Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
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TEATRO PER LE NUOVE GENERAZIONI




ANTIDOTO

con il sostegno di Regione Toscana Assessorato Politiche Sociali
e il contributo di Ente Cassa di Risparmio di Firenze
con il patrocinio dell'Ufficio Regionale Scolastico della Toscana

ANTIDOTO è un progetto varato in forma sperimentale nello scorso anno scolastico che utilizza il linguaggio teatrale come contributo alle attività pedagogiche su temi che spesso si trovano alla base di quella fatica di crescere in cui s’imbattono le nuove generazioni; quel delicato momento dell’adolescenza che talvolta genera passività, assenza di stimoli, difficoltà di dialogo, incapacità di comunicare.

L’aspetto innovativo risiede nel fatto che l’approfondito lavoro di medici ed educatori del Dipartimento salute mentale e dell’Unità operativa educazione alla salute ha determinato un inconsueto approccio metodologico a questi temi cosicché invece di concentrarsi sui sintomi si è preferito orientare un più accurato sguardo d’insieme su quell’analfabetismo delle emozioni che costituisce la genesi fondante di un diffuso ed impalpabile malessere.

ANTIDOTO è dunque un progetto di promozione dei fattori protettivi e di prevenzione nei confronti del disagio giovanile. Nella già apprezzato ritratto del giovane Franz Kafka Stefano Massini si ispira alla personalità dello scrittore praghese: la sua problematicità può così divenire il simbolo di una condizione attuale, di un caos interiore, di una assenza di punti di riferimento che, in fondo, è rimasta innegabilmente irrisolta. Niente di celebrativo in Mozart, la novità di quest’anno, sebbene si tratti del fatidico 250° anniversario della nascita. Ad andare in scena sarà il diciottenne Wolfgang, ritratto del genio più autentico e spregiudicato, contraddittorio, pirotecnico, tormentato e caotico. Un Wolfgang in cui i giovani e giovanissimi studenti e spettatori potranno riconoscersi perché il vero protagonista dello spettacolo è l’arte come bisogno folgorante di esprimersi, aprirsi agli altri, dire chi si è ed esporsi, così, al confronto.

Ma non basta: il cantiere < MOZart > diviene un vero e proprio laboratorio politecnico grazie all’inedita collaborazione che unisce gli sforzi di Pupi e Fresedde a quelli dell’Accademia delle Belle Arti e del Conservatorio Cherubini di Firenze nell’intento di creare una occasione formidabile di incontro fra i giovani: un incontro che apra al dialogo, al rapporto fra pari, alla dialettica fra differenti esperienze, all’esplorazione di molteplici prospettive e diverse soluzioni. Tutto ciò in attesa di dedicarsi nel terzo anno di questo progetto alla tormentata figura di Vincent Van Gogh chiudendo una trilogia non solo progettuale ma anche artistica che avrà esplorato la controversa natura di tre giovani artisti di tre diverse discipline storicamente collocati negli ultimi tre secoli della nostra civiltà.

SPETTACOLI / CONF. SPETTACOLI del progetto



SPETTACOLO
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Teatro Stabile d’Innovazione Firenze
METAMORFOSI
RITRATTO DEL GIOVANE FRANZ KAFKA IN UN TEATRO DEL GHETTO DI PRAGA

scritto e diretto da Stefano Massini
con Roberto Gioffrè, Marco Venienti, Stefano Laguni
scene Mirco Rocchi, costumi Micol J.Medda, luci Alfredo Piras

In questo spettacolo il famoso racconto di Franz Kafka non è un punto di partenza, bensì una meta d’arrivo.
Sulla scena viene rappresentata la nascita de “La Metamorfosi”, la sua formidabile ideazione, la fase di fortuito e avvincente concepimento: come nacque l’opera, come prese vita dai meandri di un’anima complessa quanto geniale. Una scrittura scenica intrigante, che prende le mosse dalle autentiche pagine dei “Diari” di Kafka, dalla “Lettera al Padre”, da tante opere cosiddette minori ma di importanza determinante per ricostruire il tormentato universo interiore dell’autore. Il pubblico viene così trasportato fra i tavoli fumosi del Cafè Teatro Savoy, nel cuore del Ghetto di Praga, autunno del 1911.

E’ lì che un Franz Kafka non ancora trentenne incontra il coetaneo Jitzach Löwy, interprete in una celebre compagnia yiddish (un incontro che ebbe realmente luogo, destinato a rivestire un ruolo decisivo nella biografia dello scrittore). Fra i due giovani ebrei prende vita quasi per caso un dialogo intenso, magmatico, di vibrante profondità. Sospesi fra la leggerezza di un gioco e il dolore dell’introspezione, i due ragazzi si addentrano passo dopo passo nei corridoi del proprio disagio, alla ricerca di un “senso di vivere” che vinca finalmente ogni paura, ogni confusione.
E la cupa metamorfosi di Gregor Samsa prende lentamente forma sullo sfondo, come straordinario sfogo di un labirinto interiore, lucida metafora grottesca e struggente grido d’aiuto.


