03.61
- fax 055.422.14.53
staff@toscanateatro.it
HOME     COMPAGNIA    |   TEATRO  BIGLIETTERIA    |   CONTATTACI    |   DOVE SIAMO    |   NEWSLETTERS    |   UFFICIO STAMPA
 STORIA   |   PRODUZIONI   |   PROGETTI   |   TEATRO RAGAZZI   |   RIFREDI SCUOLA
 compagnia __ PROGETTI

 

ATLANTE LA MAPPA DEI DIRITTI

Ponendosi in linea di continuità con la storica e ben riuscita sinergia tra Regione Toscana e Pupi e Fresedde il progetto intende affrontare le tematiche legate alla dignità dell’essere umano in relazione alla pena capitale. Nella certezza che la sfida per una reale globalizzazione dei diritti passi attraverso la sensibilizzazione e l’informazione dell’opinione pubblica, il progetto si configura come un moderno e dinamico strumento di diffusione e conoscenza. Obiettivo del progetto è coinvolgere la più vasta platea di giovani e giovanissimi che saranno i cittadini di domani. Indispensabile garanzia è in questo senso la provata esperienza del Teatro di Rifredi nel raggiungere ogni anno migliaia di studenti attraverso un saldo rapporto di fiducia tra operatori teatrali ed insegnanti. Si sviluppa così un'azione per un problema purtroppo sempre aperto. D’altra parte è vero che il teatro è voce della comunità, coscienza civile, testimonianza viva di uno spirito critico sulla contemporaneità. Quindi non ha nessun timore a fare del palcoscenico un luogo di denuncia. Anche forte, se occorre.


APPUNTAMENTI del progetto - stagione in corso

 

INCURSIONI TEATRALI NEI TERRITORI SCOLASTICI

Progetto ATLANTE è la pluriennale e collaudata iniziativa voluta dalla Regione Toscana e realizzata con appropriato linguaggio teatrale da Pupi e Fresedde, per la diffusione in ambito scolastico di fondamentali principi di civiltà.

Progetto ATLANTE si basa su di una formula tanto semplice quanto efficace.

Una coppia di attori allenati a questo genere di operazione visita le aule scolastiche toscane rappresentando autentici, seppur teatralizzati, squarci di moderna inciviltà. Sono interventi basati sulla storia e sulla cronaca passata e presente che offrono agli studenti interessanti e coinvolgenti spunti di riflessione su temi di scottante attualità quali la tutela ed il rispetto della vita umana, la salvaguardia dei diritti fondamentali e la lotta ad ogni forma di discriminazione.

Progetto ATLANTE utilizza con modernità e dinamismo il potenziale comunicativo del linguaggio teatrale ponendosi in continuità culturale con i principi che hanno ispirato la nascita e che guidano il cammino dell'Unione Europea.

Sull'onda emotiva segue la preziosa azione degli attivisti di Amnesty International in un tandem culturale-educativo che ha fin qui interessato numerose scuole del territorio con grande apprezzamento da parte di studenti ed educatori.

Grazie al sostegno della Regione Toscana l'intervento è gratuito ed offerto a tutte le scuole medie superiori del territorio Toscano.



IL GIRO DEL MONDO IN 80 MINUTI

Un’aula dentro al mappamondo...

A cura di Stefano Massini - Con Luisa Cattaneo e Roberto Gioffrè
Il mappamondo dei diritti è disegnato da Barbara Paveri.

