con il contributo di ACI - Automobole Club Italia - Regione Toscana
ACI BABÀ E I QUARANTA PEDONI
una favola moderna sull’educazione stradale

testo di Andrea Bruno Savelli
regia di Angelo Savelli
canzoni a cura di Pasquale Filastò
su temi musicali di Nicola Piovani
conValentina Bruscoli, Giacomo Bogani, Francesco Franzosi, Tiziano Veltri
scene di Mirco Rocchi
luci di Roberto Cafaggini

Nel quartiere di una moderna città vive il giovane Alì, il figlio di Cremazade, la grossa pasticcera egiziana la quale, tra un biscotto al sesamo ed un babà, sogna di tornare al più presto al suo paese d’origine. Alì ha invece un altro sogno: restare in Italia e diventare un vigile. Preso dalla sua “insana” passione conosce a memoria tutte le regole e tutta la segnaletica del codice stradale, tanto che tutti lo chiamano ormai Aci Babà.
Come ogni ragazzino, anche Alì sogna di avere un motorino ma la mamma non glielo vuole comprare, un po’ per la naturale apprensione di tutte le mamme, un po’ perché non vede l’ora di riportarlo tra le palme del paesello nativo, dove è più utile possedere un bel cammello o un robusto paio di scarpe.
Nel quartiere vive anche, con la sua amichetta smorfiosetta, Pippo Grifo, un grande appassionato di moto e di velocità, che svillaneggia continuamente Aci Babà, sia perché lo considera uno straniero, “un extracomunitario”, sia perché non possiede una moto bella e luccicante come la sua. Il povero Alì, sentendosi continuamente umiliato, cerca di rimediare costruendosi un improbabile e ridicolo mezzo di locomozione mettendo insieme pezzi trovati nella pasticceria della mamma, con il risultato di suscitare ancora di più le prese in giro dell’amico spaccone. Insomma: Alì non ha un motorino ma conosce tutte le regole dell’educazione stradale e non perde occasione per dimostrarlo. Invece Pippo Grifo ha una bella moto ma a lui le regole proprio non piacciono. Tanto che una notte, esasperato dalle continue rampogne di Alì, decide di rubare tutti i segnali stradali della città e di nasconderli nel suo garage, chiuso da una saracinesca con un dispositivo elettronico che si apre solo con una parola d’accesso segreta. Ma Alì scopre la sua macchinazione e di nascosto cambia la parola d’ordine del garage.
Nel frattempo, a causa della mancanza di cartelli e di regole, la città diventa una giungla ed anche il centauro sbruffone rischia di venir travolto e spiaccicato nel traffico impazzito. Pippo Grifo, terrorizzato, vuole rimettere a posto i cartelli, ma nonostante tutti i suoi sforzi linguistici, non riesce ad entrare nel garage. Ecco allora che gli appare Alì, travestito da Aci Babà, il “Grande Genio della Vigilanza”, che gli pone degli enigmi per poter aprire la saracinesca: cosa significa quel cartello, come ci si comporta in quell’occasione e via discorrendo. Siccome Aci Babà è buono, Pippo Grifo potrà farsi aiutare dai giovani spettatori. Aperta finalmente la saracinesca i cartelli tornano in città e la vita riprende a scorrere ordinata e tranquilla.
Alì e Pippo Grifo ottengono un bel regalo e la mamma pasticciera si rassegna ad avere un figlio vigile ed in motorino.


Fascia d’età consigliata: 6 – 11 anni
Tecnica: teatro d’attore
Durata: 75’

 

 

 

 















 

 

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