SPETTACOLO
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Teatro Stabile d’Innovazione Firenze
Accademia di Belle Arti di Firenze
Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze
TRAZOM SUEDAMA
RITRATTO DEL GIOVANE WOLFGANG AMADÈ MOZART IN UNA NOTTE DI PIOGGIA ITALIANA

drammaturgia coordinata da Stefano Massini con gli studenti del corso di scrittura teatrale
con Daniel Dwerryhouse, Luisa Cattaneo, Amerigo Fontani
regia Stefano Massini

scene progettate e realizzate dagli studenti dell’Istituto di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Firenze coordinati dai docenti Massimo Mattioli e Gianfranco Bresci
musiche e arie del Mitridate re di Ponto eseguite dagli studenti del Conservatorio di Musica L. Cherubini di Firenze coordinati dai docenti Marta Taddei e Vincenzo Maxia
costumi Micol J. Medda
luci Alfredo Piras
assistente ospite alla regia Giovanni Fusilli


Il testo
La storia strana di una notte strana, che ruota attorno alle bizzarrie di un genio vulcanico, ai giochi scalmanati dell’adolescenza, ai dubbi della crescita e al controverso rapporto con l’autorità dei genitori (l’austero Leopold MOzart). Sono questi gli ingredienti – semplici ma intensi – di un testo teatrale dalla genesi formidabile, resa possibile grazie all’incontro fra dodici studenti diciottenni che si sono confrontati con la scrittura teatrale sotto la guida del drammaturgo Stefano Massini. Il testo ha preso infatti forma durante i dieci incontri di un percorso didattico che fino dall’inizio mirava alla stesura di una drammaturgia collettiva imperniata sul giovanissimo Mozart. Gli allievi – tutti provenienti da scuole superiori del territorio fiorentino – hanno offerto il proprio apporto con generosità ed entusiasmo, riuscendo nel difficile compito di riversare nelle proprie pagine il riflesso delle proprie incertezze, dei propri dubbi, dei propri conflitti con il mondo degli adulti. La ricerca di questa “urgenza” si è sposata poi con l’approfondimento delle dinamiche legate alla scrittura teatrale: la creazione di personaggi, la chiusura dell’intreccio, la scioltezza del dialogo, la costruzione ritmica, la scelta dei diversi registri espressivi.

La scena
Un colossale armadio grigio di proporzioni gigantesche, le cui ante serbano insidie e incognite sospese fra sogno e realtà. La dimora italiana dei Mozart immersa fra i fulmini e i tuoni di una notte tempestosa, che squadra di bagliori una stanza disordinatissima di spartiti e carta straccia. Il pubblico che vorrà assistere a questo inedito ritratto mozartiano, si troverà davanti ad un lavoro scenografico di grande impatto, la cui realizzazione è soltanto il punto d’arrivo di un percorso durato molti mesi. L’idea di una collaborazione fra il Teatro di Rifredi e l’Accademia di Belle Arti nacque infatti nella primavera del 2006, con una serie di incontri fra il docente di scenografia professor Massimo Mattioli, il regista Stefano Massini e Francesco De Biasi per Pupi e Fresedde. Già allora si cominciava a delineare un lavoro di ampio respiro incentrato sulla figura di Mozart adolescente, fotografato nel momento della composizione del Mitridate. L’anno accademico 2005/6 ha visto quindi susseguirsi una serie di lezioni/incontri fra gli allievi scenografi e il regista dello spettacolo, con una continua ricerca di stimoli e suggestioni, immagini e intuizioni, proposte e scoperte, verifiche e modifiche, il tutto nella profonda condivisione di un comune percorso progettuale. Il punto d’arrivo è stata la creazione di molti bozzetti, tutti diversi e tutti originali, intorno ai quali si è sviluppato un ricchissimo e intrigante dibattito artistico. Dunque si è trattato di una vera officina creativa, la cui primaria vocazione al confronto reciproco si è preziosamente mantenuta durante la vivace fase conclusiva di effettiva realizzazione dell’impianto scenico.

La musica
Anche la partecipazione del Conservatorio Cherubini è nata sotto l’auspicio di un vero e proprio progetto interdisciplinare, che unisse competenze diverse e diversi linguaggi espressivi. I giovani allievi del Conservatorio hanno potuto confrontarsi con la partitura del Mitridate mozartiano, approfondendone le arie e la struttura musicale. Prendevano così vita - parallelamente alle scenografie e alla drammaturgia – le parti strumentali e cantate che arricchiscono lo spettacolo con l’autentico sapore delle note di Wolfgang Amadeus Mozart. Ed anche in questo caso si è trattato di un percorso articolato e di alto valore educativo, dove la peculiarità del linguaggio musicale si è potuta integrare come elemento di sinergia in un più ampio e fascinoso mosaico artistico.

 
 
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