Giunto alla pregevole tappa di tre anni di repliche, il “Giro del mondo in 80 minuti” si affaccia di nuovo sul pianeta scuola del 2009. Dopo aver affollato le aule, i corridoi, le palestre di decine e decine di scuole toscane, questo agilissimo esempio di teatro civile non ha perso un solo grammo della sua originaria immediatezza. Gli elementi di base continuano ad essere pochi ed essenziali. In primo luogo l’idea stessa di un teatro che si sposta fisicamente nelle scuole, portando lo spettacolo direttamente negli spazi scolastici. In secondo luogo la formula lineare che vede mettere insieme due giovani attori di provata esperienza, un planisfero disegnato a mano su un telone da proiezioni e una valigia con oggetti più o meno simbolici (dai coriandoli rossi che simuleranno pozze di sangue alle pietre ruvide con cui si lapida una testa di manichino). Seguendo l’itinerario intorno al globo immaginato da Jules Verne per i suoi personaggi, si intessono le trame di una reale geografia dei diritti umani, dove la pena capitale fa da comune denominatore a disprezzi politici, etnici, razziali, sociali. Dalle dittature africane alle lapidazioni islamiche, dalle esecuzioni di massa negli stadi cinesi a certe ipocrite messinscene statunitensi dietro il vetro dell’iniezione letale. Il giro del mondo è spietato. Lucido. Lo scandiscono i nomi delle città su quel planisfero colorato, nonché brandelli di articoli di giornale appesi in bella mostra come tanti memorandum. Tutto il resto è affidato al fortissimo rapporto che si crea fra gli attori e i ragazzi, chiamati a disporsi seduti in cerchio per assistere a questa nitida testimonianza teatrale su un incredibile catalogo di inciviltà che continua imperterrito in troppe contrade del mondo.


EVOLUZIONI RAZZIALI

incursione teatrale sul razzismo nel III millennio

A cura di Stefano Massini - Con Luisa Cattaneo e Roberto Gioffrè

Nasce nel 2009 una nuova proposta di “incursione teatrale”, figlia del grande successo ottenuto negli anni dal “Giro del mondo in 80 minuti”. Questa volta il tema trattato è il razzismo. O meglio: la sua perenne rinascita sotto spoglie sempre diverse. La frase simbolo di questa operazione potrebbe essere “sempre uguale, sempre diverso”. Perché è proprio così che avviene per gli odi razziali. La loro pianta – come l’araba fenice – sembra continuamente estinguersi per poi rinascere dalle sue stesse ceneri. “Evoluzioni razziali” vuole essere un breve spettacolo/testimonianza recitato - per la durata di una sola ora di lezione – nelle stesse aule scolastiche, nelle palestre, nelle aule magne: a distanza ravvicinata dai ragazzi. Guardandoli negli occhi. Il racconto che attraversa lo spettacolo è snodato sulla linea del tempo. Un po’ l’opposto del nostro “Giro del mondo” in cui il filo conduttore era quello della geografia. In questo caso avremo una catena di episodi apparentemente scollegati, ma tutti figli dello stesso virus: la paura del diverso. Sì, “paura del diverso”. E’ questa la traduzione letterale del termine greco xenofobia. Una parola che oggi è sulla bocca di molti. Forse perfino abusata. E come tutte le cose abusate, rischia di diventare innocua. Senza più senso. Eppure quanto è reale la portata catastrofica che sempre discende da questa incontenibile paura del diverso. Sono secoli che l’umanità ne tocca le conseguenze. Ma l’evoluzione della paura assume maschere sempre inattese. Inaspettate. Appunto: “sempre uguale e sempre diverso”.

 

 

ATLANTE in cifre

 

I NUMERI

Progetto Atlante si caratterizza anche e soprattutto per la capillarità.
Sono stati effettuati 92 interventi in altrettanti istituti scolastici del territorio toscano dall'alta Lunigiana alla profonda Maremma ed altri 19 sono programmati per la primavera del 2010. Oltre 12.000 gli studenti interessati ed almeno 400 gli insegnanti.

Qui di seguito l'estratto di alcuni commenti giunti dagli insegnanti ed educatori che hanno accolto l'iniziativa

Ho trovato lo spettacolo estremamente interessante, attuale e necessario..... I miei alunni sono stati affascinati, appassionati e coinvolti fino alle lacrime; ma è importante soprattutto il fatto che il forte impatto emotivo non è rimasto fine a se stesso ma ha indotto ad un successivo ripensamento, un approccio più razionale al tema, che sarà oggetto di ulteriori riflessioni nel corso dell'anno....
Prof.ssa Daniela Valdambrini ITG Calamandrei di Sesto Fiorentino (FI)

Lo spettacolo ha toccato le menti ed e i cuori degli studenti che al rientro in classe hanno espresso pareri unanimemente positivi, anzi entusiastici
Prof.ssa Maria Conti ITG Calamadrei di Sesto Fiorentino (FI)

Esperienza unanimemente ritenuta utilissima e molto stimolante dai colleghi, ci auguriamo di poterla ripetere
Prof. Andrea Fusari Liceo Forteguerri di Pistoia

