Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
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Progetto “1942 2002 - 60 anni per non dimenticare

in collaborazione con Comunità Ebraica di Firenze
con il contributo di ENTE CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE - REGIONE TOSCANA - PROVINCIA DI FIRENZE - COMUNE DI FIRENZE

In occasione del 60°Anniversario de “Il Diario di Anne Frank”, l’ente di produzione teatrale Pupi e Fresedde/Teatro di Rifredi - con il sostegno e la partecipazione illustre ed esclusiva della Comunità Ebraica di Firenze - propone una straordinaria e importante manifestazione di grande impegno sociale e civile, il cui principale referente è il mondo della scuola, da dieci anni legato da stretti contatti con il Teatro di Rifredi, ideatore e promotore del progetto di teatro per le scuole “Teatro e Letteratura” e organizzatore della Rassegna Scuola-Teatro della Provincia di Firenze.

L’iniziativa fa seguito allo straordinario interesse con cui il mondo della scuola fiorentino e toscano hanno accolto il Primo Giorno della Memoria, tenutosi in data 27 gennaio 2001. In quella occasione i giovani studenti hanno messo in evidenza la loro sensibilità verso un dramma storico dalle proporzioni gigantesche, che ha lasciato un marchio indelebile nella storia dell’umanità.
Parallelamente, tuttavia, il Giorno della Memoria ha riportato l’interesse sul pericoloso livello di disinformazione sull’argomento, purtroppo assai diffuso tra le giovani generazioni.

Il presidente della Comunità Ebraica di Firenze, la professoressa Dora Liscia, riferisce come i suoi interventi presso scuole di ogni ordine e grado mettano sempre più in evidenza una situazione decisamente allarmante e i più giovani si dichiarino del tutto ignoranti sull’effettiva entità dello sterminio ebraico oppure, ad esempio, su cosa fosse (o sia…) un ghetto.

Inutile sottolineare come queste lacune abbiano una incidenza drammatica non soltanto sul livello di educazione storico-culturale dei nostri ragazzi, ma soprattutto sulla loro formazione civile e sociale, sul loro rapporto con i sempre più attuali scenari multirazziali e multietnici.

Lo spettacolo teatrale in oggetto con intende soprattutto offrire una risposta a questo problema, mettendo nuovamente al servizio della Scuola e della Società Civile tutta la professionalità e la qualità produttiva di Pupi e Fresedde/Teatro di Rifredi.

A titolo informativo riportiamo di seguito alcuni impressionanti dati statistici risultati da un sondaggio commissionato dal Governo Italiano in occasione del “Primo Giorno della Memoria” (tali dati furono poi pubblicati su alcune delle maggiori testate giornalistiche nazionali).
Dalla semplice lettura di questi dati emergerà nel più chiaro dei modi tutta l’urgenza di riavvicinare il mondo della scuola al tema della Shoah, utilizzando da un lato uno strumento di grande fascino e interesse come uno spettacolo teatrale, dall’altro lato chiedendo direttamente ad ogni ragazzo – col concorso “60 anni per non dimenticare” - un personale “intervento creativo” sul dramma dell’Olocausto (poesie, disegni, elaborati, sintesi sceniche, ecc.).


SPETTACOLI del progetto

SPETTACOLO
Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi
Teatro Stabile di Innovazione Firenze
IL DIARIO DI ANNE FRANK
di Frances Goodrich e Albert Hackett, nuovo adattamento di Wendy Kesselmann
traduzione di Paolo Collo e Alessandra Serra
con Valentina Arru, Amerigo Fontani, Roberto Posse/Gilberto Colla, Stefano Gragnani, Alessandra Bedino
Monica Bauco, William Pagano/Daniele Bonaiuti, Elena D’Anna/Beatrice Orlandini
regia Stefano Massini
scene Mirco Rocchi - costumi Micol J. Medda - luci Alfredo Piras

anno di produzione 2002

"In qualunque modo questa guerra finisca, solo noi saremo i vincitori e voi ebrei i perdenti. Nessuno rimarrà per portare testimonianza, perché noi distruggeremo tutte le prove. Le distruggeremo dopo aver distrutto voi." Così - nel ricordo di Simon Wiesenthal - i soldati tedeschi ammonivano i prigionieri dei campi di sterminio, le migliaia di uomini e donne deportati in autentici gironi infernali denominati Auschwitz, Buchenwald, Mauthausen… Eppure, all'alba del nuovo millennio, il piccolo diario di una ragazzina tredicenne torna a sconvolgere con forza inalterata la coscienza dell'umanità, riaprendo una delle piaghe più dolorose del XX secolo: è anche grazie alle fitte annotazioni di quella ragazzina che la compiaciuta previsione nazista non si è avverata, e il calvario di milioni e milioni di uomini non è stato consegnato al silenzio dell'oblio. A distanza di sessanta anni dai drammatici giorni in cui Anne scriveva il suo diario, corre l'obbligo di togliere da quei tragici eventi ogni polvere da museo, ogni patina ingiallita da foto d'epoca ed ogni freddezza storiografica, ritrovando fra le righe tutte le emozioni, le paure, le ansie, i terrori di una vicenda di persone e non di personaggi. Un nuovo allestimento teatrale del Diario non può che partire da qui: ogni distacco deve essere abolito, il velo del tempo immediatamente rimosso, la rassicurante remota dimensione del "bianco e nero" trasformarsi nei vivi nitidi colori di una realtà presente, attuale, indiscutibilmente autentica. Soltanto allora il teatro potrà rivelarsi una spietata macchina del tempo, capace di proiettare il pubblico fra le squallide pareti di una anonima soffitta nel centro di Amsterdam, tra i soffocanti stenti di otto vite umiliate, annullate, azzerate, disperatamente appese al labile filo di speranze negate. Soltanto allora il diario di Anne cesserà di essere un documento storico per riaccendersi nel suo incendio di rabbie, passioni, incubi e desideri, fragili sussurri e grida disperate. Uno spettacolo per non dimenticare? Nossignore, non mi basta: cerco uno spettacolo che faccia vivere nuovamente chi era soltanto destinato a morire.

 

 
 
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