Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi
con il contributo Provincia di Firenze - Assessorato all’Ambiente
I PREDATORI DELL’ACQUA PERDUTA
testo di Andrea Bruno Savelli
regia di Angelo Savelli
con Giacomo Bogani, Valentina Bruscoli e Francesco Franzosi
musiche di Jean Pierre Neel
scene e costumi di Mirco Rocchi
luci di Roberto Cafaggini

LE INTENZIONI DELLO SPETTACOLO

Lo spettacolo “I PREDATORI DELL’ACQUA PERDUTA” è una fiaba contemporanea che, attraverso un racconto avventuroso e uno stile fumettistico, vuole mostrare ai bambini l’importanza dell’acqua, gli sprechi quotidiani della nostra società e alcune pratiche soluzioni per evitarli.
Spesso le cose più importanti sono le più semplici: come un sorso d’acqua. E spesso sono così semplici che ci dimentichiamo di quanto sono importanti, per poi scoprirlo amaramente solo quando le perdiamo. Abbiamo dunque pensato di raccontare una storia in cui l’acqua rischia di non esserci più, per riscoprire l’immenso valore di questa risorsa vitale, per usarla bene e soprattutto per non sprecarla.
Lo spettacolo è costituito di due parti distinte ma complementari. Nella prima si seguono le mirabolanti disavventure del giovane Quindi, il ricercatore d’acqua perduta, in un fantastico deserto e poi, nella seconda parte, lo ritroviamo in una più realistica città simile alle nostre. Nella prima parte la mancanza dell’acqua è dovuta a cause fantastiche ma nella seconda le cause di questa carenza sono più realistiche e discendono da comportamenti quotidiani e da pratiche sociali.
Attraverso questo espediente narrativo lo spettacolo intende parlare ai bambini del problema delle risorse idriche, in maniera corretta ma fantasiosa, seria ma divertente, proponendo spunti di riflessione anche drammatici (come la desertificazione del pianeta o la privatizzazione dell’acqua) ma evitando catastrofismi e insinuando invece l’idea che ognuno può dare il suo personale contributo modificando tanti piccoli comportamenti quotidiani, sia personalmente che facendo pressione sui propri genitori.
Insieme alla preparazione e alla professionalità degli attori e alla notevole cura delle scene, dei costumi e delle luci, la rappresentazione trova un suo indubbio momento di forza nell’azzeccato commento musicale. Attraverso alcune piacevolissime canzoni, che possono essere poi facilmente memorizzate e replicate dai ragazzi, il messaggio dello spettacolo arriva agli spettatori in maniera divertente, diretta ed efficace.

LA VICENDA DELLO SPETTACOLO

L’avventuroso ragazzino di nome Quindi si ritrova nella lontana valle del Magara, la quale una volta era rigogliosa e piena di fiumi e piante ma che adesso è stata trasformata in un deserto da Doc, uno scienziato pazzo che, per trovare petrolio e diamanti, ha rubato tutta l’acqua chiudendola con una diga.
Un vecchio indiano Apache costretto a vivere dentro un cactus, invita Quindi ad andare a cercare l’acqua perduta e per aiutarlo gli affida Poiché, una portentosa tartaruga francese che potrà succhiare tutta l’acqua della diga e riportarla nella valle. Ma quando Quindi e Poiché trovano l’acqua, interviene il perfido Doc che li caccia scatenando una furiosa tempesta.
Improvvisamente Quindi si ritrova a casa sua, nella città di Tubonia, assetato per l’avventura appena trascorsa. Ma dal suo rubinetto non esce acqua. Arriva il cugino Bastiano, che di mestiere fa l’idraulico, e si scopre che si è rotto un tubo dell’acquedotto. Poi arriva anche Chiara, la nuova vicina di casa, una ragazzina simpatica ma sprecona. Anche la tartaruga Poiché si materializza sotto forma di un animaletto di peluche che ricorda continuamente a Quindi che il deserto del Magara sta diventando sempre più grande e che se non si decide a far qualcosa presto tutto il mondo diventerà un grande deserto. Purtroppo arriva anche Doc, sotto il finto nome di Bollicini, il quale, per diventare ricco, prima vuol far pagare l’acqua ai bambini, poi vuol vendergli l’acqua minerale e infine rapisce la tartaruga Poiché. Il giovane Quindi non sa più che pesci pigliare. Allora Bastiano gli indica la soluzione per sconfiggere il perfido Doc: bisogna convincere tutti gli abitanti di Tubonia, ragazzini e genitori, a non sprecare l’acqua. Ma come fare dal momento che tutti sono convinti che l’acqua sia infinita perché scende giù dal cielo? Per riuscire nel loro intento decidono di mettere in scena un divertente musical per istruire gli abitanti attraverso delle piacevoli canzoni. L’idea ha successo e gli abitanti risparmiano tantissima acqua. Doc è sconfitto e libera la tartaruga Poiché la quale finalmente può bere tutta l’acqua risparmiata e portarla nella valle del Magara per farla ritornare verde e ridente come era prima. E mentre incomincia a piovere, i pesci di mare e di fiume cantano un trionfale coro in difesa dell’acqua pulita.