Un' opera tesa ed avvincente che parla della verità e di come sia difficile individuarla e conoscerla.
Prof.ssa Antonella Cesaretti Istituto Statale Leopoldo II di Lorena di Grosseto

Lo spettacolo si è rivelato estremamente interessante e denso di spunti educativi. I ragazzi e le ragazze che hanno potuto prendervi parte hanno manifestato una partecipazione molto profonda ed un coinvolgimento intenso. Nelle fasi di discussione successiva tutti gli insegnanti hanno rilevato un notevole livello  di approfondimento dei temi del razzismo e hanno sottolineato l'efficacia dell'iniziativa per l'apprendimento e la maturazione degli allievi.
Ilaria Vietina Scuola per la Pace di Lucca

Come testimoniato dalla grande attenzione con cui le classi hanno seguito l'iniziativa, lo spettacolo si è dimostrato incisivo ed efficace, sia sul piano del coinvolgimento sia dal punto di vista linguistico...
Prof.ssa Maria Patrizia Peccianti Liceo della Formazione di Siena

Ragazzi coinvolti intensamente hanno avuto bisogno di riparlarne anche in seguito, grazie
Prof.ssa Licia Rossi Istituto Professionale Sassetti-Peruzzi di Firenze

Direi che il progetto ha colpito nel segno, raggiungendo tutti gli obiettivi previsti primo fra tutti il coinvolgimento emotivo degli studenti, ha posto inoltre l'importanza e la necessità di poter svolgere un percorso culturale forte all'interno della scuola oltre alla “normale” attività didattica
Prof. Mauro Tatti Scuola Media Giovanni della Casa di Pontassieve (FI)

Ottima gestione teatrale che ha permesso di utilizzare l'esperienza come fonte per un lavoro scritto di rielaborazione
Prof.ssa Caterina Morici ITCG Vasari di Figline Valdarno (FI)


APPUNTAMENTI del progetto delle stagioni passate

lunedì 9, martedì 10, mercoledì 11 ottobre 2006
NON IN MIO NOME – I DON’T KILL
MEETING TEATRALE PER STUDENTI SULLA PENA DI MORTE
a cura di Stefano Massini
con Luisa Cattaneo e Roberto Gioffrè
partnership di Amnesty International, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Derek Rocco Barnabei

Attori teatrali ed operatori umanitari: insieme per coinvolgere sul tema della pena di morte la platea degli studenti toscani, in un’alternanza di passi recitati, interventi autorevoli, testimonianze ed immagini. Squarci teatrali di riflessione: da Sofocle a Machiavelli, da Cicerone agli illuministi, dall’Atene del VI sec. a.c. fino agli U.S.A. del III millennio. Confronto e scambio di opinioni: perché nelle più diverse parti del pianeta lo Stato continua ad uccidere? Fra Asia, Africa ed America, fra opposte concezioni dello Stato e del diritto, “Non in mio nome” vuole essere un’occasione di conoscenza, informazione e stimolo. Un percorso appositamente studiato per accompagnare i più giovani in una presa di posizione – cosciente e personale – sulla pena di morte oggi. Tracce di questi incontri saranno consegnati ai ragazzi al termine dell’iniziativa, affinché siano non solo d’incoraggiamento all’approfondimento della tematica ma anche stimolo per realizzare un contributo creativo sul tema come singoli o come gruppi-classe.


venerdì 13, martedì 17, venerdì 20 e martedì 24 ottobre 2006 ore 15.00-17.00
RACCONTARE UNA CONDANNA A MORTE
LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA
Durante l’autunno il Teatro di Rifredi formerà un gruppo di studenti toscani interessati a vivere un’esperienza di scrittura collettiva. I ragazzi saranno chiamati a riadattare materiali epistolari e diaristici sul tema della pena di morte, contribuendo in modo fattivo alla stesura del “Giro del mondo in 80 minuti” che entrerà nelle aule e nelle scuole toscane. Gli incontri saranno curati da Stefano Massini, autore e regista teatrale.



