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| Pupi e Fresedde – Teatro di
Rifredi |
| Via Vittorio Emanuele, 303 – 50134 Firenze |
| Telefono 055.422.03.61
- fax 055.422.14.53 |
| staff@toscanateatro.it
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compagnia __ PROGETTI
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Progetto 1942
2002 - 60 anni per non dimenticare
in collaborazione con Comunità
Ebraica di Firenze
con il contributo di ENTE CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE
- REGIONE TOSCANA - PROVINCIA DI FIRENZE - COMUNE DI
FIRENZE
In occasione del 60°Anniversario de “Il Diario
di Anne Frank”, l’ente di produzione teatrale
Pupi e Fresedde/Teatro di Rifredi - con il sostegno
e la partecipazione illustre ed esclusiva della Comunità
Ebraica di Firenze - propone una straordinaria e importante
manifestazione di grande impegno sociale e civile, il
cui principale referente è il mondo della scuola,
da dieci anni legato da stretti contatti con il Teatro
di Rifredi, ideatore e promotore del progetto di teatro
per le scuole “Teatro e Letteratura” e organizzatore
della Rassegna Scuola-Teatro della Provincia di Firenze.
L’iniziativa fa seguito allo straordinario interesse
con cui il mondo della scuola fiorentino e toscano hanno
accolto il Primo Giorno della Memoria, tenutosi in data
27 gennaio 2001. In quella occasione i giovani studenti
hanno messo in evidenza la loro sensibilità verso
un dramma storico dalle proporzioni gigantesche, che
ha lasciato un marchio indelebile nella storia dell’umanità.
Parallelamente, tuttavia, il Giorno della Memoria ha
riportato l’interesse sul pericoloso livello di
disinformazione sull’argomento, purtroppo assai
diffuso tra le giovani generazioni.
Il presidente della Comunità Ebraica di Firenze,
la professoressa Dora Liscia, riferisce come i suoi
interventi presso scuole di ogni ordine e grado mettano
sempre più in evidenza una situazione decisamente
allarmante e i più giovani si dichiarino del
tutto ignoranti sull’effettiva entità dello
sterminio ebraico oppure, ad esempio, su cosa fosse
(o sia…) un ghetto.
Inutile sottolineare come queste lacune abbiano una
incidenza drammatica non soltanto sul livello di educazione
storico-culturale dei nostri ragazzi, ma soprattutto
sulla loro formazione civile e sociale, sul loro rapporto
con i sempre più attuali scenari multirazziali
e multietnici.
Lo spettacolo teatrale in oggetto con intende soprattutto
offrire una risposta a questo problema, mettendo nuovamente
al servizio della Scuola e della Società Civile
tutta la professionalità e la qualità
produttiva di Pupi e Fresedde/Teatro di Rifredi.
A titolo informativo riportiamo di seguito alcuni impressionanti
dati statistici risultati da un sondaggio commissionato
dal Governo Italiano in occasione del “Primo Giorno
della Memoria” (tali dati furono poi pubblicati
su alcune delle maggiori testate giornalistiche nazionali).
Dalla semplice lettura di questi dati emergerà
nel più chiaro dei modi tutta l’urgenza
di riavvicinare il mondo della scuola al tema della
Shoah, utilizzando da un lato uno strumento di grande
fascino e interesse come uno spettacolo teatrale, dall’altro
lato chiedendo direttamente ad ogni ragazzo –
col concorso “60 anni per non dimenticare”
- un personale “intervento creativo” sul
dramma dell’Olocausto (poesie, disegni, elaborati,
sintesi sceniche, ecc.).
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SPETTACOLO
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
IL DIARIO DI
ANNE FRANK
di Frances Goodrich e Albert Hackett, nuovo adattamento
di Wendy Kesselmann
traduzione di Paolo Collo e Alessandra Serra
con Valentina Arru, Amerigo Fontani, Roberto Posse/Gilberto
Colla, Stefano Gragnani, Alessandra Bedino
Monica Bauco, William Pagano/Daniele Bonaiuti, Elena
D’Anna/Beatrice Orlandini
regia Stefano Massini
scene Mirco Rocchi - costumi Micol J. Medda - luci Alfredo
Piras
anno di produzione 2002
"In qualunque modo questa guerra finisca, solo
noi saremo i vincitori e voi ebrei i perdenti. Nessuno
rimarrà per portare testimonianza, perché
noi distruggeremo tutte le prove. Le distruggeremo dopo
aver distrutto voi." Così - nel ricordo
di Simon Wiesenthal - i soldati tedeschi ammonivano
i prigionieri dei campi di sterminio, le migliaia di
uomini e donne deportati in autentici gironi infernali
denominati Auschwitz, Buchenwald, Mauthausen…
Eppure, all'alba del nuovo millennio, il piccolo diario
di una ragazzina tredicenne torna a sconvolgere con
forza inalterata la coscienza dell'umanità, riaprendo
una delle piaghe più dolorose del XX secolo:
è anche grazie alle fitte annotazioni di quella
ragazzina che la compiaciuta previsione nazista non
si è avverata, e il calvario di milioni e milioni
di uomini non è stato consegnato al silenzio
dell'oblio. A distanza di sessanta anni dai drammatici
giorni in cui Anne scriveva il suo diario, corre l'obbligo
di togliere da quei tragici eventi ogni polvere da museo,
ogni patina ingiallita da foto d'epoca ed ogni freddezza
storiografica, ritrovando fra le righe tutte le emozioni,
le paure, le ansie, i terrori di una vicenda di persone
e non di personaggi. Un nuovo allestimento teatrale
del Diario non può che partire da qui: ogni distacco
deve essere abolito, il velo del tempo immediatamente
rimosso, la rassicurante remota dimensione del "bianco
e nero" trasformarsi nei vivi nitidi colori di
una realtà presente, attuale, indiscutibilmente
autentica. Soltanto allora il teatro potrà rivelarsi
una spietata macchina del tempo, capace di proiettare
il pubblico fra le squallide pareti di una anonima soffitta
nel centro di Amsterdam, tra i soffocanti stenti di
otto vite umiliate, annullate, azzerate, disperatamente
appese al labile filo di speranze negate. Soltanto allora
il diario di Anne cesserà di essere un documento
storico per riaccendersi nel suo incendio di rabbie,
passioni, incubi e desideri, fragili sussurri e grida
disperate. Uno spettacolo per non dimenticare? Nossignore,
non mi basta: cerco uno spettacolo che faccia vivere
nuovamente chi era soltanto destinato a morire.
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ottimizzato
per 800x600 / 1024x768 - COLORI 65.536 - copyright Pupi
e Fresedde 05/06 © - ottobre 2005 - design
by creativalab.com |
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