GLI SPUNTI DIDATTICI DELLO SPETTACOLO

Man mano che si dipana la fantastica storia di Quindi e della tartaruga Poiché, dello scienziato pazzo e della ragazzina sprecona, lo spettacolo offre svariati spunti di riflessione didattica. Alcuni sono solo accennati, altri illustrati più ampiamente; tutti però possono essere successivamente ripresi ed approfonditi con maggior respiro a scuola o a casa.

Due i possibili spunti linguistici. Uno, più divertente, è legato alle decine di modi di dire, espressioni e proverbi che contengono la parola acqua; e lo spettacolo ne contiene moltissimi. L’altro, più impegnativo, è collegato alla dimensione poetica che l’acqua può ispirare; nello spettacolo questa dimensione scaturisce concretamente dall’improvvisa visione dell’acqua fresca, trasparente e pulita contenuta in una grande vasca sospesa.

Logicamente il primo e più importante spunto di riflessione è il valore vitale dell’acqua per l’uomo e per l’ambiente. Questo tema è ampiamente presente in tutto lo spettacolo ma è efficacemente condensato in un’apposita canzone dal ritornello molto orecchiabile: “Senza l’acqua non si può”.

Approfittando dell’ambientazione della prima parte della storia, lo spettacolo offre diversi spunti per una riflessione sul deserto: cos’è un deserto, dove sono collocati geograficamente i deserti, come si svolge la vita nel deserto per esempio per animali come i cammelli o piante come i cactus… e soprattutto s’informano i ragazzi sull’inquietante fenomeno della progressiva desertificazione del pianeta.

Con alcune sintetiche ma chiare battute, si accenna alla composizione fisica dell’acqua – H2O – alle sue caratteristiche ed al fondamentale ciclo naturale dell’acqua.

Il personaggio dell’idraulico offre l’occasione per spiegare la funzione dell’acquedotto ed i problemi di dispersione dell’acqua collegati ad un suo invecchiamento o ad un suo cattivo funzionamento. L’acqua del rubinetto viene poi messa in relazione a quella imbottigliata e se ne dimostra la maggiore convenienza sia in termini economici che ambientali.

Il diritto dell’umanità a disporre dell’acqua, come bene comune e imprescindibile, è ribadito con forza nello spettacolo sia attraverso la ridicolizzazione del personaggio negativo, lo scienziato pazzo Doc, sia attraverso la potente canzone finale dei pesci arrabbiati.

Il simpatico personaggio della bambina sprecona introduce il tema dell’inquinamento dell’acqua e, evidentemente, soprattutto quello dello spreco delle risorse idriche nell’ambito della vita quotidiana.
A ben vedere questo è il tema principale di tutta la rappresentazione, ed a questo subdolo problema lo spettacolo risponde in maniera ampia e puntuale con una serie di piccoli consigli pratici condensati in un divertente numero epico-musicale: “Devo l’acqua risparmiare”.

La messa a disposizione degli insegnanti del CD con le canzoni dello spettacolo - contenente sia la versione cantata che la traccia base per far cantare i bambini - è un contributo per avviare in classe, attraverso il ricordo delle canzoni, una serie di riflessioni didattiche sui vari spunti che abbiamo elencato.



 

 

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