MISE-EN-ESPACE
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
IO SONO IL MARE
Cronaca di un omicidio giudiziario

di Stefano Massini
(pubblicato da Ed.Vallecchi in “Dialoghi prima dell’alba”)
nuova versione in mise-en-espace a cura di Stefano Massini
m usiche originali di Enrico Ruggeri e Pino Di Pietro
con Antonio Fazzini e Roberto Gioffrè


anno di rappresentazione 2005 - Siena, Santa Maria alla Scala sala San Pio - Prato, Teatro Magnolfi.
Nella ricorrenza del quinto anniversario dalla morte di Derek Rocco Barnabei

Ecco prendere vita sulla scena lo scontro/incontro fra due uomini di convinzioni diverse, entrambi attanagliati fra le proprie certezze e le proprie incoerenze. Da un lato è il cappellano Gallagher, uomo impulsivo e appassionato, che da tempo ha legato se stesso ad un ruolo ingrato come quello di assistente spirituale dei condannati all’iniezione: spetta a lui cercare l’umanità dei condannati, portarla a galla e vederla comunque distruggere da un bieco cerimoniale. Frank Houdson è uno dei ministri di quel cerimoniale: convinto assertore della pena estrema, carnefice della barbarie, impietoso fustigatore di tutto ciò che minaccia il sistema. La loro sfida dialettica (del tutto casuale, proiettata sullo sfondo dell’ennesima formalità burocratica all’indomani dell’esecuzione di Barnabei) prende corpo una battuta dopo l’altra come su un ring spietato, dove la potenza del dialogo stana i dubbi più remoti di presunte certezze incrollabili.



SPETTACOLO
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
MURO DI SILENZIO (abu ghraib)
variazioni teatrali su cinque fotografie
drammaturgia di Stefano Massini
con Anna Bonaiuto

anno di rappresentazione 2005

Avviene nel segno dei diritti umani l’incontro, inedito ed intrigante, fra una grande attrice del nostro teatro come Anna Bonaiuto (premio Ubu 2003 per “Sabato, domenica e lunedì”) e il giovane autore Stefano Massini lanciato da Riccione Teatro 2005 con il famoso premio Pier Vittorio Tondelli (con il testo “L’odore assordante del bianco”). La grande Anna Bonaiuto darà voce ad una partitura teatrale di forte impatto, dura, spietata, di tinte forti e necessaria crudezza. L’evento corona il lungo percorso di ricerca sui rapporti fra teatro e impegno civile condotto dal drammaturgo toscano e dal produttore Francesco De Biasi per Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi con il coraggioso sostegno della Regione Toscana. “Ho scritto queste pagine teatrali con una grande rabbia. E se è vero che ogni denuncia porta dentro uno sfogo (anche violento), ecco che “Muro di silenzio” è il mio modo per lanciare un grido. Un grido in cui la potenza della parola teatrale si unisca all’urgenza tagliente della cronaca. Immagino un atto d’accusa, un urlo di dolore, un suono teatrale che sfidi il silenzio. E che trasformi per una sera il palcoscenico in tribunale dell’orrore”. (Stefano Massini) “Mi sembra un episodio di teatro civile che non indulge alla retorica. Lucido, forte, e senza orpelli come è necessario che sia sempre il teatro quando affronta temi di questa portata. Sono felice di questa prova, e colpita dagli squarci lancinanti delle pagine che ho letto.” (Anna Bonaiuto) In occasione del 30 novembre 2005, la Regione Toscana e Pupi e Fresedde celebrano i Diritti Umani. Lo fanno in stretta intesa con Amnesty International e la Comunità di Sant’Egidio. Nasce così un evento teatrale importante, destinato a far discutere: la voce di Anna Bonaiuto farà vivere le cinque inedite “variazioni teatrali” su altrettante immagini di torture ed esecuzioni sommarie. Una sfida potente: rompere il muro di silenzio che sta dietro ogni fotografia, paralisi eterna di una frazione di secondo.

in collaborazione con Amnesty International e Comunità di Sant’Egidio
con il sostegno di Regione Toscana ed il contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena

 

 
 
HOME   |    COMPAGNIA   |   TEATRO    |    BIGLIETTERIA    |   CONTATTACI    |   DOVE SIAMO   |   NEWSLETTERS
ottimizzato per 800x600 / 1024x768 - COLORI 65.536 - copyright Pupi e Fresedde 05/06 © - ottobre 2005 - design by creativalab.com